Libertés, je te nomme

aujourd’hui au pluriel

car tes visages sont aussi multiples

que les chemins que tu nous invites

à prendre pour te rejoindre.

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri,
i tuoi pensieri diventano le tue parole,
le tue parole diventano le tue azioni,
le tue azioni diventano le tue abitudini,
le tue abitudini diventano i tuoi valori,
i tuoi valori diventano il tuo destino.

(Mahatma Gandhi)

“Qui vedemmo un mirabil ordine di stelle, che nella parte opposita alla nostra tramontana infinite vanno girando. In che luogo sia il polo antartico … evidentemente lo manifestano due nugolette di ragionevol grandezza, ch’intorno ad esso continuamente ora abbassandosi ora alzandosi in moto circulare camminano, con una stella sempre nel mezzo, la qual con esse si volge lontana dal polo circa undici gradi.

Sopra di queste apparisce una croce maravigliosa nel mezzo di cinque stelle, che la circondano (com’il Carro la Tramontana) con altre stelle, che con esse vanno intorno al polo girandole lontano circa trenta gradi: e fa suo corso in ventiquattro ore, ed è di tanta bellezza che non mi pare ad alcuno segno celeste doverla comparare, come nella forma qui di sotto appare”.

 

(Andrea Corsali, diplomatico fiorentino, lettera inviata a Giuliano de’ Medici, scritta in India il 6 gennaio 1515 a bordo di una nave portoghese inviata dal Re Manuel).

“Ex quo omnia mihi contemplanti praeclara cetera et mirabilia videbantur. Erant autem eae stellae, quas numquam ex hoc loco vidimus, et eae magnitudines omnium, quas esse numquam suspicati sumus”.

(“Guardando dalla posizione in cui mi trovavo, l’intera vista mi parve meravigliosamente bella. Vi erano stelle che noi non abbiamo mai visto da questo luogo, ed esse erano più grandi di quanto potremmo immaginare”).

 

(Cicerone, De Republica, “Il Sogno di Scipione”)

I’ mi volsi a man destra, e puosi mente
a l’altro polo, e vidi quattro stelle
non viste mai fuor ch’a la prima gente.
Goder pareva ‘l ciel di loro fiammelle:
oh settentrional vedovo sito,
poi che privato se’ di mirar quelle!

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, Canto I).