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ONU, 'FAME A GAZA PROMOSSA DA LEADER ISRAELE COME ARMA'

Fletcher chiede a Netanyahu di aprire i valichi per gli aiuti (ANSA) - LONDRA, 22 AGO - La fame a Gaza è "apertamente promossa da alcuni leader israeliani come arma di guerra". Lo ha detto il responsabile umanitario delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, commentando il rapporto dell'Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), sistema globale di monitoraggio della fame sostenuto dalle Nazioni Unite, sulla carestia nella Striscia. "È una carestia che ci perseguiterà tutti" ha aggiunto, invitando il premier Benjamin Netanyahu a un "cessate il fuoco immediato" e chiedendo che vengano aperti i valichi per far entrare gli aiuti umanitari.

 

GAZA: ONU "500 MILA PERSONE ALLA FAME", PER ISRAELE "NESSUNA CARESTIA"

GAZA (ITALPRESS) - Il sistema di monitoraggio sulla sicurezza alimentare Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), sostenuto dalle Nazioni Unite, ha definito la situazione a Gaza City di livello 5, ovvero il più grave. La relazione definisce "carestia" la situazione in un'area abitata da 500 mila persone. A rischio malnutrizione sono 132 mila bambini sotto i 5 anni, precisa ancora il rapporto. La fame è promossa a Gaza "da alcuni leader israeliani come arma di guerra", ha dichiarato il responsabile per le questioni umanitarie dell'Onu, Tom Fletcher, commentando il rapporto dell'Ipc. Fletcher ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di accettare "un cessate il fuoco immediato". Il rapporto ha visto la risposta di Israele, attraverso il suo ministero degli Esteri. "Non c'è carestia a Gaza", ha sottolineato il dicastero aggiungendo che "l'intero rapporto si basa sulle bugie di Hamas".

 

 

 

GERUSALEMME BLOCCA I CONTI DEL PATRIARCATO ORTODOSSO

(AGI) - Citta' del Vaticano, 22 ago. - La municipalità di Gerusalemme ha "congelato" tutti i conti bancari appartenenti al patriarcato greco-ortodosso, come emerge da una dichiarazione ufficiale della comunità guidata dal primate Teofilo III. Lo rende noto Asianews che riporta la nota del comune di Gerusalemme nella quale si decide "unilateralmente di congelare il conto bancario del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme". "È nostra convinzione - si legge nella nota – che il ragionamento alla base di questa decisione sia legato alla questione dell'Arnona", la controversa tassa di proprietà che i Comuni incassano sulle proprietà immobiliari.

La disputa tra il comune e diverse chiese che detengono proprietà a Gerusalemme va avanti da diversi anni. Un accordo decennale tra le Chiese e lo Stato di Israele aveva impedito al comune di Gerusalemme di riscuotere l'imposta sulla proprietà dalle istituzioni cristiane. Tuttavia, nel 2018, la città ha deciso che l'esenzione per le congregazioni e comunità cristiane si applicasse solo alle proprietà utilizzate "per la preghiera, per l'insegnamento della religione o per le esigenze derivanti da ciò". Da qui l'esclusione di attività al servizio dei pellegrini come pensioni e caffetterie.
Citta' del Vaticano, 22 ago. - Uno scontro che ha registrato fasi di profonda tensione, culminate il 25 febbraio 2018 nella storica decisione del patriarca armeno Manougian, del greco-ortodosso Teofilo III e del custode di Terra Santa fra Francesco Patton di chiudere il santuario del Santo Sepolcro.

Nel mirino una bozza di legge sull'esproprio di terreni appartenuti a Chiese e la richiesta dell'allora sindaco Nir Barkat di versare anni di tasse, contravvenendo agli accordi legati allo status quo. Il comune aveva fatto marcia indietro solo dopo l'intervento del premier Benjamin Netanyahu ma, da allora, le tensioni sono più volte riemerse fra municipalità e autorità ecclesiastiche su proprietà o attività specifiche.

"Come enti religiosi, le chiese svolgono ruoli vitali mantenendo istituzioni educative, assistenziali e caritatevoli che servono la popolazione locale, cristiana o non", spiegano negli ambienti del Patriarcato. Per questo motivo, storicamente, le chiese "non hanno mai pagato le tasse comunali o governative per le proprietà" durante i periodi di dominio ottomano, britannico, giordano o israeliano. Secondo Protecting Holy Land Christians, che è collegato anche al Council of Patriarchs and Heads of Churches in Jerusalem, il patriarcato greco-ortodosso "non è ora in grado di pagare gli stipendi al clero, agli insegnanti e al personale". Tuttavia, altre Chiese affrontano controversie simili: una causa è aperta contro il patriarcato armeno dal comune di Gerusalemme e sarà discussa a settembre.

