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Convegno Internazionale del Rito Scozzese Antico Accettato

(Contributo del Sovrano Gran Commendatore João Alves Dias, Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico Accettato per il Portogallo)

Quando tutti noi nascevamo, erano già state inventate tutte le parole e tutte le forme di aiuto per risolvere i problemi dell’Umanità… solo mancava, come manca, aiutare l’Umanità a risolvere i suoi problemi. Salvare l’Umanità sempre costituì un precetto di tutte le religioni e di tutte le associazioni filosofiche. Ma ci sarà una ricetta? Ci sarà una formula? Non sono così scettico al punto di affermare che non si potrà trovare questa formula, perché, come Massone, credo che questa esista. Intanto che cosa è necessario che la Massoneria faccia per aiutare a salvare l’Umanità?

Prendiamo in considerazione alcune premesse attraverso vari momenti del tempo e varie filosofie.

LA LUCE

In un testo, dipendente dal tema “Fatti luce” (Il simbolismo della luce).

È da quando l’Uomo si riconosce come Uomo che la Luce fa parte del suo immaginario. È una verità che si può applicare in qualsiasi parte del globo terrestre. La focalizzazione di questa presentazione, si riconosce appena nella cultura Eurocentrica di radici giudaico-cristiana, questa è, in una visione del mondo che tende a collocare l’Europa come modello di tutto l’Universo. Non è stato a caso che si scelse di utilizzare, in questa ultima frase, la parola focalizzazione e visione. Tutte due fanno parte di una terminologia della Luce. La Luce quando illumina, chiarisce le situazioni, e suggerisce la percezione delle cose o una coscienzializzazione degli oggetti, che induce al pensiero e si esprime come saggezza.Quando diciamo che un determinato pensiero “è chiaro” stiamo usando una nomenclatura di Luce.

Secondo la Genesis il primo atto di Creazione è la Luce: 

“All’inizio, quando Dio creò i cieli e la terra, la terra era informe e vuota, le tenebre coprivano gli abissi e lo spirito di Dio si muoveva sopra la superficie delle acque. Dio disse “Si faccia luce” e la luce fu fatta. Dio vide che la luce era bella e separò la luce dalle tenebre. (Gn I:1-4).

Alcuni intendono queste frasi solo come una opposizione di luce e tenebre come bene la luce e male l’oscurità. Ma attenzione alla continuazione della Genesis:

 “Dio chiamò giorno la luce, e le tenebre notte. Così, apparve la sera e, in seguito, la mattina: fu il primo giorno. (GnI:5).

In questo inizio universale, senza forma e vuoto, esiste solo l’oscurità. L’ “ordo ab chao” ha bisogno della creazione di Luce. Subito tutto il principio ordinatore è Luce. Ma per osservare la Luce è necessario l’esistenza dell’oscurità che, per sua volta, ha bisogno di più Luce perché non si ritorni al caos, al disordine e alla piena oscurità. Poniamo attenzione nuovamente alla frase citata nella Genesi: arrivò la sera e, dopo, il mattino: fu il primo giorno! È una metafora non sempre compresa, il primo giorno è composto di Luce-Tenebre-Luce. Un professore, un amico, spiega tutto questo nelle sue lezioni, con un linguaggio scientifico: la contraddizione non è totale, è apparentemente momentanea, poiché le strutture organizzate (l’ordine che nasce dal caos) ritorneranno al caos se lasciamo a loro materia-energia, questo è, se saranno carenti di input.

L’idea che la Luce è creazione torna ad essere presente, essendo richiesta, con forza, nel prologo del Vangelo di Giovanni:

“Al principio esisteva il Verbo, il Verbo stava in Dio; e il Verbo era Dio. In principio Lui stava in Dio. È da Lui che tutto cominciò ad esistere, e senza Lui niente venne ad esistere. In Lui era la Vita e di tutto ciò che venne ad esistere. E la vita era la Luce degli uomini. La Luce brillò nelle tenebre, ma le tenebre non la ricevettero. (Jo I 1-5)

Da tutto ciò si può dedurre che le tenebre non esistono di per se stesse, perché le tenebre non hanno coscienza di cosa sono. La Luce esiste a partire dal momento in cui le tenebre non la emettono. Nella frase: è la Luce (creazione, saggezza, sapienza) che permette di riconoscere che si vive nelle tenebre e che trasformandosi in idea contraria a questa stessa realtà senza poterla contestare, rappresenta progresso nella Scienza. Adesso non stiamo a parlare di Luce fisica, e nemmeno Giovanni l’evangelista lo faceva. Stiamo parlando di Luce intellettuale. Questa idea è così universalmente accettata che qualsiasi giovane o adolescente riconosce che quando si disegna una lampada, o il sole, dentro un “globo parlante” - come complemento di una figura e nel mezzo di una parte disegnata - il simbolo dimostra l’esistenza di una buona idea, un bel pensiero, una buona invenzione.

