Rassegna stampa – antisemitismo, a cura di Redazione ETICA A.c., 14 agosto 2025

 

GAZA: NETANYAHU, "ISRAELE IN PRIMA LINEA CONTRO LA BARBARIE, PROPAGANDA DI HAMAS ACCOLTA NEI CAMPUS USA"

Gerusalemme, 13 ago - (Agenzia_Nova) - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rivendicato il ruolo di Israele nella lotta contro "la barbarie" e "la ferocia", denunciando al contempo quella che definisce "la propaganda di Hamas" accolta da parte di movimenti pro-palestinesi in diversi campus universitari statunitensi. Intervenendo a un evento del network statunitense "Newsmax" a Gerusalemme, Netanyahu ha affermato che "alcuni sono caduti vittime delle menzogne di Hamas e le hanno seguite, abboccando completamente", sottolineando come, nonostante le "azioni terroristiche" del movimento palestinese, "molti studenti negli Stati Uniti si schierano con Hamas". Il premier ha ringraziato il presidente Usa Donald Trump per il sostegno e ha ribadito che "la maggior parte degli americani riconosce che Israele difende gli stessi valori dell'America" e che "stiamo combattendo i barbari alle porte". Netanyahu ha poi fatto riferimento all'attacco dello scorso mese nella città siriana di Suwayda, roccaforte della comunità drusa, denunciando "atrocità" contro civili, inclusi omicidi, stupri e torture, attribuiti a "fanatici" non meglio precisati. Descrivendo le immagini di un video diffuso online, ha parlato di "atti di inaudita crudeltà" compiuti contro un ferito, affermando che tali episodi mostrano "la barbarie contro cui Israele combatte a nome della civiltà occidentale". Il primo ministro ha concluso chiedendo di "mobilitare tutte le forze che vogliono difendere la nostra civiltà comune contro la distorsione della verità che minaccia il nostro futuro".

 

SPAGNA: LEADER PODEMOS BELARRA, UN ONORE ESSERE ACCUSATA DI ANTISEMITISMO

Madrid, 14 ago - (Agenzia_Nova) - La segretaria generale di Unidas Podemos, Ione Belarra, ha definito "un onore" essere additata dagli Stati Uniti per istigazione antisemita. "È un onore essere additati dagli Stati Uniti, il principale Paese responsabile insieme a Israele del genocidio contro il popolo palestinese e della promozione violenta di regimi antidemocratici in tutto il mondo", ha scritto l'ex ministra dei Diritti sociali spagnola in un messaggio su X. Il dipartimento di Stato Usa, nel rapporto annuale sui diritti umani pubblicato martedì scorso, ha denunciato che il 3 giugno 2024 Belarra aveva organizzato alla Camera bassa un evento intitolato "Difesa della Palestina e criminalizzazione in Europa", durante il quale – secondo Washington - gli oratori invitati "hanno glorificato l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele" e affermato che Israele "non ha diritto di esistere".

All'iniziativa, ospitata al Congresso dei deputati, avevano preso parte due attivisti filopalestinesi.

 

REGNO UNITO: RAPPORTO USA SU DIRITTI UMANI, SITUAZIONE PEGGIORATA NEL 2024

Washington, 13 ago - (Agenzia_Nova) - La situazione dei diritti umani nel Regno Unito è "peggiorata" nel 2024. Lo si legge nel "Country reports on human rights practices" pubblicato martedì 12 agosto dal Dipartimento di Stato Usa, secondo cui nel Paese si registrano "significative questioni in materia di diritti umani", tra cui "rapporti credibili su restrizioni significative alla libertà di espressione" e "crimini, violenze o minacce di violenza motivati da antisemitismo" in seguito all'attacco del movimento islamista palestinese Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023. Il documento, che analizza i "diritti individuali, civili, politici e dei lavoratori sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e da altri accordi internazionali", rileva che pur garantendo in linea generale la libertà di parola, nel Regno Unito esistono "aree specifiche di preoccupazione" legate a "restrizioni al discorso politico considerato 'offensivo' o 'di odio'".

