Trumpismo, una vera ideologia

La nuova strategia di sicurezza americana

Di Jean Dominique Giuliani, traduzione dal francese a cura di Barbara de Munari

FONDAZIONE ROBERT SCHUMAN

 

Ora è ufficiale. La pubblicazione della strategia di sicurezza americana il 5 dicembre conferma ciò che era già percepibile: questo Presidente degli Stati Uniti considera l'Europa in declino e intende, per ribaltarne la politica, promuovere l'opposizione nazionalista negli Stati membri. 

 

Per lui, l'attuale Unione Europea è nemica degli interessi americani nella misura in cui si aggrappa a valori universali e desidera raggiungere la propria autonomia.

 

Pur rivendicando "America First" come unico obiettivo della sua politica estera, questo documento, costellato di contraddizioni e inesattezze e dal tono stalinista (il nome di Trump è menzionato quasi trenta volte), mira a sottomettere il mondo a una visione mercantilista. È stato accolto ufficialmente da Mosca, presumibilmente perché in netto contrasto con la democrazia, che intende combattere.

 

L'“illiberalismo” è, in effetti, un'ideologia cui aderiscono i movimenti estremisti europei, ma il cui padre è la Casa Bianca e il cui attuale beneficiario è il Cremlino.

 

Il fascino del denaro, che arriva fino alla corruzione, li unisce. Per loro, le relazioni internazionali sono ridotte a commercio e profitto, e la governance alla cleptocrazia di pochi.

 

Disprezzano la legge, le regole e quindi l'Europa, che ne rappresenta la forma più avanzata. Disprezzano i fatti e la verità, sviluppando una realtà alternativa e una propaganda degna dei regimi totalitari.

 

Credono nella forza bruta, nelle dinamiche di potere e nel fatto compiuto. Si convincono che solo il dialogo tra "grandi potenze" possa organizzare le relazioni internazionali e che sia normale che sia loro reso omaggio.

 

Per gli espansionisti, l'imperialismo è naturale e li unisce in un nazionalismo revisionista. Rivendicano il loro diritto a espandersi e dominare.

 

Questa è una vera e propria ideologia. Non è una presa di posizione passeggera. Costituisce un attacco in piena regola alla democrazia, considerata inefficace, inadeguata, ingiusta ed elitaria.

 

Combattere tutto ciò è ormai un dovere e una questione urgente per l'Europa. È una necessità vitale all'interno dei suoi confini e un imperativo all'esterno per il destino del mondo. 

Jean Dominique Giuliani

 

Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Robert Schuman dal 2000

Fondatore di J-DG.Com - Consulenti internazionali dal 2002