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Categoria: DIARI
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Chanukkah con il senno di poi

19 dicembre 2019

Di Rav Joanathan Sacks,

traduzione dall’inglese a cura di Barbara de Munari

 

La storia stessa ha una storia. Le nostre prospettive cambiano nel tempo e alcuni momenti possono apparire significativi solo a posteriori. Non sempre comprendiamo il vero significato di un evento fino a molti decenni dopo, o a volte addirittura secoli dopo. Un classico esempio di questo è la storia di Chanukkah.

In un certo senso, la storia di Chanukkah è molto semplice. Fin dai tempi di Alessandro Magno di Macedonia, Israele era sotto il dominio dell'Impero alessandrino dei Greci. Ciò significava che nel III secolo a.C. era sotto il controllo dei Tolomei, che risiedevano in Egitto e ad Alessandria. Poi, durante il II secolo a.C., Israele passò sotto il dominio dei Seleucidi, che risiedevano in Siria.

Il condottiero seleucide Antioco IV, che modestamente si faceva chiamare Epifane, ovvero "Dio manifestato", decise di imporre il ritmo dell'ellenizzazione agli ebrei della terra d'Israele. Tra le altre cose, proibì la pratica pubblica dell'ebraismo, eresse una statua di Zeus nel Tempio e offrì maiali in sacrificio davanti ad essa, in una profanazione dei valori ebraici che gli ebrei dell'epoca chiamavano l'Abominio della Desolazione.

Un anziano sacerdote di nome Mattityahu, i suoi figli e i loro sostenitori, passati alla storia come Maccabei, si ribellarono. Nei tre anni successivi ottennero una vittoria epocale sui Seleucidi, riconquistando Gerusalemme e riportandola sotto la sovranità ebraica. Purificarono il Tempio e lo riconsacrarono, accendendo la grande Menorah, il candelabro che si trovava nel Tempio, per una celebrazione durata otto giorni.

Questa è la storia di Chanukkah così come è stata narrata nel primo e nel secondo libro dei Maccabei. Ma non è così che la storia è stata raccontata nella tradizione ebraica, poiché è stato stabilito che i due libri dei Maccabei, e altri con lo stesso titolo, dovessero essere chiamati Sefarim Chitzoni'im, opere apocrife, e tenuti fuori dalla Bibbia. La storia di Chanukkah che viene invece raccontata è molto diversa, con un messaggio potente.

Il Talmud ci racconta che nel primo secolo, negli ultimi giorni del Secondo Tempio, un rabbino di nome Yehoshua Ben Gamla istituì una rete di scuole in tutto Israele. Il risultato fu che, dall’età di sei anni, ogni bambino del Paese riceveva un'istruzione universale finanziata con fondi pubblici. Questo fu il primo sistema educativo del suo genere al mondo, e anche una chiara indicazione dell'impegno ormai familiare degli ebrei per l'istruzione e per garantire che i nostri figli siano alfabetizzati nella loro tradizione. Secondo il Talmud, la memoria di Rabbi Yehoshua ben Gamla è benedetta, perché senza il suo intervento la Torah sarebbe stata dimenticata in Israele. Senza di lui, non ci sarebbe stata sopravvivenza dell'ebraismo e, in definitiva, nessun ebreo.

Ciò che Rabbi Yehoshua Ben Gamla e gli altri Saggi capirono, e ciò che non fu compreso al tempo di Chanukkah, fu che la vera battaglia contro i Greci non era militare, ma culturale. A quel tempo, i Greci erano i più grandi al mondo in molti campi. Erano senza pari nei loro progressi nell'arte, nell'architettura, nella letteratura, nel teatro, nella filosofia. Ancora oggi, i loro successi non sono mai stati superati. Ma gli ebrei credevano comunque, e sicuramente la storia lo ha confermato, che nell'Ebraismo, nell'antico Israele e ancora nella sua eredità fino a oggi, ci sia qualcosa di speciale. Qualcosa per cui vale la pena lottare. L'Ebraismo, con la sua enfasi sulla santificazione della vita e la convinzione che ogni essere umano sia stato creato a immagine di Dio, custodiva verità eterne che non potevamo abbandonare. Questa era la distinzione unica tra la cultura dei Greci e il mondo della Torah e dell'Ebraismo. Di conseguenza, gli ebrei hanno sempre saputo che la vera battaglia non si combatte necessariamente sul campo di battaglia fisico con armi fisiche, ma piuttosto nei cuori e nelle menti delle generazioni future.

Così l'Ebraismo e il popolo ebraico divennero una fede e una nazione che non si concentrava più sui suoi eroi militari, ma su quelli spirituali. Divenne una civiltà radicata nei testi, nei maestri e nelle case di studio. Diventammo il popolo i cui eroi erano insegnanti, le cui cittadelle erano scuole e la cui passione era l'apprendimento e la vita della mente. Il risultato finale fu che l'Ebraismo sopravvisse e prosperò nel corso dei secoli, mentre l'Antica Grecia, la Grecia di Atene, la Grecia di Alessandro Magno, declinava. Infatti, fu solo poco tempo dopo gli eventi della storia di Chanukkah che la Grecia iniziò il suo declino e Roma sorse per prenderne il posto.

Questo è il messaggio di Chanukkah e, ​​per articolare la nostra storia, ci concentriamo in modo piuttosto bello e simbolico su un solo piccolo dettaglio della catena originale di eventi: quell'unica ampolla di olio puro e incontaminato fu trovata dai Maccabei tra le macerie e le impurità del Tempio, appena sufficiente per accendere la Menorah finché non si fosse potuto reperire altro olio.

Uno degli aspetti più interessanti di questo passaggio di prospettiva dal modo originale di raccontare la storia a quello attuale si riflette nel nome stesso della festa. Chanukkah, dalla parola chanuch, significa ridedicazione. Questo è ciò che i Maccabei fecero al Tempio. Lo ridedicarono, come descritto nei libri dei Maccabei. Eppure, col tempo, Chanukkah si è associata alla parola chinuch , che significa educazione. Ciò che abbiamo ridedicato non è stato un edificio fisico – il Tempio – ma incarnazioni viventi dell'Ebraismo, ovvero i nostri figli, i nostri studenti, le persone a cui insegniamo e tramandiamo la nostra eredità e i nostri valori.

Da festa di una vittoria militare, Chanukkah è diventata la festa di una vittoria spirituale e di civiltà.

Credo che questa storia della nostra storia abbia un messaggio per tutti noi. Ci insegna questa verità fondamentale, tanto rilevante per le nostre vite oggi quanto lo è stata in passato: per difendere fisicamente un paese serve un esercito, ma per difendere una civiltà serve l'istruzione, servono educatori e servono scuole. Sono queste le cose che hanno mantenuto vivo lo spirito ebraico e la Menorah dei valori ebraici accesa per secoli in una luce eterna. Spesso ciò che al momento sembra essere la notizia principale, la vittoria militare, è, a posteriori, secondaria rispetto alla vittoria culturale di trasmettere i propri valori alla generazione successiva.

Se lo faremo, faremo in modo che i nostri figli, e i loro, illuminino il mondo.

Chanukah Sameach!

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