 

USA: TRUMP VUOLE CONTROLLO SU MUSEI SMITHSONIAN, 'PER RISTABILIRE VERITÀ STORICA'

Washington, 13 ago. (Adnkronos) - Donald Trump apre un altro fronte della sua guerra culturale per imporre la sua visione della storia e della società americana, e questa volta prende di mira lo Smithsonian, il complesso museale che comprende 21 musei, 14 centri di ricerca e il National Zoo. In una lettera inviata dalla Casa Bianca ai vertici dell'istituzione di fama mondiale, che è un'entità indipendente ma riceve consistenti finanziamenti federali, si afferma che verrà avviata un’approfondita revisione delle mostre, collezioni e iniziative in corso e in vista del 250esimo anniversario della nascita dello Smithsonian, una revisione orientata all'ordine esecutivo firmato da Trump per "ristabilire verità e sanità nella storia americana".

"Questa iniziativa è tesa ad assicurare l'allineamento con la direttiva di celebrare l'eccezionalità americano, rimuovere narrative divisive e di parte e ristabilire la fiducia nelle nostre condivise istituzioni culturali", si legge nella lettera inviata ieri a Lonnie Bunch, storico, che è il primo afroamericano nominato alla guida dello Smithsonian.

Come è stato fatto con le università accusate di antisemitismo, nella lettera vengono imposti ultimatum, 30 giorni, per fornire le informazioni riguardo alle mostre e iniziative, ed in tutto 120 per "applicare le correzioni necessarie, sostituire linguaggio divisivo o ideologico con descrizioni storicamente accurate e costruttive da didascalie, pareti didattiche, schede digitali e altro materiale destinato al pubblico". A sottolineare come la mossa rientri nella guerra culturale dichiarata a quella che la destra americana definisce l'ideologia woke, e in particolare la critical race theory che studia il razzismo sistemico nella società americana, tra i primi otto musei che saranno sottoposti alla revisioni vi sono, oltre museo nazionale di storia americano, quello della storia e cultura afroamericana e quello degli indiami americani. In una seconda fase, precisa la lettera, verrà avviata la revisione, che prevede anche "visite di controllo" per assicurare che i musei rappresentino "l'unità, il progresso e i valori duraturi che definiscono la storia americana, anche per gli altri musei e istituti del sistema.

Dopo che la Casa Bianca ha pubblicato il testo della lettera, un portavoce dello Smithsonian ha affermato "il profondo impegno per l'eccellenza accademica, la ricerca rigorosa e la presentazione accurata e basata sui fatti della storia". "Analizzeremo la lettera con questo impegno in mente e continueremo a collaborare in modo costruttivo con la Casa Bianca, il Congresso e il nostro Board", ha concluso.

La mossa della Casa Bianca arriva dopo che nei mesi scorsi si sono già registrate tensioni tra la Casa Bianca e l'istituzione, in particolare per il tentativo di Trump di licenziare la direttrice della National Portrait Gallery, Kim Sajet accusata di essere "fortemente di parte e grande sostenitrice dei Dei", gli odiati programmi per tutelare diversità e inclusione. Il Board replicò ricordando che solo il segretario dello Smithsonian può assumere e licenziare, ma alla fine Sajet ha lasciato l'incarico volontariamente. E il Board a giugno aveva già ordinato a Bunch di avviare una revisione, anche per quanto riguarda i vertici dei musei, per garantire "contenuti non di parte" e riferire di "eventuali cambiamenti di personale necessari".

 

FDI: GDF INDAGHI SU COPIE CORANO SPEDITE GRATUITAMENTE A DOMICILIO

(9Colonne) Roma, 13 ago - "Apprendiamo dalla stampa notizie preoccupanti che riguardano l'islamizzazione in Europa e, in particolare, in Italia. Migliaia di copie del Corano tradotte in italiano spedite ad altrettante migliaia di persone che ne fanno richiesta. Il caso riguarda Hamza Roberto Piccardo, uno dei fondatori dell'Ucoii, che ha rilanciato questa iniziativa dalla pagina social del Centro Culturale Islamico di Genova, quello che fa riferimento anche a Mohamed Hannoun, uomo ritenuto vicino ad Hamas. Le copie verrebbero inviate gratuitamente, in cambio di una donazione. Sappiamo quanto sia costoso produrre libri e spedirli: come fa, quindi, un libro che ha numeri da best seller a reggersi solo su piccoli contributi volontari? Chiediamo alla Guardia di Finanza di fare degli accertamenti in attesa di depositare un'interrogazione parlamentare a settembre". Lo dichiarano i senatori di Fratelli d'Italia Lucio Malan, Ester Mieli, Carmela Bucalo, Marco Scurria, Raffaele Speranzon, Giulio Terzi, membri della Commissione straordinaria intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all'odio e alla violenza.


