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Lo Zohar condanna coloro che considerano le narrazioni della Torah come la sua totalità. Proprio come gli angeli hanno bisogno di indossare abiti terreni per apparire nel mondo, ogni manifestazione di un'entità spirituale, Torah inclusa, richiede un rivestimento. Questo rivestimento media l'entità spirituale interiore, ma al tempo stesso la cela. Il lettore saggio, pertanto, non deve accontentarsi degli abiti della Torah, ma deve sforzarsi di raggiungere ciò che si cela al di sotto di essi.
Lo strato più profondo è il corpo. Nel linguaggio talmudico, i corpi della Torah si riferiscono ai comandamenti, compresi quelli del tipo della Giovenca Rossa. E proprio come un corpo ha un'anima nascosta al suo interno, anche i comandamenti hanno qualcosa di più profondo. L'anima della Torah è il significato interiore essenziale della Torah che la Cabala cerca di svelare.
Contro gli studiosi di letteratura rapiti dalla veste sacra e contro i giuristi che vedono la Torah principalmente come un codice legale, i "saggi servitori del Re" – cioè i cabalisti – si sforzano di cogliere il cuore della Torah. In queste parole si può udire una sfida diretta a coloro che si escludono dal mistero, dal confronto con la dimensione interiore della Torah.
Questo invito a ricercare i tesori segreti della Torah è accompagnato da un'ulteriore osservazione che riveste grande importanza per i comandamenti che non hanno una ragione apparente, e per la saggezza cabalistica in generale. Al di là dell'anima della Torah a cui i servi saggi sono esposti, esiste un nucleo ancora più profondo: l'anima dell'anima della Torah. Si tratta di un nucleo così profondo che nemmeno il cabalista più esperto può raggiungerlo. Solo nel Mondo a venire si potrà accedere a questa profondità della Torah.
Cosa cerca di dirci questo passo? Ha senso ricercare il significato più profondo della Torah o si tratta di un compito al di là delle capacità umane? La posizione dello Zohar in questo caso è complessa. Da un lato, esorta i lettori a perseguire i segreti della Torah e disprezza coloro che si accontentano di un impegno esclusivamente letterario o giuridico. Eppure, questa ricerca ha dei limiti. Persino lo studio della Cabala non dà accesso alla rivelazione suprema. Chi si dedica allo studio della Cabala deve essere consapevole che lo sforzo è limitato e che i segreti più intimi saranno rivelati solo in un altro tempo. Bisogna quindi affrontare la ricerca dei segreti della Torah con una certa umiltà: con cautela, con la consapevolezza della loro parzialità e relatività, e forse anche con un pizzico di esitazione.
Lo Zohar cerca qui di coltivare una coscienza cabalistica ambiziosa ma umile: una coscienza che non si accontenta dell'abito, né tantomeno dei corpi della Torah, ma che tende all'anima della Torah pur rimanendo consapevole dei suoi limiti. Una coscienza che si erge di fronte al mistero, ma riconosce che tutto ciò che può raggiungere, almeno in questo mondo, è la punta dell'iceberg del segreto supremo. L'anima dell'anima della Torah rimane celata fino al Mondo a venire.
Oded Israeli è professore presso il Dipartimento Goldstein-Goren di Pensiero Ebraico all'Università Ben Gurion del Negev e titolare della Cattedra Solly Yellin di Pensiero e Storia Ebraica Europea.
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