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La S.EU.RE – Società Europea di Ricerche e Studi Scozzesi – esprime il proprio sincero cordoglio per la scomparsa di David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, ricordando le parole del suo discorso di insediamento alla presidenza del Parlamento UE, il 3 luglio 2019:


"Dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro processo di integrazione, cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo migliore alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento. La difesa e la promozione dei nostri valori fondanti di libertà, dignità e solidarietà deve essere perseguita ogni giorno dentro e fuori l'UE".

Con le sue parole David Sassoli aveva chiamato tutti alla necessità di recuperare "lo spirito di Ventotene e lo slancio pionieristico dei Padri fondatori, che seppero mettere da parte le ostilità della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza".


"In questi mesi – aveva ammonito Sassoli – in troppi hanno scommesso sul declino di questo progetto, alimentando divisioni e conflitti che pensavamo essere un triste ricordo della nostra storia". E ancora: "Sia chiaro a tutti che in Europa nessun governo può uccidere, che il valore della persona e la sua dignità sono il nostro modo per misurare le nostre politiche. Che da noi nessuno può chiudere la bocca agli oppositori, che i nostri governi e le istituzioni europee che li rappresentano sono il frutto della democrazia e di libere elezioni. Che nessuno può essere condannato per la propria fede religiosa, politica, filosofica”.

Le sue parole e le azioni si collocano nel contesto speculativo e operativo che, da parte sua, la S.EU.RE ricerca e propone dal 2007, con i propri lavori di dialogo e di ricerca, allo scopo di promuovere, in campo europeo, il dialogo fraterno e la cooperazione tra ricercatori, universitari e storici in Europa – trascendendo con risolutezza tutte quelle separazioni che abitualmente ostacolano questi impegni a lungo termine, perché l’Europa – come diceva David Sassoli – non è un’entità astratta, tutti dobbiamo impegnarci a difenderla, perché questo è il modo giusto per mettere in risalto il patrimonio di ciascun paese. Tutti i 27 paesi membri vengono da lontano e hanno una grande storia e la forza dell’Europa risiede nella possibilità di far emergere le differenze come valore aggiunto.

Come ci ha ricordato David Sassoli, l’Europa unita non è un dono del cielo ma il risultato di un impegno luminoso di grandi protagonisti ai quali va ad aggiungersi. Un patrimonio di imperativi del narrare, del fare e saper fare per il bene dell’umanità che siamo tutti chiamati a non disperdere.

Grazie per avere lottato per un’Europa senza odio e senza intolleranze.

 

 

 

 

 

 

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