AMICI ISRAELE 'USO IMPROPRIO CELEBRAZIONI LIBERAZIONE FIRENZE'

(ANSA) - FIRENZE, 12 AGO - "Profonda preoccupazione per l'uso improprio delle celebrazioni cittadine dedicate alla Liberazione di Firenze, trasformate, come accade continuamente, nel megafono della causa palestinese" è stata espressa dall'associazione fiorentina Amici di Israele attraverso il suo presidente Kishore Bombaci.

"L'11 agosto è una giornata di memoria condivisa e di unità civile per la città di Firenze - dichiara Bombaci - ma è stata trasformata nell'ennesima occasione per fare propaganda spiccia su quando accade a Gaza. Oltre al fatto che la Liberazione di Firenze fu la sconfitta del nazifascismo e di tutte le ideologie di odio, ed è fuori luogo che sia stata oscurata e ridotta a palcoscenico dove mettere in scena l'odio contro il popolo israeliano". L'associazione sottolinea "il grande controsenso storico, in antitesi con i valori trasmessi dalla celebrazione, dati i legami diretti fra il nazismo e leader arabi della Palestina Mandataria che avevano come comun denominatore proprio l'antisemitismo". "Puntare sulla verità storica - prosegue Bombaci - non è solo sinonimo di onestà intellettuale. È un dovere delle istituzioni, a partire dal sindaco, il quale dovrebbe conoscere la storia e quindi impedire che eventi simbolo dell'antifascismo diventino strumento di una propaganda che legittima, seppure indirettamente, organizzazioni terroristiche". Amici di Israele chiede "quindi alle autorità cittadine uno sforzo maggiore per preservare la verità assicurando che ogni vittima della violenza e del terrorismo riceva pari rispetto e dignità, comprese le vittime israeliane del 7 ottobre e gli ostaggi ancora prigionieri a Gaza".

 

USA: RAPPORTO DIRITTI UMANI, ITALIA SENZA VARIAZIONI, GOVERNO "CREDIBILE" IN CONTRASTO A VIOLAZIONI

Washington, 12 ago - (Agenzia_Nova) - La situazione dei diritti umani in Italia non ha subìto variazioni "significative" nel corso del 2024, e il governo ha adottato "misure credibili" per identificare e sanzionare i funzionari che hanno commesso eventuali abusi. Lo si legge nel "Country Reports on Human Rights Practices" pubblicato oggi dal Dipartimento di Stato Usa. Il documento, che sottolinea l'impegno dell'esecutivo nell'applicazione delle normative che tutelano le libertà fondamentali, passa in rassegna la casistica - ridotta - di possibili violazioni, soprattutto nel campo del diritto del lavoro. Più approfondito il capitolo riguardante la Protezione ai rifugiati: il governo, si legge nel testo, "ha collaborato con l'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e altre organizzazioni umanitarie nel fornire protezione e assistenza ai rifugiati, ai rifugiati che ritornano o ai richiedenti asilo, nonché ad altre persone in situazioni di allarme". Al tempo stesso, il rapporto cita tra le altre cose, le denunce fatte da organizzazioni non governative e osservatori indipendenti circa "difficoltà'" nella concessione dell'asilo, tra cui "incoerenze nell'applicazione degli standard nei centri di accoglienza". Il documento cita inoltre il Rapporto annuale sull'antisemitismo in Italia, compilato dalla Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea, nel quale si descrive "il forte aumento (quasi il doppio) degli atti antisemiti, rispetto al 2023", anno in cui - a seguito dell'attacco di Hamas del 7 ottobre, si era già registrato un incremento sostanziale delle denunce. "Sono stati segnalati commenti e azioni antisemite, tra cui violenza fisica contro gli ebrei, vandalismo contro affari e sinagoghe di proprietà ebraica e pubblicazione di materiale antisemita su Internet. La premier Giorgia Meloni ha affermato in più occasioni che l'antisemitismo è inaccettabile e non sarà tollerato".

