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Questa è una storia vera, una delle tante storie di pedofilia e di prostituzione minorile che, a volte, riescono ad emergere dal buio della cronaca e dagli innumerevoli tentativi di compiacenti coperture, per “mettere tutto a tacere”.

Tra Torino, ovattata e inquieta, Milano, grigia e sempre di corsa, Ginevra, notturna e ambigua, si snoda una drammatica storia di pedofilia e di prostituzione minorile , in ambienti tanto lussuosi e insospettabili quanto corrotti.

I protagonisti della vicenda sono Victor – esperto nel campo dell’intelligence investigativa e della lotta alla criminalità organizzata – ed Emi, giornalista dicronaca di un quotidiano torinese.

Attorno a loro, un universo di personaggi, amici, collaboratori, vittime, carnefici e conniventi.

Victor, con la sua determinazione assoluta e il suo impegno nella lotta contro il Male, Emi, altrettanto determinata, con la sensibilità di una donna che all’improvviso si trova coinvolta in una realtà oscura, che frantumerà tutte le sue certezze e tutta la sua vita.

 

Diversi per scopi ed intenti nell’indagine, ma alla fine uniti da un proposito comune che li condurrà a svelare la corruzione di ambienti insospettabili: la scuola, la famiglia, gli amici, le belle case, le professioni stimate e al disopra di ogni sospetto, i locali discreti ed eleganti, le redazioni dei giornali, le cene tra “amici”, e i consigli di consulenti “disinteressati”.

Il tutto tra la consapevolezza o la parziale consapevolezza delle vittime, in una situazione come sempre più grande di loro, sole di fronte a scelte sbagliate, sole di fronte alla chimera del lusso facile, sole di fronte a genitori che ignorano come non basti mettere al mondo un figlio per sapere essere padri e madri.

Vittime, compiacenti o parzialmente ignare; carnefici sfrontati; una genitorialità malata, per la quale “voltare la testa dall’altra parte” è il gesto più semplice per non affrontare realtà scomode; amici fedeli, o amici che svelano il loro lato profondo, tradendo la fiducia incondizionata che in loro era stata riposta.

Tra gesti di amore o di amicizia, tra gesti di solidarietà umana, tra i mille orrori della vicenda narrata, tra un’umanità dolente che cerca disperatamente di farsi strada scrutando e affrontando un mondo di lusso, ipocrisia, menzogna, tradimenti, perversione e morte, la vicenda giungerà alla sua conclusione, dopo innumerevoli colpi di scena, provocati dalla natura contraddittoria e oscura dei protagonisti.

Un mondo malato, corrotto nell’anima e nella psiche – per il quale sembra non possa esistere possibilità di redenzione o di consapevolezza.

Nessuno, alla fine, ne uscirà vincitore – perlomeno non secondo i canoni di una “storia a lieto fine”, nella quale il bene trionfa sul male: tutti, in realtà, ne usciranno “sconfitti” e feriti, in un modo o nell’altro, tranne, forse, Victor, l’investigatore, abituato, come Sisifo, a cercare di spingere il macigno su per la montagna, l’uomo che cerca la giustizia per i deboli e per le vittime. Un uomo abituato a una solitudine esistenziale senza limiti, nella quale permette solo a pochi istanti di amore o di tenerezza di farsi strada, sempre in cerca di qualcosa altro da sé.

Un uomo che nella sua vita ha visto troppo. Ma che, comunque, continua a combattere e a servire la giustizia nell’ombra e nel silenzio. Perché, si sa, il vincitore è sempre solo.

Barbara de Munari

 

Marino Fracchioni, nato a Pavia nel 1952, di formazione militare, è un esperto di intelligence investigativa.

Vive e lavora tra Italia e Spagna, come consulente di spionaggio e di controspionaggio elettronico.

Con questo libro è alla sua terza opera letteraria.

In precedenza:

I Servi del Silenzio (2014) e I Servi del Silenzio – Codice Parsifal (2016).

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