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Categoria: IL PUNTO - LE POINT
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ZOHAR - PARASHAH SH'LACH

Dio oltre Dio - Un'esplorazione cabalistica del divino Nulla

 

Nel XIII secolo, gli ebrei scoprirono il Nulla. Più precisamente, il Nulla divino, Ayin, il nulla al di là e precedente persino a YHVH.

Da dove proveniva quest'idea, che la parte più essenziale di Dio sia caratterizzata dall'assenza?

 

Di Nathan Wolski

Traduzione dall’inglese a cura di Barbara de Munari

(Fonte:x.com)

https://www.eticaedizioni.it/joomla/yomanim-diari/925-dio-oltre-dio-un-esplorazione-cabalistica-del-divino-nulla-di-nathan-wolski

 

Ayin (אַיִן, "nulla" o "niente") e le Sefirot sono concetti centrali della Cabala ebraica, specialmente nello Zohar e nelle tradizioni successive (come quella lurianica e chassidica). Nel contesto del saggio “Dio oltre Dio” di Nathan Wolski, che esplora la Parashah Sh'lach nello Zohar, Ayin rappresenta il "divino Nulla" oltre il nome manifesto di Dio (YHVH), l'essenza nascosta e infinita.

 

Ayin: il Nulla Divino.

Ayin non è un "vuoto" negativo o un'assenza, ma la realtà ultima oltre ogni definizione, limitazione o manifestazione.

È strettamente legato a Ein Sof (אֵין סוֹף, "senza fine" o Infinito), l'aspetto di Dio prima di ogni auto-manifestazione.

 

 

Le tre lettere di Ayin (אין) indicano talvolta le prime tre Sefirot intellettuali (Keter, Chokhmah, Binah), che precedono ogni emozione o azione.

 

 

Le Sefirot: le Emanazioni Divine.

Le Sefirot (סְפִירוֹת, sing. Sefirah) sono le dieci emanazioni o attributi attraverso cui Ein Sof (l'Infinito) si manifesta e crea/sostiene i mondi. Non sono "dei" separati, ma canali o "vesti" della luce divina (Ohr Ein Sof), come acqua che prende forma in vasi diversi senza cambiare essenza.

 

Sono disposte nell'Albero della Vita (Etz Chaim), con tre colonne (destra: espansione/misericordia; sinistra: restrizione/giudizio; centro: equilibrio).

 

Elenco classico (dall'alto verso il basso):

 

Keter (Corona) — Volontà superconscia, la più vicina a Ein Sof/Ayin. Spesso associata al "nulla" (Ayin) come transizione dal trascendente al manifesto.

Chokhmah (Saggezza) — Idea flash, potenziale intuitivo ("punto" che contiene tutto).

Binah (Comprensione) — Sviluppo analitico e strutturazione dell'idea.

Chesed (Gentilezza/Amore) — Espansione, generosità.

Gevurah (Forza/Giudizio) — Restrizione, disciplina.

Tiferet (Bellezza/Compassione) — Armonia, centro equilibrante (spesso associata a Jacob o al "Figlio").

Netzach (Vittoria/Eternità) — Persistenza, conquista.

Hod (Splendore) — Riconoscimento, gratitudine.

Yesod (Fondamento) — Connessione, canale verso il basso (associato al giusto/Tzadik).

Malkhut (Regno) — Manifestazione fisica, Shekhinah (presenza divina immanente).

Da'at (Conoscenza) è talvolta inclusa come undicesima o come ponte tra le intellettuali e le emotive.

 

Le Sefirot si dividono in:

Relazione con Ayin/Ein Sof

Le Sefirot emanano da Ein Sof tramite un processo di contrazione (Tzimtzum — idea lurianica: Dio "si ritira" per creare spazio). Sono luci investite in "vasi" che limitano l'infinito per renderlo accessibile.

Senza Ein Sof non esisterebbero; sono espressioni della sua volontà, non separate da essa.