 

STOP GENOCIDIO', LA CAMPAGNA DI 3 ASSOCIAZIONI EBRAICHE IN ITALIA

LABORATORIO ANTIRAZZISTA A 'DIRE': OCCIDENTE FERMI LA CATASTROFE

(DIRE) Roma, 12 ago. - "La campagna di distruzione di Israele a Gaza è arrivata a nuovi picchi di orrore: due milioni di persone che vivono a due ore di auto da Tel Aviv sono minacciate dalla morte per fame, e l'Occidente continua a offrire armi e copertura diplomatica. Spesso usando la retorica che accusare Israele dei crimini che sta commettendo sarebbe antisemitismo. Per questo come gruppi ebraici abbiamo voluto dire forte e chiaro che è urgente opporre la massima pressione possibile per fermare Israele". Lo dichiara all'agenzia Dire il Laboratorio ebraico antirazzista (L3a), tra le tre realtà di cittadini ebrei ed ebree in Italia - Tikkun e Indifferenti Mai - che hanno deciso di fare squadra e lanciare oggi la campagna 'Voci ebraiche dicono stop al genocidio - Israele distrugge e affama Gaza. Il sostegno europeo deve cessare'.

La relativa locandina con le scritte gialle e bianche su campo rosso ha anche occupato un'intera pagina dell'edizione odierna del quotidiano Il Manifesto.

L'iniziativa cade mentre a Gaza, come ogni giorno dal 7 ottobre 2023, si fa la conta di morti e feriti: 89 le vittime nelle ultime 24 ore, 67 dall'alba, come riferisce il ministero della Sanità della Striscia. Trentuno sono rimasti uccisi nel tentativo di andare a ritirare gli aiuti presso i centri di distribuzione israelo-statunitensi. Oltre 500 persone sono ferite. Questo mentre continuano ad arrivare condanne per il "piano di occupazione" della Striscia annunciato dal premier Benjamin Netanyahu, che nei fatti sarebbe un piano di annessione: l'ultima arriva dall'Arabia Saudita, che ha denunciato pulizia etnica e il crimine di affamamento che il governo di Tel Aviv starebbe portando a termine a Gaza A questo si aggiunge nelle ultime ore un "appello urgente" a Israele ad aprire all'ingresso degli aiuti umanitari da Regno Unito, Canada, Australia, Giappone e 23 Paesi dell'Unione europea, tra cui l'Italia. Mancano però le firme di Germania e Ungheria.

La Hind Rajab Foundation e il Palestinian Centre for Human Rights hanno invece annunciato che presenteranno un esposto alla Corte penale internazionale, all'indomani del raid condotto da Israele su una tenda di giornalisti a Gaza, in cui sono morti sei operatori dell'informazione.

Con la Dire, il Laboratorio ebraico antirazzista prosegue: "Noi tre associazioni abbiamo identità diverse, ma siamo unite nel denunciare e chiedere di fermare il genocidio a Gaza, oltre che nel sollecitare la fine del sostegno - da parte delle istituzioni e anche delle aziende italiane ed europee - a questa situazione catastrofica".

La campagna, che sarà diffusa online, tramite i media e i social network, ha già ricevuto il sostegno di Assopace Palestina. Ancora alla Dire la sua presidente Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo, commenta: "Questa presa di posizione di ebrei italiani ed europei è di straordinaria importanza. I tre movimenti L3a, Tikkun e Mai indifferenti, pur avendo analisi diverse sullo Stato di Israele, hanno trovato l'unità e una voce unica per dire 'fermate il genocidio, basta fame e distruzione per Gaza'. Dobbiamo continuare insieme per la fine dell'occupazione militare, dell'apartheid affinché dal fiume al mare tutti e tutte siano liberi e uguali", conclude.

 

EBREI AGGREDITI A VENEZIA, ROJC 'NO A SILENZIO SU ANTISEMITISMO'

'Netanyahu niente a che fare con chi aizza cane contro turisti'.

(ANSA) - TRIESTE, 11 AGO - "Non possono passare sotto silenzio questi episodi di schietto razzismo antisemita.

Venezia, primo ghetto d'Europa e uno dei luoghi della cultura ebraica d'Italia, non può diventare un posto in cui persone vengono aggredite perché portano i segni della loro religione.

Spero si colga la gravità di quanto accaduto, che nei fatti di Palestina non trova nessuna ragione o scusa. C'è un seme che aspetta solo di trovare terreno fertile e di essere innaffiato per attecchire e germogliare ancora". La senatrice Tatjana Rojc (Pd) condanna l'aggressione contro due turisti americani di religione ebraica, avvenuta ieri notte a Venezia, nella zona di Rialto.

