Rassegna Stampa - conflitto Gaza a cura di Redazione ETICA A.c.

 

ISRAELE: AP RIVELA PIANI PER TRASFERIRE PALESTINESI IN SUD SUDAN

(AGI) - Roma, 13 ago. - Israele sta discutendo con il Sud Sudan la possibilità di trasferire i palestinesi della Striscia di Gaza nel Paese dell'Africa orientale devastato dalla guerra. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statunitense Ap. Sei persone informate sulla questione hanno confermato i colloqui all'agenzia: non è chiaro a che punto siano ma, se attuati, i piani equivarrebbero a trasferire persone da una terra devastata dalla guerra e a rischio di carestia a un'altra, sollevando preoccupazioni in materia di diritti umani. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di voler realizzare il progetto del presidente americano Donald Trump di trasferire gran parte della popolazione di Gaza attraverso quella che Netanyahu definisce "migrazione volontaria". Israele ha avanzato proposte di reinsediamento simili con altre nazioni africane.

L'AP aveva già riferito di colloqui simili avviati da Israele e dagli Stati Uniti con il Sudan e la Somalia, paesi anch'essi alle prese con guerre e carestie, e con la regione separatista della Somalia nota come Somaliland. Lo stato di avanzamento di tali discussioni non è noto. La settimana scorsa, il Comando dell'Esercito nazionale libico, la milizia che controlla la Libia orientale, ha smentito voci circa l'esistenza di un presunto "accordo segreto" volto ad accogliere centinaia di migliaia di palestinesi in Libia, dopo che il ministro dell'Agricoltura israeliano Avi Dichter aveva indicato il Paese come "destinazione ideale" per il reinsediamento di circa 1,5 milioni di palestinesi provenienti dalla Striscia. «Penso che la cosa giusta da fare, anche secondo le leggi di guerra che conosco, sia permettere alla popolazione di andarsene e poi

attaccare con tutte le forze il nemico che rimane lì», ha detto Netanyahu in un'intervista a i24, un'emittente televisiva israeliana. Nell'intervista Netanyahu non ha fatto riferimento al Sud Sudan. I palestinesi, le organizzazioni per i diritti umani e gran parte della comunità internazionale hanno respinto le proposte, considerandoli un progetto di espulsione forzata in violazione del diritto internazionale. Per il Sud Sudan, un accordo di questo tipo potrebbe aiutare a stringere legami più stretti con Israele, oggi potenza militare quasi incontrastata in Medio Oriente. Si tratta anche di una potenziale via d'accesso a Trump, che ha accennato all'idea di reinsediare la popolazione di Gaza a febbraio, ma sembra aver fatto marcia indietro negli ultimi mesi. Alle richieste di AP, il ministero degli Esteri israeliano ha rifiutato di commentare e il ministro

degli Esteri del Sud Sudan non ha risposto alle domande sui colloqui. Un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che non commenta le conversazioni diplomatiche private.

 

PRIMO MINISTRO NUOVA ZELANDA, NETANYAHU HA PERSO LA BUSSOLA'

Il Paese sta valutando se riconoscere uno Stato Palestinese.

(ANSA) - ROMA, 13 AGO - Per il primo ministro della Nuova Zelanda, Christopher Luxon, il leader israeliano Benjamin Netanyahu ha "perso la bussola". Lo riporta Al Jazeera. La Nuova Zelanda sta valutando se riconoscere o meno uno Stato palestinese.

«Penso che quello che sta succedendo a Gaza sia assolutamente spaventoso. Penso che Netanyahu abbia esagerato. Penso che abbia perso la bussola», ha detto il primo ministro ai giornalisti. Il premier neozelandese ha definito gli attacchi israeliani a Gaza durante la notte «totalmente, totalmente inaccettabili» e ha affermato che lo sfollamento forzato di persone e l'annessione di Gaza costituirebbero una violazione del diritto internazionale. «Abbiamo denunciato queste cose ripetutamente... e lui semplicemente non ci ascolta», ha aggiunto il leader.

Luxon ha dichiarato all'inizio di questa settimana che la Nuova Zelanda sta valutando se riconoscere o meno uno Stato palestinese. Lunedì, l'Australia, suo stretto alleato, si è unita a Canada, Regno Unito e Francia nell'annunciare che lo avrebbe fatto in una conferenza delle Nazioni Unite a settembre.

 

A TEL AVIV 200 EX PILOTI PROTESTANO CONTRO OCCUPAZIONE GAZA CITY

Ex capo stato maggiore Halutz, 'fermate questa guerra inutile'.

(ANSA) - ROMA, 12 AGO - Circa 200 piloti in pensione e di riserva dell'aeronautica militare israeliana si sono radunati stasera davanti al quartier generale militare di Kirya a Tel Aviv per protestare contro la decisione del governo di Benjamin Netanyahu di occupare Gaza City e per chiedere un immediato accordo per la liberazione degli ostaggi ancora in mano a Hamas.

Lo riporta Times of Israel.

Tra i presenti l'ex capo di stato maggiore delle Idf, Dan Halutz, ha scandito: «Basta! Fermate questa guerra inutile e folle».

 

MESSAGGIO MADONNA A PAPA LEONE XIV: "VAI A GAZA E PORTA LUCE"

Per contribuire ad alleviare le sofferenze dei bambini.

Roma, 12 ago. (askanews) - Madonna ha scritto un messaggio a papa Leone XIV in un post sui social media, esortandolo a visitare Gaza per contribuire ad alleviare le sofferenze dei bambini nell'enclave palestinese.

«Santissimo Padre, per favore, vai a Gaza e porta la tua luce ai bambini prima che sia troppo tardi. Come madre, non posso sopportare di assistere alla loro sofferenza. I bambini del mondo appartengono a tutti», ha scritto la pop star.

«Sei l'unico di noi a cui non può essere negato l'ingresso. Abbiamo bisogno che le porte umanitarie siano completamente aperte per salvare questi bambini innocenti. Non c'è più tempo», ha aggiunto, «Per favore, dimmi che andrai. Con amore, Madonna». Madonna, che ha aggiunto ufficiosamente "Esther"  al suo nome nel 2005, celebra alcune festività ebraiche pur non essendo ebrea. La cantante, 65 anni, non si esibisce il venerdì sera e il sabato a causa dello Shabbat e ha dichiarato Israele "il centro energetico del mondo". Madonna è proprietaria di una casa a Tel Aviv e ha tenuto tre concerti nello stato ebraico.