Così come la Luce fisica mostra la percezione di un oggetto, la Luce intellettuale (o insegnamento) ci aiuta a capire alcuni aspetti che non saremmo in grado di percepire da noi stessi…Così la Luce passa di persona in persona e porta ordine nel loro caos, alimentandoli e producendo più Luce. Ricordiamoci ciò che abbiamo fatto emergere prima: questa Luce è diversa da quella catturata dalla vista, è una Luce spirituale, che aiuta a vedere prima, vedere e percepire indipendentemente dalla luce esterna. È la Luce che permette il perfezionamento umano. È la Luce che viene ansiosamente desiderata da quelli che si trovano nelle tenebre. Senza questa Luce l’essere umano non ha la completezza della sua coscienza o della sua sapienza né altrettanto chiaroveggenza - affinché possa utilizzare nuovamente un’altra nomenclatura della Luce.

La Luce si riflette sopra la forma del pensiero e il pensiero attraverso le parole. Il conflitto nasce quando il pensiero alza la conoscenza e di conseguenza l’ordine previamente stabilito. Il mondo che è sorto come creazione divina che il proprio creatore ha contemplato  - “Dio vedendo tutta la sua opera, la considerò molto buona. Così seguì la sera e ancora in seguito, il mattino: fu il sesto giorno (Gn 1:31)” - diventa comprensibile dall’Uomo come un mondo che è creato attraverso la conoscenza.

La Luce si trasforma in sinonimo di Scienza e di Ragione. L’uomo è abituato a mettere insieme questo pensiero in un nuovo libro, adesso denominato non Bibbia (Libro dei Libri) ma Enciclopedia (opera dove si trattano metodicamente tutte le scienze con l’obiettivo di produrre in se una conoscenza generale, che obbligatoriamente è circolare). L’uomo diventa quasi divino (illuminato) perché dentro lui risiede la Luce. Poi si incontrano già i tempi in cui solo gli angeli, gli arcangeli, i santi Maria, Gesù (e tutti quelli che hanno Dio dentro) sono detentori di un alone, o aureola, che altro non è che una rappresentazione dell’emanazione di Luce nella testa di un essere superiore. L’uomo passa ad essere lui stesso un tempio di Luce. Siamo nell’epoca in cui si vive, respira e si sente l’illuminismo. Nascono le Accademie.

Non è certamente frutto del caso che simbolicamente l’angelo che diede la luce agli Uomini sia stato maledetto ed espulso: parliamo di Lucifero, che come dice la parola: che trasporta la Luce.

Ma perché l’Umanità possa continuare a comprendere la luce nella sua interezza bisogna continuare la sua liberazione dai preconcetti e dai fanatismi. Bisogna essere liberi spiritualmente. La lotta di oggi (come di ieri) non è, né può essere, con le armi, né è, e può essere, con guerre e distruzioni. Quello che il mondo Europeo definisce terrorismo si può solo combattere con una nuova ondata di Illuminismo, che tarda ad arrivare a tutti. Quello che odia l’altro è perché si trova nelle tenebre. Per questo è imperativo dirsi: Fatti Luce!

L’ILLUMINISMO

I problemi che il Massone di oggi sente che affliggono l’Umanità sono il risultato di questi momenti di Tenebre in mezzo alla Luce. Sono momenti identici a questi che oggi l’umanità vive, che si possono considerare delle Tenebre, già fecero parte del quotidiano dei secoli anteriori al nostro. La Luce deve diventare sempre più forte e non il contrario. Tutti i giorni la Luce si alimenta dalle tenebre, combattendole. L’Europa delle Luci, o dell’Illuminismo, diede le basi per il suo aiuto. La Massoneria è stata, senza alcun dubbio, la filosofia maggiore nata dall’Illuminismo. Quando parliamo di Massoneria parliamo del movimento che cominciò del 1717 che corrisponde, per me, al momento in cui “l’essere creato osa contemplare il creatore” e di lì cominciò a liberarsi dai preconcetti.