 

Pratica Mistica e Ascesa nella Cabala (e nel testo di Wolski), l'ascesa mistica attraversa le Sefirot per ritornare verso Ayin: dall'annientamento del sé (bittul) in Malkhut/Yesod si sale verso Keter/Ayin, sperimentando il "Dio oltre Dio".

Questo implica meditazione, studio della Torah, preghiera e unione delle forze opposte (misericordia e giudizio).Queste idee sono profonde e paradossali: Ayin è suprema esistenza proprio perché è "nulla" di definito. Le Sefirot permettono di parlare di Dio senza ridurlo a un concetto umano.

 

Dettagli sulla traduzione italiana di "Dio oltre Dio".

La traduzione italiana è curata da Barbara de Munari (@b_munari su X) e pubblicata da Etica Edizioni nella collana Yomanim - Diari. Il titolo completo è:
"Dio oltre Dio - Un'esplorazione cabalistica del divino Nulla" (Zohar - Parashah Sh'lach).

 

 

Contenuti principali del testo (come presentati nell’edizione italiana)

Il libro parte dalla “scoperta” del Nulla divino nel XIII secolo, influenzato da Maimonide (trascendenza assoluta), Azriel di Gerona e Giovanni Scoto Eriugena (creazione ex nihilo come emergere dal nihil di Dio stesso). Nello Zohar, Ayin diventa l’essenza più profonda di Dio, associata a Keter, e guida l’ascesa mistica attraverso le Sefirot fino al “Dio oltre Dio” (espressione che richiama Meister Eckhart).

Wolski interpreta in modo audace e iper-letterale i versetti della Torah:

Il testo si conclude con una poesia yiddish di Aaron Zeitlin (“Conoscere il Nulla”), che esprime poeticamente il paradosso del desiderio umano di conoscere l’inconoscibile Ayin.

 

Informazioni editoriali.

 

Barbara de Munari ha reso accessibile in italiano un contributo significativo di uno dei principali studiosi contemporanei dello Zohar. La traduzione mantiene il rigore accademico ma conserva la carica mistica e contemplativa del testo originale.

 

Scelte terminologiche nella traduzione italiana di "Dio oltre Dio".

Barbara de Munari ha tradotto dall’inglese un testo denso e denso di riferimenti cabalistici, mantenendo un equilibrio tra fedeltà al rigore accademico di Nathan Wolski (studioso e traduttore dello Zohar Pritzker) e l’accessibilità per il lettore italiano contemporaneo, senza eccessiva tecnicizzazione.

 

Ayin: il cuore della traduzione

Ein Sof e altri concetti centrali.

Le Sefirot.

Le Sefirot vengono trattate con i nomi ebraici standardizzati nell’italiano cabalistico, spesso accompagnati dalla traduzione:

 

Sefirah (ebraico)

Traduzione comune italiana

Note nella traduzione

Keter

Corona

Legata ad Ayin/Nulla

Chokhmah

Saggezza

Intellettuale

Binah

Comprensione/Intelligenza

Intellettuale

Chesed

Gentilezza/Amore/Misericordia

Espansiva

Gevurah

Forza/Giudizio/severità

Restrittiva

Tiferet

Bellezza/Compassione

Centro armonico (spesso YHVH)

Netzach

Vittoria/Eternità

Persistenza

Hod

Splendore/Gratitudine

Riconoscimento

Yesod

Fondamento

Canale, Tzadik

Malkhut

Regno

Shekhinah, immanenza

Queste scelte seguono la tradizione italiana consolidata (influenzata da Scholem, e traduzioni come quelle di Einaudi o di altre edizioni esoteriche).

Altre scelte rilevanti

La traduzione privilegia un linguaggio contemplativo e fluido, evitando eccessivi tecnicismi per rendere il testo leggibile come "diario mistico" (collana Yomanim).

Allo stesso tempo, conserva la precisione filologica di Wolski, che lavora sull’edizione aramaica dello Zohar.Queste scelte rendono il libro un ponte efficace tra la Cabala accademica anglosassone e il pubblico italiano interessato alla spiritualità e alla mistica.

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