ZOHAR - PARASHAH SH'LACH

Dio oltre Dio - Un'esplorazione cabalistica del divino Nulla

 Di Nathan Wolski, docente di studi ebraici presso l'Australian Centre for Jewish Civilisation della Monash University. È il traduttore del volume 10 dello Zohar Pritzker e, insieme a Joel Hecker, del volume 12.

(Traduzione dall’inglese a cura di Barbara de Munari)

 

Nel XIII secolo, gli ebrei scoprirono il Nulla. Più precisamente, il Nulla divino, Ayin, il nulla al di là e precedente persino a YHVH. Da dove proveniva quest'idea, che la parte più essenziale di Dio sia caratterizzata dall'assenza?

Filosofi ebrei medievali come Maimonide insegnavano che Dio è assolutamente trascendente, ovvero al di là del mondo. Insegnavano anche che Dio è incomparabile, diverso da qualsiasi cosa possiamo conoscere o sperimentare. In altre parole, avevano molto più da dire su ciò che Dio non è che su ciò che Dio è. Questo gettò le basi per l'idea radicale di Dio come Nulla.

Ancora più decisiva fu la "scoperta" di Ayin da parte del cabalista Azriel di Gerona, avvenuta grazie al suo incontro con il pensiero del teologo cristiano del IX secolo Giovanni Scoto Eriugena. Prima di Eriugena, molti cristiani ed ebrei credevano nella creazione ex nihilo, ovvero nell'idea che Dio avesse creato il mondo dal nulla, dando vita alla materia dal vuoto. Ma Eriugena portò quest'idea un passo avanti, interpretando la creazione ex nihilo come l'emergere dell'essere dal nihil di Dio. Ciò aprì la strada all'identificazione di Dio con il Nulla.

Al tempo in cui fu scritto lo Zohar, il Nulla aveva assunto il suo posto come essenza più profonda di Dio e sefirah suprema, Keter. Il Nulla, di conseguenza, assunse un ruolo chiave nella ricerca mistica. Ciò significava che il mistico cercava di ascendere attraverso il regno sefirotico fino alle più alte vette della divinità, per incontrare il Nulla. Significava anche che la pratica dell'annientamento di sé, del rendersi nulla, divenne una modalità di adorazione significativa. 

A questo punto, ci si potrebbe giustamente chiedere: come hanno osato? Ovvero, dove nella letteratura ebraica classica si trova un riferimento a questa audace idea di un Nulla divino al di sopra e al di là di YHVH? Al che lo Zohar risponde: proprio qui, nella Parashah Sh'lach ! 

Nel libro dei Numeri, capitolo 13, Mosè incarica delle spie di lasciare il deserto per esplorare la terra promessa. Dice loro: «Osservate il paese: com'è? E il popolo che lo abita: è forte o debole? È numeroso o scarso? Com'è il paese che abita: è buono o cattivo? E come sono le città in cui abitano: sono insediamenti aperti o in fortezze? Com'è il paese: è fertile o arido? Vi sono alberi o no?» (Numeri 13:17-20).

Nel commentario dello Zohar a questo passo, Rabbi Hiyya si chiede perché Mosè avrebbe chiesto alle spie di valutare la qualità della terra, poiché Dio aveva già promesso che in essa scorrevano latte e miele (Esodo 3:8). Rabbi Shimon spiega che Mosè in realtà sta incaricando le spie di valutare qualcos'altro. Quando Mosè chiede: "Ci sono alberi o no?", ciò che sta realmente chiedendo è: "Ci sono alberi o niente?". (La parola ebraica per "non", ayin, è la stessa parola che indica il Nulla divino). Non si tratta, quindi, di una questione di ecologia. Si tratta di una questione di metafisica.

Egli (Mosè) disse loro (alle spie): Se vedete che il frutto di quella terra è come quello di altre terre del mondo, allora «ha un albero» — e non da un luogo più elevato. Ma se vedete che il frutto di quella terra è superiore e diverso da quello di qualsiasi altra terra del mondo, saprete che questa suprema e unica differenza scaturisce e trae ispirazione dal Santo Antico. In tal modo saprete se «vi sono alberi in essa o no» (hing).
Zohar 3:158b

Secondo l'interpretazione iper-letterale dello Zohar, Mosè stava in realtà chiedendo alle spie di discernere quale aspetto di Dio dominasse sulla terra. L'interpretazione si basa sul non interpretare la parola " ayin" come Nulla. Mosè vuole sapere: sono gli "alberi" a governare la terra, o è il Nulla che regna? Sono le sefirot intermedie, da Hokhmah a Yesod, conosciute collettivamente come l'albero della vita e come YHVH, che si trovano lì? Oppure è l'aspetto più elevato e recondito della divinità, il Nulla, che corrisponde alla sefirah superiore, Keter ? 

Questo, a sua volta, apre la strada a interpretare la parola ayin come "Nulla" in altri punti della Torah.

Il rabbino Abba disse: Qual è il significato del versetto: “YHVH è in mezzo a noi o no?” (Esodo 17:7) Ora, erano forse stolti gli Israeliti, che non lo sapevano? Videro la Shekhinah davanti a loro e nubi di gloria sopra di loro, che li circondavano — eppure dissero: “YHVH è in mezzo a noi o no?”. Persone che videro la radiosa gloria del loro Re al mare — e abbiano appreso: Una serva al mare vide ciò che gli occhi del profeta Ezechiele non videro mai — sarebbero stati così stolti da dire: “YHVH è in mezzo a noi o no?”. Piuttosto, il rabbino Shimon disse quanto segue:

Volevano discernere tra l'Antico — il nascosto di tutti i nascosti, chiamato Nulla — e l'Irascibile. Perciò è scritto: “YHVH è in mezzo a noi o no?”.
Zohar 2:64b

Come per la domanda posta alle spie, il punto cruciale è quale aspetto della divinità sia presente: è YHVH, la parte maschile centrale di Dio identificata con la sefirah di Tiferet (qui chiamata la "Irascibile"), poiché questa configurazione contiene il giudizio? Oppure è Ayin, il Non, il Nulla, l'Antico, l'aspetto più elevato e nascosto di Dio? Ayin, quindi, è un regno misterioso di divinità imperscrutabile di là da YHVH. O, come disse il mistico cristiano del XIV secolo Meister Eckhart, "il Dio di là da Dio".

Concludiamo la nostra esplorazione del Nulla con una breve poesia in yiddish del poeta modernista-cabalista Aaron Zeitlin (1898-1973).

La poesia si intitola "Conoscere il Nulla":

 

Una cosa la chiamo polvere, un'altra... oro.

Ma cos'è polvere? Cos'è oro? Questo non lo so.

Nemmeno un briciolo.

Oh, se solo sapessi, invece di non sapere nulla.

Conoscevo il Nulla,

Dal quale crei polvere e oro,

E io, il qualcosa, che desidera sapere che cosa è il Nulla-Non,

Non so niente, neanche un briciolo! 

 

     (Lider fun khurbn un lider fun gloybn , volume 2, p. 481)

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