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Categoria: DIARI
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 Gustav Klimt, «Ritratto di Gertrude Loew», 1902 (che fu trafugato dai nazisti)

 

Il "Ritratto di Gertrud Loew" (noto anche come Bildnis Gertrud Loew o Gertha Felsőványi), dipinto da Gustav Klimt nel 1902, è un capolavoro rimasto al centro di una complessa e celebre vicenda di restituzione di opere d'arte trafugate dal regime nazista. [1, 2]

Il dipinto, caratterizzato da un'eterea veste diafana ottenuta attraverso la sovrapposizione di bianchi traslucidi, immortala la diciannovenne Gertrud Loew. [3, 4]

 

La storia e il trafugamento

• La commissione: L'opera fu ordinata a Klimt dal dottor Anton Loew, un rinomato medico viennese titolare di una clinica privata in cui fu curato lo stesso artista. Gertrud era sua figlia. [4, 5]

• La fuga e la perdita: Nel 1938, a causa delle sue origini ebraiche e in seguito all'Anschluss (l'annessione dell'Austria alla Germania nazista), Gertrud fu costretta a fuggire negli Stati Uniti. Il quadro rimase a Vienna; secondo le ricostruzioni, una persona incaricata di custodirlo lo cedette alla Gestapo. [6, 7, 8, 9]

• Il passaggio a Ucicky: Nel 1942 il ritratto finì nella collezione di Gustav Ucicky, regista di film di propaganda nazista e figlio illegittimo dello stesso Gustav Klimt. [9, 10]

 

La contesa e la restituzione

Alla morte di Ucicky, la sua collezione passò alla vedova, Ursula Ucicky, che nel 2013 istituì la Klimt Foundation di Vienna. [10]

• La battaglia legale: Andrea Felsovanyi, nipote ed erede di Gertrud Loew, ha avviato una battaglia legale per riottenerlo.

• La decisione: Sebbene la legge austriaca non obbligasse la Fondazione privata alla resa, lo statuto interno della Klimt Foundation prevedeva l'obbligo di risolvere i casi di arte trafugata secondo i principi di giustizia internazionali. Un comitato di esperti stabilì che l'opera rientrava a pieno titolo tra i beni confiscati ingiustamente. [2, 6, 11]

 

L'epilogo e la vendita all'asta

Nel 2014 è stato raggiunto un accordo amichevole di restituzione tra la Klimt Foundation e gli eredi della famiglia Loew-Felsőványi. In base all'accordo, le due parti hanno deciso di vendere congiuntamente l'opera e spartirne i proventi. [2, 12]

Il dipinto è stato infine battuto all'asta da Sotheby's a Londra nel giugno del 2015, dove è stato venduto per oltre 24 milioni di sterline. [4, 8]

 

[1] https://www.rainews.it

[2] https://www.timesofisrael.com

[3] https://www.facebook.com

[4] https://www.sothebys.com

[5] https://www.ilgiornaledellarte.com

[6] https://www.arte.it

[7] https://www.ilgiornaledellarte.com

[8] https://www.klgates.com

[9] https://artlyst.com

[10] https://www.bbc.com

[11] https://news.artnet.com

[12] https://news.masterworksfineart.com

 

Nella Vienna di inizio Novecento, la famiglia Loew rappresentava la quintessenza dell'alta borghesia colta ed ebraica, protagonista assoluta della straordinaria stagione

culturale e scientifica nota come Fin de Siècle viennese. [1, 2]

Il cuore pulsante del loro prestigio e della loro fortuna fu il celebre Sanatorio Löw, all'epoca la più grande e rinomata clinica privata della capitale austriaca. [3, 4, 5, 6]

 

Il Sanatorio Löw: crocevia dell'élite viennese

Fondato inizialmente nel 1859 dal patriarca Heinrich Löw, l'istituto fu radicalmente ampliato e trasformato dal figlio, il dottor Anton Loew (1847–1907). Medico visionario, Anton trasferì la clinica nel distretto di Alsergrund (in Mariannengasse) e la rese un modello di avanguardia scientifica: [3, 6, 7, 8, 9]

