Categoria: In Pubblicazione
Autore: Sophie Lunais
Editore: Edizioni Ester
Anno: 2022
Note: Traduzione dal francese a cura di Barbara De Munari
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Descrizione

Scritto da Barbara de Munari

[DALLA PREFAZIONE]

 

Anche quando la prima pagina della storia della conquista dello spazio sta per essere definitivamente voltata, in un secolo in cui le spedizioni lunari, per quanto così recenti, hanno perso il loro carattere propriamente meraviglioso e quando si tende a considerare la luna come una terra senz'anima, mi sembrava interessante, …, studiare, in contrasto con l'attualità, la luna come la vedevano gli Antichi, che cosa rappresentava per loro, che cosa ne sapevano, che cosa si aspettavano da essa, quali sentimenti provavano per essa... Divenuta oggetto di scienza, oggetto di conoscenza, oggetto di esplorazione e di conquista, la luna ha perso una parte, se non la totalità, del suo mistero, cioè del suo fascino e della sua poesia. Si trattava, per me, di tuffarmi in un contesto nel quale essa non era stata ancora spogliata del mito, per riscoprire sensazioni, sentimenti che la tecnologia spaziale oggi ha distrutto. Questo volume è solo un inizio, un timido "primo libro" che richiede integrazioni e probabilmente anche correzioni.

[…]

Ho […] utilizzato solo fonti letterarie e mi sono limitata a un certo periodo della storia romana, tralasciando volutamente, tra l'altro, tutti gli scritti dei Padri della Chiesa. Questi testi saranno oggetto di successive pubblicazioni, come lo studio delle iscrizioni e quello dei monumenti.

[…]

Una volta divinizzata, la luna è “assimilata” a molte divinità dagli autori latini. Diana ovviamente offre argomenti a scelta, ma solo il suo carattere lunare è stato preso in considerazione. Non si parlerà di Diana la Cacciatrice, se non in modo indiretto. Lo stesso vale per Giunone, protettrice del matrimonio. In generale, ogni divinità è stata considerata esclusivamente per gli aspetti lunari della sua personalità, perché è la luna, ed essa sola, l'oggetto della mia ricerca.

Le fonti letterarie, che sono servite come unico fondamento di questo studio, sono state integrate, secondo le circostanze, da testimonianze aggiuntive, perché gettano una luce più viva su questo o quel testo latino. Le fonti archeologiche ed epigrafiche sono state utilizzate solo sporadicamente: giustificano infatti ampiamente due studi indipendenti.

Tuttavia, quest'opera può essere incompleta solo nella misura in cui i limiti a essa assegnati la privano di determinate basi. Limitare le fonti da cui si vuole attingere, significa mutilare nello stesso tempo l'immagine dell'oggetto che si vuole studiare. Ma queste restrizioni erano necessarie, dato l'obiettivo originario perseguito. Rimango tuttavia convinta che il censimento degli autori tralasciati, l'inventario delle iscrizioni e lo studio dei monumenti non possano che confermare sostanzialmente quanto già da sola rivela la letteratura del periodo considerato. […]

Blois, gennaio 1977, Sophie Lunais

Data inserimento: Mercoledì, 02 Novembre 2022