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ARTE: COLLEZIONISTA FA CAUSA A CHRISTIE'S, 'RIVELI DOVE SONO LE OPERE TRAFUGATE DA NAZISTI'
Reclama di conoscere la posizione di alcune opere di Egon Schiele.
New York, 22 ago. - (Adnkronos) - Un nuovo capitolo si apre nella lunga battaglia per la restituzione delle opere d'arte rubate durante l'Olocausto. Milos Vavra, discendente ebreo diretto di Fritz Grünbaum - collezionista e artista viennese deportato e ucciso a Dachau nel 1941 - ha presentato un'azione legale contro la casa d'aste Christie's, accusandola di occultare informazioni cruciali su importanti dipinti di Egon Schiele che un tempo facevano parte della collezione Grünbaum.
Nel documento depositato il 7 agosto presso la Corte Suprema di New York, Vavra chiede che Christie's riveli l'identità dei proprietari e la posizione attuale delle opere, che potrebbero essere oggetto di un accordo di riservatezza con una "famiglia in Svizzera". Secondo Vavra, la divulgazione è urgente poiché il termine previsto dall'Hear Act (Holocaust Expropriated Art Recovery Act), che consente ai discendenti delle vittime di presentare reclami, scadrà nel 2026.
L'azione legale si basa su recenti scambi email tra gli avvocati di Vavra e rappresentanti di Christie's, in cui si menzionano tre opere di Schiele appartenenti alla collezione trafugata. Due di esse, secondo gli esperti interni della casa d'aste, sarebbero tra le più importanti mai viste del maestro espressionista austriaco.
Vavra, che in passato ha già ricevuto il 50% del ricavato dalla vendita di opere restituite della collezione Grünbaum, vuole evitare che ulteriori pezzi finiscano sul mercato senza il dovuto riconoscimento storico e legale. "Mentre era imprigionato, la collezione Grünbaum fu illegittimamente sottratta e dispersa senza il suo consenso", ha dichiarato il suo avvocato Raymond J. Dowd.
Christie's, interpellata da ArtNews, ha dichiarato via email: "Abbiamo un record senza precedenti nella gestione e restituzione di opere con storie dolorose legate alla Seconda Guerra Mondiale, sempre nel rispetto della legge e dell'etica. Anche in questo caso stiamo seguendo il protocollo stabilito". La casa d'aste è rappresentata dall'avvocato Joseph A. Patella dello studio Womble Bond Dickinson.
MOSTRA VENEZIA: 'HOLOFICTION', QUANDO IL CINEMA RICOSTRUISCE LAMEMORIA DELL'OLOCAUSTO
Un'opera sull'eco del trauma e sulla responsabilità della rappresentazione del regista polacco-tedesco Michal Kosakowski. È un film sperimentale muto.
Venezia, 18 ago. - (Adnkronos) - "Non voglio raccontare l'Olocausto, ma mostrare come il cinema ha costruito - e a volte distorto - quell'immaginario. Lo spettatore è portato in una zona ambigua, dove vittima e carnefice possono coincidere, perché interpretati dallo stesso attore in film diversi. È un'opera sull'eco del trauma e sulla responsabilità della rappresentazione". Sono le parole del regista polacco-tedesco Michal Kosakowski sul suo "Holofiction", film muto sperimentale che verrà presentato in anteprima alla 82/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia lunedì 1° settembre (in Sala Corinto alle ore 9 per la stampa e alle ore 17 per il pubblico), in replica martedì 2 settembre (alle ore 14.30 in Sala Astra), nella categoria "Venezia Classici - Documentari sul cinema".
Interamente costruito con frammenti di oltre 3.000 opere audiovisive sulla Shoah raccolti da Kosakowski nell'arco di circa otto anni e montati con un lavoro monumentale tramite la tecnica del found footage, "Holofiction" è un progetto di forte impatto visivo ed emotivo, che spinge lo spettatore a riflettere sul modo in cui la memoria storica è stata filtrata, modellata e spesso stereotipata dal linguaggio filmico a partire dal 1938 fino ad oggi. Ispirato allo scetticismo del documentarista Claude Lanzmann nei confronti della rappresentazione visiva del trauma storico, il film mette in discussione la possibilità stessa di raffigurare un'atrocità di tale portata, interrogandosi su come farlo senza distorcerne il senso o banalizzandola. Attraverso un approccio saggistico, "Holofiction" invita dunque a confrontarsi con le sfide etiche della narrazione cinematografica, sollecitando una comprensione più profonda del modo in cui queste rappresentazioni plasmano la memoria collettiva e la percezione storica.
Privo di dialoghi, "Holofiction" si configura come una sorta di film muto contemporaneo, in cui le immagini e la musica costituiscono l'unico asse narrativo. Per raggiungere un risultato ipnotico, profondo e paradossale è stata fondamentale anche la colonna sonora originale composta dal musicista pesarese Paolo Marzocchi. Edita da SZ Sugar, la partitura è concepita come un'ampia drammaturgia che attraversa e collega i frammenti visivi del film, fungendo da "collante" e allo stesso tempo offrendo nuove letture e risonanze emotive. Il materiale musicale si basa su due temi di forte valore simbolico: il tango ebraico Ich hab kein Heimatland di Friedrich Schwarz, e la ninna nanna Wiegala, composta da Ilse Weber nel campo di concentramento di Theresienstadt.
"La musica in un film muto diventa architettura narrativa - racconta Marzocchi - Ho lavorato per creare un percorso emotivo che non spiegasse le immagini, ma le mettesse in crisi. Il tango di Schwarz e la ninna nanna di Weber sono memorie sonore che attraversano il film come fantasmi. Credo che sia importante non dimenticare che, nonostante l'empatia generata dalle immagini, quello cui si sta assistendo sia una gigantesca 'meta-fiction', e la musica è a volte utilizzata per rendere palese questo paradosso in cui tutto è finzione".
La colonna sonora è stata eseguita dalla Wunder Kammer Orchestra, ensemble cameristico fondato dallo stesso Marzocchi che in questa occasione figura anche come pianista, e si avvale della partecipazione dei solisti Danusha Waskiewicz (viola), Valentina Coladonato (voce) e del coro di voci bianche "Novello InCanto" di Ravenna diretto da Elisabetta Agostini, mentre le parti elettroniche sono state realizzate in collaborazione con Andrea Veneri. La registrazione e il mixaggio sono a cura del Dipartimento di Musica Applicata del Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Ravenna.
Le musiche originali di "Holofiction" saranno pubblicate sulle principali piattaforme di streaming da SZ Sugar, che cura l'edizione e la distribuzione del lavoro musicale. L'operazione si inserisce nel percorso di trasversalità che SZ Sugar porta avanti come casa editrice e discografica, valorizzando i linguaggi della musica, della narrazione e dell'immagine in una prospettiva aperta e contemporanea, oltre i confini dei generi.