• Eccellenza medica: Fu la prima clinica privata di Vienna dotata di sale operatorie antisettiche e sterilizzate secondo i più moderni standard igienici dell'epoca. Nel 1906 venne anche inaugurato un reparto di ostetricia eccezionalmente innovativo. [3, 10, 11]

• Pazienti illustri: Il sanatorio divenne il luogo di cura prediletto dall'aristocrazia asburgica e dall'élite intellettuale della città. Tra le sue stanze passarono il filosofo Ludwig Wittgenstein, il pittore Ferdinand Hodler e lo stesso Gustav Klimt. Fu proprio qui che il leggendario compositore Gustav Mahler trascorse i suoi ultimi giorni di vita, spegnendosi nel maggio del 1911. [4, 5, 6, 7, 12]

 

Mecenatismo e il legame con la Secessione

Oltre ai meriti medici, il dottor Anton Loew fu un appassionato collezionista d'arte e uno dei primi fondamentali finanziatori della Secessione Viennese.

La lussuosa residenza di famiglia a Pelikangasse, situata a pochi passi dal sanatorio, ospitava una straordinaria collezione d'arte che rifletteva lo spirito del tempo. Oltre al celebre ritratto della figlia diciannovenne Gertrud, le pareti di casa Loew custodivano capolavori assoluti come la prima "Giuditta" (Judith I) di Klimt e "Il prescelto" di Ferdinand Hodler. [2, 5, 6, 12]

 

Gertrud Loew: tra ascesa sociale e tragedie personali

Nata nel 1883, Gertrud (detta Gertha) era la figura centrale della nuova generazione Loew. La sua vita personale incarnò perfettamente i fasti e le fragilità dell'epoca: [12, 13]

• Il passaggio di testimone: Alla morte del padre nel 1907, Gertrud ereditò la quota di maggioranza e la gestione amministrativa del sanatorio. [1, 14]

• I matrimoni: Nel 1903 sposò in prime nozze Hans Eisler von Terramare, ma l'unione naufragò precocemente dopo la drammatica e prematura scomparsa dell'unica figlia della coppia, la piccola Gertrude. Nel 1912 si risposò con l'industriale ungherese Elemér Baruch von Felsöványi, con cui ebbe tre figli e da cui rimase vedova nel 1923, quando l'uomo morì improvvisamente di polmonite. [12, 14]

 

Il tragico epilogo e la cancellazione della memoria

La splendida parabola della famiglia Loew si interruppe bruscamente nel 1938 con l'Anschluss. Nonostante Gertrud avesse abbracciato la fede cattolica, le origini ebraiche della famiglia la resero un bersaglio immediato delle leggi razziali naziste. [1, 7, 15]

• La liquidazione: Il rinomato Sanatorio Löw fu confiscato dalla Gestapo, forzatamente chiuso e liquidato nel 1939.

• L'esilio: Spogliata di ogni bene e spinta dal proprio avvocato ad abbandonare la residenza di famiglia, Gertrud fuggì precipitosamente da Vienna nel 1939. Dopo un tormentato viaggio attraverso il Belgio e la Colombia (dove lavorò temporaneamente come insegnante di francese), riuscì a stabilirsi negli Stati Uniti grazie all'intercessione di Eleanor Roosevelt, che le ottenne un visto d'ingresso. [1, 7, 14, 16]

 

Gertrud morì in California nel 1964 senza mai più fare ritorno a Vienna, lasciando dietro di sé quel mondo scintillante che Klimt aveva magistralmente impresso sulla tela. [9, 17]

 

[1] https://www.klimt-database.com

[2] https://artslife.com

[3] https://www.geschichtewiki.wien.gv.at

[4] https://www.wien.info

[5] https://www.klimt-database.com

[6] https://www.klimt-database.com

[7] https://www.historyshomes.com

[8] https://ohc-wpk.com

[9] https://www.facebook.com

[10] https://magazin.wienmuseum.at

[11] https://de.wikipedia.org

[12] https://www.ilgiornaledellarte.com

[13] https://www.klgates.com

[14] https://www.klimt-foundation.com

[15] https://www.arte.it

[16] https://www.wien.info

[17] https://www.theguardian.com

 

La vicenda della restituzione del "Ritratto di Gertrud Loew" (o Gertha Felsőványi) di Gustav Klimt è un caso emblematico di restituzione di opere d'arte razziate dai nazisti, risolto attraverso ricerca storica, principi internazionali e un accordo amichevole.