 

THRALL, L'EMIGRAZIONE VOLONTARIA DA GAZA È PULIZIA ETNICA

'Israeliani manifestano solo per la liberazione degli ostaggi'.

(ANSA) - ROMA, 21 AGO - "L'obiettivo ultimo di Israele è spostare i palestinesi dalla Striscia. Netanyahu e i suoi ministri lo hanno detto, e a marzo il Gabinetto di sicurezza ha approvato un piano ad hoc. La chiamano emigrazione volontaria, in realtà è pulizia etnica. È già in corso, ma il quadro strategico per Israele cambia solo se riesce a spingerli fuori".

Lo afferma lo scrittore ebreo americano Nathan Thrall, premio Pulitzer 2024, che da anni risiede a Gerusalemme, intervistato da La Repubblica.

Riguardo alle recenti manifestazioni a Tel Aviv, Thrall sottolinea: "Gli israeliani non si stanno ribellando alle uccisioni dei civili a Gaza. C'è una minoranza che manifesta per fermare le sofferenze dei gazawi, ma la maggioranza ha una sola richiesta: il rilascio degli ostaggi. Molti, inclusi opinionisti di centrosinistra e i leader dell'opposizione, dicono al governo 'fate l'accordo, salvate gli ostaggi a qualunque prezzo, poi avrete l'opportunità di distruggere Hamas'. In sostanza, una chiamata all'inganno di Hamas e di chiunque stia negoziando a Doha. Nelle ultime settimane, anche la stanchezza per la guerra ha spinto le masse a protestare".

Lo scrittore commenta: "Ci diciamo spesso che il problema è Netanyahu e la sua coalizione di estremisti, e che senza di loro le cose andrebbero meglio, poi però i sondaggi mostrano che il 79 per cento degli ebrei israeliani non è disturbato dalla fame a Gaza. È sorprendente quanto corta sia la nostra memoria: due anni e mezzo fa avevamo un governo guidato dal centrista Lapid e da Bennet, e le politiche nei confronti dei palestinesi non erano diverse. Hanno costruito persino più insediamenti dei predecessori. La convinzione dei progressisti europei che il problema sia la destra israeliana è una bugia che è conveniente dirsi per non emettere sanzioni e continuare a sostenere il genocidio".

 

RENZI: FRASE EX CAPO INTELLIGENCE ISRAELE RICHIAMA IL NAZISMO

Commento all'audio di Aharon Haliva.

Roma, 20 ago. (askanews) - La frase dell'ex capo dell'intelligence israeliana, Aharon Haliva, "richiama il nazismo", sono parole che "utilizzava la Gestapo quando andava a prenderne uno ogni dieci e faceva le rappresaglie". Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a In Onda su La7, commentando l'audio di Haliva diffuso alcuni giorni fa in cui diceva che "per ogni ebreo morto il 7 ottobre 2023, 50 palestinesi devono essere uccisi, non importa se bambini".

 

NEGATO INGRESSO IN ISRAELE AL SINDACO DI BARCELLONA

Madrid (Spagna), 22 ago. (LaPresse) - Le autorità israeliane hanno negato l'ingressonel Paese al sindaco di Barcellona, il socialista Jaume Collboni per "commenti anti-israeliani". Ne hanno dato notizia i media ebraici. Ynet riferisce che Collboni sarebbe dovuto arrivare in Israele stasera ma che è stato informato all'ultimo momento della decisione delle autorità che arriva tre mesi dopo che il Consiglio comunale di Barcellona ha votato per tagliare i legami istituzionali con il governo israeliano e sospendere l'accordo di amicizia con Tel Aviv. Collboni, dopo l'arrivo a Tel Aviv, si sarebbe recato a Gerusalemme per visitare i luoghi simbolici della città, per poi trasferirsi a Ramallah e Betlemme, in Cisgiordania. In entrambe le città palestinesi aveva in programma incontri con i rispettivi sindaci e la presentazione di progetti dicooperazione finanziati dal Comune di Barcellona, riferisce El Paìs. Il viaggio aveva una chiara connotazione di sostegno alla Palestina, anche se includeva gesti simbolici, come una visita al Monte Herzl di Gerusalemme, con una deposizione di fiori sulla tomba di Isaac Rabin, e al museo dell'Olocausto della città.

