Categoria: Studi Massonici
Autore: Alain de Keghel
Editore: ETICA Associazione Culturale
Anno: 2016
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Descrizione

Scritto da Etica

È incontestabile il fatto che l’Autore conosca perfettamente questo argomento. Egli ha potuto intrecciare numerosi contatti negli Stati Uniti, da un lato in quanto diplomatico di carriera e, sotto un altro aspetto, cosa ancora più difficile, come massone. Membro a vita della Scottish Rite Research Society (Giurisdizione Sud degli Stati Uniti), è stato per molto tempo venerabile di una loggia affiliata al GODF, la Loggia Lafayette 89 all’Oriente di Washington, quasi una scommessa – tenuto conto dell’assenza di relazioni ufficiali tra la massoneria anglo-sassone e la massoneria latina dal 1877, data alla quale il GODF ha soppresso dalle sue “Constitutions” l’obbligo di credere nell’ “immortalità dell’anima” per esaltare la libertà di coscienza.

L’autore traccia anzitutto un affresco storico della massoneria americana, citandone i padri fondatori, Benjamin Franklin ed in modo particolare George Washington, e dunque l’inizio dello scozzesimo, il che lo conduce ad affrontare la figura emblematica di Albert Pike: può dispiacere un eccesso di benevolenza nei confronti di questo artefice superiore del rito scozzese che tuttavia rifiutò senza il minimo scrupolo le logge nere di Prince Hall: il contesto segregazionista del XIX secolo non giustifica tutto… Ma non è questo l’essenziale, perché l’argomento del libro sono le dinamiche in gioco della massoneria contemporanea negli Stati Uniti, con qualche accenno al Québec. L’Autore le affronta in profondità e con grande finezza.

Egli inizia con il descrivere la specificità delle Gran Logge americane, studiandole con una prospettiva geo-politica e ponendole a confronto con la massoneria francese. Ricordando l’alleanza franco-americana durante la Rivoluzione d’America, incarnata dall’amicizia leggendaria dei due massoni Washington e de Lafayette, celebrata quest’anno grazie all’ “Hermione”, narra con lucidità le relazioni tumultuose tra le obbedienze francesi e americane. Ci ricorda che fino al 1859 i Supremi Consigli delle Giurisdizioni Nord e Sud degli Stati Uniti mantenevano relazioni con il Grand Collège des Rites del GODF. Queste relazioni iniziarono a degradarsi quando il GODF ed il Supremo Consiglio di Francia incoraggiarono la creazione degli organismi degli alti gradi a New York e soprattutto in Louisiana nel 1832, dunque molto prima della rottura ufficiale del 1877. Le grandi idee (nel caso specifico l’obbligo di credere in Dio) mascherano a volte considerazioni molto più terra terra, cioè problemi di concorrenza in materia di affiliazione, sempre che non si tratti anche di politica imperialista.

L’Autore spiega bene le specificità della massoneria americana, molto sorprendenti per i massoni francesi: il divieto fatto da Anderson nelle sue celebri “Constitutions” di parlare di religione o di politica è interpretato alla lettera e, spinto alle sue estreme conseguenze, rende di fatto impossibile qualsiasi scambio di opinioni in loggia, qualunque sia l’argomento affrontato. L’anti- massonismo del quale sono state vittime tutte le logge americane in seguito all’ “affaire Morgan” del 1826 ha ulteriormente accentuato l’estrema prudenza e la diffidenza dei fratelli. Nelle logge americane non si discute in merito al concetto di società, né in merito a concetti filosofici o simbolici. È il concetto stesso di scambio di opinioni che pone problemi. Da qui discende, riportando una formula esplicita dell’Autore, una sorta di mancanza di sincronicità delle logge in rapporto alla società civile. Questo disinteresse per i problemi della società spiega in gran parte l’invecchiamento della massoneria americana. Gli argomenti di riflessione sono inesistenti, i lavori si svolgono secondo “una liturgia perfettamente collaudata”, solo le agapi permettono scambi un po’ meno asettici tra i fratelli. I giovani sono sempre meno attirati dalle logge, senza contare che metà della popolazione ne è comunque esclusa: le donne non sono tuttora ammesse dai fratelli americani. Statistiche alla mano (più di quattro milioni di membri negli anni 1960 contro circa un milione e mezzo attualmente – vedere le tavole sinottiche annesse), l’Autore analizza le cause del declino, oltre ai due fattori precedentemente citati. Per molto tempo le logge, nella tradizione americana dei “club service”, hanno sostenuto finanziariamente ospedali e case di riposo per anziani. A causa della diminuzione dei loro effettivi, e dunque dei loro mezzi finanziari, ma anche per il miglioramento delle prestazioni mediche grazie ad Obama, questa dimensione caritativa ha rivestito minore importanza. Inoltre, le logge continuano a rimanere sostanzialmente impermeabili ai nuovi flussi migratori, essenzialmente costituiti da popolazioni latino-americane.

La presenza massonica francese, per quanto discreta, non fu trascurabile. Ebbe la sua inaugurazione con la loggia “L’Atlantide”, fondata nel 1900 a New York dal GODF. L’esistenza della “George Washington Union”, obbedienza mista sin dalla sua costituzione, ben prima del GODF con il quale aveva firmato una convenzione, membro del CLIPSAS (e dunque aderente totalmente al principio di laicità), stabilita attualmente a Washington ma anche a San Francisco, dimostra che la massoneria liberale ha un certo potere di attrazione per alcuni Americani. Da parte femminile, la GLNF non è riuscita a stabilirsi in maniera durevole, contrariamente alla “Grande Loge Féminine de Belgique”.

Ancora attualmente, le Gran Logge americane, come la Gran Loggia Unita d’Inghilterra, considerano le obbedienze francesi, ad eccezione della GLNF, come “irregolari”. Così come, in nove Stati, le Gran Logge nere di Prince Hall non sono sempre riconosciute. Tuttavia l’Autore intravede, a ragione, alcune evoluzioni. I riavvicinamenti si operano soprattutto, molto progressivamente, per il tramite della ricerca universitaria. Così, la Gran Loggia della California finanzia il centro di ricerche di Margaret Jacob, storica della massoneria mondialmente riconosciuta, come chi scrive queste righe ha potuto constatare di persona. Inoltre la Gran Loggia di California introduce nelle sue logge determinati argomenti di riflessione sulla società, preoccupandosi di “instaurare uno spirito civico” al di fuori del Tempio. Forse è questo il motivo per cui, contrariamente alle altre Gran Logge, i suoi effettivi sono attualmente in continuo aumento. Infine, non è certo un caso che il suo già Gran Maestro, John L. Cooper, che si è battuto per il riconoscimento della massoneria nera nel suo stato, sia il redattore della postfazione di quest’opera.

La lettura del Libro Le Défi maçonnique américain è indispensabile per tutti coloro i quali si interessano alla massoneria americana. Lo sguardo che le rivolge Alain de Keghel non è né freddo né compiacente. L’autore non si interessa unicamente alle istituzioni massoniche, ma anche ai suoi attori. Questa visione equilibrata permette al lettore di giudicare in maniera libera ed autonoma. 

Cécile Révauger

 

Data inserimento: Domenica, 26 Aprile 2015