 

 

Contesto storico e provenienza

 

medium.com

 

klgates.com

 

news.artnet.com

 

Il processo di restituzione (2013-2014)

 

Nel 2013 Ursula Ucicky fonda la Klimt Foundation (Gustav Klimt | Wien 1900 – Privatstiftung) e dona alla fondazione una collezione di opere, tra cui questo ritratto. La fondazione decide di indagare sistematicamente la provenienza delle opere per aderire ai Washington Principles on Nazi-Confiscated Art (1998), che invitano a una soluzione “giusta e fair” per le opere d’arte saccheggiate dai nazisti.

klgates.com

 

klimt-database.com

 

La nipote di Gertha, Andrea Felsőványi, avanza una rivendicazione formale a nome della famiglia (Felsőványi / Felsöványi). Nel 2014 si raggiunge un accordo extragiudiziale tra la Klimt Foundation e gli eredi: il quadro viene “restituito” moralmente e legalmente agli eredi in comproprietà (o con accordo di condivisione dei proventi), insieme ad altri disegni della famiglia. I termini esatti dell’accordo rimangono riservati.

news.artnet.com

 

 

Vendita all’asta (2015)

 

Nel giugno 2015 Sotheby’s a Londra mette all’asta l’opera come proprietà congiunta (Klimt Foundation + eredi Felsőványi).

klgates.com

 

 

È stato descritto come uno dei migliori ritratti di Klimt apparsi all’asta negli ultimi decenni.

 

Significato più ampio

 

Questo caso si distingue per essere stato risolto senza un lungo contenzioso giudiziario (a differenza del famoso caso di Adele Bloch-Bauer / “Woman in Gold”). La Klimt Foundation ha scelto una via etica e collaborativa, coerente con gli standard internazionali sulla restituzione delle opere naziste. Dimostra come la ricerca di provenienza e l’adesione volontaria ai principi di Washington possano portare a soluzioni condivise tra fondazioni/private e famiglie delle vittime.

klgates.com

 

 

Gertha Loew (morta negli USA) riuscì a ricostruirsi una vita; il ritratto, oltre al valore artistico, simboleggia la resilienza di una giovane donna ebrea viennese e la parziale “riparazione” storica per le spoliazioni naziste.

 

Diverso in parte è il caso "Woman in Gold" (o "La Donna in Oro"), uno dei più famosi e simbolici della restituzione di opere d'arte razziate dai nazisti. Riguarda il capolavoro di Gustav Klimt Ritratto di Adele Bloch-Bauer I (1907), noto per il suo uso generoso di foglia d'oro.

en.wikipedia.org

 

 

Contesto storico

christies.com

 

 

neuegalerie.org

 

 

La lotta per la restituzione

 

en.wikipedia.org

 

supreme.justia.com

 

Nel 2005 le parti accettarono un arbitrato a Vienna. Il 16 gennaio 2006 il panel arbitrale austriaco riconobbe che i quadri erano stati rubati e ordinò la restituzione di cinque Klimt agli eredi (tra cui Adele Bloch-Bauer I e II, più tre paesaggi).

facebook.com

 

 

Dopo la restituzione

 

en.wikipedia.org

 

Significato e impatto culturale

 

imdb.com

 

 

Rispetto al caso del Ritratto di Gertrud Loew (risolto amichevolmente e velocemente dalla Klimt Foundation), questo fu molto più lungo, conflittuale e mediatico, ma entrambi sottolineano l'importanza dei Washington Principles sulla restituzione delle opere naziste.

Maria Altmann morì nel 2011, avendo visto realizzata la restituzione della memoria familiare.

 

 

 

 

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