Per Rojc, "la condanna del perverso piano per Gaza del governo Netanyahu, la mobilitazione di una parte della società civile israeliana con in testa le famiglie degli ostaggi, gli sforzi per fermare la strage nella Striscia, tutto ciò non ha niente a che fare con chi aizza un cane contro una coppia di turisti. Attenzione - conclude la senatrice - perché si comincia con gli ebrei".

 

GB: 600MILA PERSONE ADERISCONO IN POCHI GIORNI A LISTE PER IL NEWPARTY DI CORBYN E SULTANA

I due parlamentari indipendenti, ex membri del Partito Laburista, progettano un partito alternativo Londra, 7 ago. (Adnkronos).

Un nuovo partito all'orizzonte nel Parlamento inglese? A fine luglio Jeremy Corbyn e Zarah Sultana, parlamentari indipendenti ed ex membri del Partito Laburista britannico, hanno annunciato il progetto di creare un nuovo partito di sinistra, alternativo ai laburisti, e invitato i possibili elettori a iscriversi al sito yourparty.uk. In pochi giorni sono arrivate 600mila adesioni. Ne dà notizia l'agenzia internazionale Pressenza, che ricorda come non sia la prima volta che Corbyn suscita una simile risposta. Tra il '15 e il '20, quando era leader del Partito Laburista, c'è stato un enorme aumento del numero di iscritti, soprattutto giovani, in un'atmosfera di rinnovamento e fervore che non si vedeva da tempo, tanto che alle elezioni del '17 i laburisti ottennero quasi 13 milioni di voti.

Corbyn ha dovuto però affrontare "un'aspra battaglia interna scatenata dall'ala destra del partito, che non gli ha mai perdonato le sue posizioni 'troppo' a sinistra", sostengono i commentatori inglesi. A cui si è aggiunta una campagna di "degradazione, manipolazione e calunnie da parte di molti media": l'accusa di antisemitismo ha poi assunto un ruolo centrale, tanto che nel 2020 Corbyn è stato sospeso dal partito e nel '24 perfino espulso. Fatto che non gli ha impedito di ottenere una vittoria schiacciante nel suo storico collegio di Islington North, che nel '24 lo ha eletto come indipendente.

Obiettivo di Corbyn e Sultana è "costruire una vera alternativa alla povertà, alla disuguaglianza e alla guerra", un nuovo tipo di partito politico, legato alle comunità, ai sindacati e ai movimenti sociali.

L'appuntamento è stato fissato in settembre, quando si terrà una conferenza inaugurale per definire nome e proposte del neo partito.

Punti chiave saranno la ridistribuzione della ricchezza e maggiori tasse per i ricchi, servizio sanitario nazionale libero dalla privatizzazione, nazionalizzazione di energia, acqua, ferrovie e poste, opposizione ai giganti dei combustibili fossili, fine della complicità con il genocidio a Gaza e giustizia per il popolo palestinese. Una prospettiva contrapposta a quella indicata dalle scelte del governo Starmer.

Una politica aperta alla speranza, che non deve suscitare paure. Corbyn denuncia il fallimento laburista, dopo le speranze suscitate         dalla vittoria elettorale dell'anno scorso, ma sottolinea anche "la risposta di sindacati e attivisti antirazzisti, pacifisti e ambientalisti e soprattutto "il bisogno di "una visione politica guidata dalla speranza e non dalla paura".

A questo proposito ricorda che migranti e minoranze non sono i responsabili degli attuali problemi sociali, come il governo Starmer e il partito razzista ReformUk vogliono far credere. Questi problemi sono invece "causati da un sistema economico e politico che protegge gli interessi di miliardari e grandi aziende a scapito della maggioranza della popolazione".

Come difensore della pace e del disarmo, Corbyn è stato presente a Hiroshima e Nagasaki per l'ottantesimo anniversario della loro distruzione a causa dell'atomica sganciata dagli Stati Uniti. "Siamo tutti esseri umani in un solo pianeta e dobbiamo costruire un futuro di pace per tutti" ha scritto quindi sulla sua pagina Facebook. Sottolineando quali dovrebbero essere, a suo avviso, i temi fondamentali: pace, disarmo, diritti umani e ambiente.