LA SVOLTA DELLA GROENLANDIA
Di Jean-Dominique Giuliani. Traduzione dal francese a cura di Barbara de Munari
Non è chiaro perché Trump insista così tanto nel voler sequestrare la Groenlandia.
Un'errata valutazione della reale situazione della NATO, dell'Europa e delle relazioni internazionali? Una deriva narcisistica e quasi paranoica? Un messaggio per il consumo interno? Una fame di risorse ambite?
Questa richiesta rischia di rivelarsi un errore, se troppo spinta, e non è certo che il presidente possa effettivamente darle concretezza, poiché i cittadini americani e il Congresso sono chiaramente ostili a questa aggressione.
Ma soprattutto, è così inaccettabile per gli europei che li costringe a reagire, e hanno i mezzi per farlo.
Prima di qualsiasi scontro fisico, che i soldati, alleati da oltre 100 anni nella lotta per la libertà, probabilmente rifiuteranno, gli annunci di Trump costringono gli europei a brandire e usare le armi che avevano preparato per proteggersi da altre potenze autoritarie.
È stato sviluppato un "meccanismo anticoercitivo" che consente di vietare o limitare l'accesso al mercato europeo e ai suoi appalti pubblici a individui e organizzazioni che tentino di ricattare l'Unione Europea o uno dei suoi Stati membri. Il Presidente francese e i membri del Parlamento europeo ne hanno già chiesto l'attuazione, che appare inevitabile.
L'UE ha altri mezzi a disposizione per esercitare pressioni su un potere esecutivo che è diventato instabile. La ratifica da parte del Parlamento europeo dell'accordo doganale firmato dal Presidente della Commissione europea nel luglio 2025 appare quindi improbabile. I procedimenti in corso contro le aziende digitali americane che non rispettano le leggi europee non saranno stati rallentati da una volontà di dialogo ormai screditata e saranno certamente portati a termine. Una parte del debito federale statunitense è detenuta da risparmiatori europei e la chiusura dei mercati europei alle aziende americane avrebbe gravi conseguenze oltreoceano.
Sembra ormai che gli europei non abbiano altra scelta che essere fermi, che abbiano sempre più alleati e che siano determinati a reagire.
Si può presumere che agiranno come hanno fatto con l'Ucraina, con moderazione e apertura, senza provocazioni ma con ferma determinazione, e che alla fine prevarranno.
Laurea in Giurisprudenza - Laureato presso l'Istituto di Studi Politici - Revisore dei Conti presso l'Istituto di Studi Avanzati in Difesa Nazionale.
Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Robert Schuman dal 2000.
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- Il post promuove l'ultimo articolo della newsletter di Barbara de Munari, che discute le tensioni transatlantiche legate alla proposta di Trump sull'acquisizione della Groenlandia.
- L'articolo, scritto da Jean-Dominique Giuliani, analizza la reazione europea come inaccettabile ricatto, evidenziando meccanismi UE anti-coercitivi come restrizioni al mercato e appalti per contrastare pressioni esterne.
- In un contesto di instabilità USA, l'Europa mostra determinazione autonoma, con strumenti economici e unità moderata simile al sostegno all'Ucraina, puntando a prevalere senza scontri diretti.
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