 

ISRAELE: ULTRAORTODOSSI BLOCCANO STRADE PER PROTESTA CONTRO LEVA

(AGI) - Roma, 20 ago. - Continua la lotta degli ultraortodossi contro i tentativi delle autorità di includere i giovani haredi nel servizio militare obbligatorio. Attivisti hanno bloccato gli svincoli su tre autostrade in Israele per protestare contro "l'aggressiva persecuzione degli studenti della Torah", dopo la mancata approvazione di una legge che esenti i giovani ultraortodossi dalla leva. Di recente la polizia ha cominciato ad arrestare e incarcerare alcuni renitenti, scatenando la dura reazione della comunità religiosa.

"A causa della persecuzione del mondo della Torah in Israele e dell'incarcerazione di studenti per il crimine di studiare la Torah", il rabbino Azriel Auerbach ha ordinato di "lanciare una lotta furiosa senza compromessi contro le autorità, finché non capiranno che scatenare persecuzioni e oppressione contro gli studenti della Torah ha un prezzo", si legge in una nota del Comitato per la salvezza del mondo della Torah.

 

ISRAELE: HAREDI CONTRO LEVA, GIORNATA INTERNAZIONALE DI PROTESTA

(AGI) - Roma, 19 ago. - Continua la protesta degli ultraortodossi in Israele contro la mancata approvazione di una legge che esenti i giovani haredi dalla leva militare obbligatoria. I leader religiosi hanno indetto una giornata internazionale di preghiera e digiuno per giovedì contro i recenti tentativi del governo di arruolare gli studenti delle yeshiva e di arrestare coloro che si rifiutano.

Intanto il deputato di United Torah Judaism, Moshe Gafni, ha minacciato che potrebbe votare contro l'aumento al bilancio della difesa, che verrebbe attuato con il taglio di fondi stanziati per l'istruzione ultraortodossa.

APPELLO 80 RABBINI, 'ISRAELE DENUNCI CARESTIA E FERMI I COLONI'

Tra le firme quelle di David Rosen e dell'inviato in Vaticano.

(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 20 AGO - Sta ricevendo sempre più adesioni di ora in ora la lettera-appello di 80 "moderni rabbini ortodossi internazionali", intitolata 'Un appello alla chiarezza morale, alla responsabilità e a una risposta

ebraico-ortodossa di fronte alla crisi umanitaria di Gaza', firmata tra gli altri dal rabbino David Rosen, per oltre 30 anni direttore internazionale degli affari religiosi dell'American Jewish comittee, ex rabbino capo di Irlanda e con solidi

rapporti di dialogo con il Vaticano.

Una copia della lettera è stata inviata da Rosen anche in Vaticano, all'ufficio competente per il dialogo con l'ebraismo.

"La dichiarazione - si legge in una nota sul sito dello stesso Rosen - esorta lo Stato di Israele ad affrontare la diffusa carestia a Gaza e a denunciare la violenza estremista dei coloni".

L'iniziativa è stata guidata dal rabbino Yosef Blau, ex presidente dei Religious Zionists of America e da lungo tempo consigliere spirituale (mashgia chruchani) presso il Seminario Teologico Rabbi Isaac Elchanan (Riets) della Yeshiva University.

Spiegando le sue motivazioni, il rabbino Blau ha affermato: "Il mio sostegno a Israele e al sionismo deriva dal mio impegno per l'ebraismo. Una lealtà acritica è in contraddizione con l'introspezione fondamentale dell'ebraismo. Quando la religione viene usata per giustificare l'adorazione del potere, distorce la moralità di base".

I firmatari sottolineano tuttavia il loro profondo legame con Israele, descrivendo gli ebrei ortodossi come "tra i più devoti sostenitori di Israele". "I peccati e i crimini di Hamas – si legge in un altro passaggio della lettera apparsa anche sulla Jewish Telegraphic agency - non esonerano il governo di Israele dal suo obbligo di compiere tutti gli sforzi necessari per impedire la carestia di massa", scrivono i rabbini.

Tra gli altri fimatari, il rabbino Pinchas Giller i rabbini capo di Polonia, Danimarca e Norvegia, unitamente a rabbini anziani di importanti congregazioni ortodosse di Los Angeles e Washington.