Questi tre secoli che la Massoneria ha di esistenza e di coscienza, come movimento trasformatore della Società, si possono dividere, secondo le sue influenze, in tre momenti, corrispondendo ciascuno di essi ad un secolo:

La dichiarazione dei Diritti Umani e la sua accettazione, in cui il genere non è più il sesso ma la personalità, è una conquista ottenuta attraverso l’applicazione degli ideali Massonici… È certo che ancora c’è molto da fare per conquistare, ma le grandi radici si trovano già piantate.

Resta intanto l’applicazione della terza triade del precetto: la Fratellanza, una parola apparentemente facile a dire ma difficile da comprendere. E questa parola ancora non è stata sviluppata in Europa. Dobbiamo noi, come Massoneria, sviluppare ed espandere questo movimento a tutta l’Umanità.

L’espansione della Fratellanza fa parte dell’Illuminismo: andare alle tenebre e ottenere che la Luce brilli e sia compresa. Non esiste Luce migliore che dire all’Uomo che deve amare e accettare tutti come se fossero uno solo, tutti differenti ma tutti uguali, senza dogmi, senza preconcetti, senza certezze.

LA MASSONERIA NELLA COSTRUZIONE DELL’UMANITÀ ATTRAVERSO LA FRATELLANZA

Sento che oggi la Massoneria non è attenta ai suoi princìpi. E non sta attenta perché non riconosce e dimentica che la Società ha bisogno di un suo intervento quotidianamente. Ma come, mi chiedono i miei Fratelli?

Dove c’è un Massone deve esistere l’opera della Massoneria! Il Massone è obbligato a fare per quel poco che faccia il massimo di quello che ha appreso in Massoneria: in particolare, nel vivere ritualmente le letture differenti che sono incorporate nei vari gradi del Rito Scozzese Antico e Accettato. Non si dimentichi che il suo sistema è Ordo ab chao, Ordine nel Caos. Così un Massone non può lasciare che l’Universo sia destabilizzato o che sia tendenzioso, in una parola: non può lasciare che le tenebre abbiano un maggior peso della Luce. Ma gli esempi che oggi da l’Europa al mondo mostrano che i Massoni si sono dimenticati di intervenire.

Un Massone non può accettare l’esistenza delle frontiere – e quando parlo di frontiere non sto solo a parlare di frontiere tra Stati (queste sono anche nei miei pensieri) sto a parlare di frontiere che per la loro esistenza costruiscono tirannie, ignoranze, fanatismo, repressione. Sì, frontiera è uguale a repressione! Il Massone non può permettere la repressione dell’Umanità, siamo tutti d’accordo? Allora il Massone può permettere la creazione di muri per separare i pensieri, per separare gli Stati? Il Massone ha un compito importante nella diffusione della Luce in questi Stati dove gli ideali sono ancora imbevuti di dogmi, di preconcetti, di certezze. E cosa fa oggi un Massone? Si abbandona al suo conforto dimenticando il conforto che è necessario dare ad un altro. Siamo obbligati a dare conforto a tutta l’Umanità, creare dignità affinché l’Uomo possa vivere e questa dignità non è molto difficile da raggiungere. Ricordava il Gran Maestro del Grande Oriente Lusitano, in uno degli ultimi messaggi in Loggia, che la dignità dell’essere Umano risulta per ciascuno avere: duemila calorie al giorno, un luogo per dormire e un libro da leggere. Se ciascun Stato desse la dignità al suo Cittadino non esisterebbero movimenti migratori di  massa, non esisterebbero rifugiati. La Massoneria ha l’obbligo di combattere i problemi all’origine, non può rimanere a dare solo palliativi. Come nei secoli precedenti esistevano barriere tra le città che caddero lasciando che i prodotti pagassero una tassa per entrare semplicemente in una città, dentro il medesimo Stato, così come nel secolo XX la Massoneria aiutò a costruire una Europa di libera circolazione di persone e di prodotti; la Massoneria oggi deve lottare per la costruzione di un universo con libera circolazione di persone e di prodotti e per questo deve lottare perché la luce possa brillare dove ancora esistono le tenebre. Questo è uno dei temi della Fratellanza.

Un Massone non può abdicare dai suoi princìpi; molte volte ci dimentichiamo di questi per il fanatismo del nostro star bene e della nostra economia. E mi scusino i miei fratelli Italiani per le parole che voglio dire: dove stavano i Massoni Italiani, dov’era la Massoneria Italiana nel permettere che le statue dei musei fossero coperte nel gennaio del 2016? I Massoni in quel momento si dimenticarono dei principi della Massoneria e lasciarono che il mondo ritornasse alle tenebre prima dell’Illuminismo, al tempo in cui i moralisti mutilavano le statue togliendo alcuni dei loro attributi. Ero lontano dal pensare di assistere a questo triste spettacolo in pieno secolo XXI. Sicuramente è successo che Massoni coinvolti si dimenticarono ciò che avevano appreso. E il Massone, ripeto, deve applicare per quanto poco faccia o lasci fare, il massimo di ciò che ha appreso. E che cosa ha appreso il Massone? A lavorare la pietra grezza, l’ignoranza, il fanatismo i dogmi, dove pensa che questa pietra stia? E questo è uno dei problemi della Fratellanza.

Esiste oggi una crisi di rifugiati, di immigrati che cercano dignità. Sarà lecito che uno Stato per riceverli si prenda i beni che trasportano? Questo già successe in passato, quando la Spagna, Portogallo, Italia e altri Stati, si appropriarono dei beni degli Ebrei che erano stati espulsi da uno Stato e passavano ad uno Stato vicino. Oggi quanto studiamo questi movimenti di espulsione di minoranze - solo per il fattore religioso – consideriamo questi fatti indegni. Ma non sarà che stiamo permettendo lo stesso oggi? L’Europa che riceve i rifugiati non può fare lo stesso. Dov’è la Massoneria della Danimarca che ha permesso una Legge che confisca i beni (superiore al valore di 1.340,00 euro) che i rifugiati portano con se? Che cosa hanno appreso questi Massoni? Oppure che cosa è di cui si stanno dimenticando questi Massoni? La Massoneria deve dimostrare che la dignità Umana deve essere preservata è questo uno dei temi della Fratellanza.

Da tutta l’Europa arrivano segnali che si sta dando maggior valore al “sangue” che al fattore Umanitario. Cominciano ad essere approvate Legge che discriminano un essere umano in funzione se è o no di questo Paese. No, miei cari Fratelli. La Massoneria deve ricordare, deve lottare, perché tutto il sangue Umano abbia il medesimo trattamento e sia uguale davanti alla Legge. E questo è uno dei temi della Fratellanza.

Infine, le Uguaglianze dell’essere Umano. L’Uomo solo sarà Fraterno quando lascerà di imporre la sua maniera di pensare agli altri. Sarà che uno Stato può regolamentare l’Amore e l’Affetto? Sarà che uno Stato può discriminare in funzione del genere? La società e lo Stato non è la stessa cosa di una Associazione o di una Organizzazione. Queste possono creare regole e precetti, ma lo Stato deve garantire che tutto l’essere umano sia uguale in dignità e nei principi. Un bacio, un affetto, non conosce né riconosce il sesso! Solo i preconcetti e la pietra grezza, che ogni essere umano ancora tiene dentro sé, si dicono il contrario. Un bambino quando riceve un affetto, un bacio, sente questo affetto, sente questo bacio, indipendentemente da chi glielo ha dato. L’Umanità deve comportarsi come questo bambino. Allora anche lì sta il programma della Massoneria e questo è uno dei temi della Fratellanza.

Come può allora la Massoneria Europea aiutare l’Umanità, nel secolo XXI? Chiedendo che ciascuno e qualsiasi Massone non si dimentichi mai, per quanto poco faccia, di applicare il massimo di quello che ha appreso dallo sgrossamento della pietra brutta e dai preconcetti. Chiedendo che la Massoneria si ricordi dei suoi princìpi e lotti per la sua applicazione. Una parola di diffusione di Luce tra quelli che hanno paura di stare nelle tenebre, senza fare patti con queste tenebre, né con queste Nazioni. Perché le tenebre non comprendono la Luce! È necessario che l’Europa confidi di nuovo in sé e nei suoi valori diffondendoli, è necessario mettere in evidenza che cosa è la dignità! 

Ripetiamo ciò che abbiamo affermato prima: la lotta di oggi (come di ieri) non è, né può essere, con le armi, non è, né può essere, con guerre e distruzioni. Quello che il mondo Europeo definisce terrorismo solo si può combattere con una nuova visione di Illuminismo, che tarda ad arrivare a tutti. Colui che odia l’altro è perché è nelle tenebre. Per questo è imperativo dirsi: Fatti Luce!

João Alves Dias

(traduzione dal francese di Barbara de Munari)

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