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APPELLO DELLE 3 FEDI IN ITALIA, 'INCONTRIAMOCI, BASTA ODIO'
"Cristiani, ebrei e musulmani insieme per la pace".
(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 29 AGO - Basta "odio, incontriamoci tutti, subito, almeno in Italia, vescovi, rabbini e imam. Un incontro semplice, diretto, non convenzionale né confessionale, per testimoniare insieme una responsabilità che sappia trasmettere il messaggio autentico di pace, speranza, fratellanza dei discendenti di Abramo". È questo l'appello sottoscritto tra gli altri dal cardinale Matteo Zuppi, dalla presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni e dall'imam Yahya Pallavicini. "Auspichiamo che, sulla scia di questo messaggio, le nostre comunità religiose possano promuovere attività locali e nazionali", per "riconoscere quel germe di odio che pianifica anche qui la devastazione", prosegue l'appello.
ANTISEMITISMO: DA UCEI I CONTATTI UTILI PER DENUNCIARE E CHIEDERE AIUTO
Roma, 22 ago. (LaPresse) - "Siamo di fronte a una crescita di antisemitismo mai misurata prima in Italia dalla fine della guerra", informava l'Osservatorio antisemitismo della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano (Cdec) nella sua ultima relazione annuale, diffusa a febbraio. Per far fronte al problema, l'Ucei ha da tempo avviato un protocollo strutturato di gestione delle segnalazioni protette delle denunce. A questo fine è stato redatto un elenco di avvocati accreditati che seguono le cause con una prassi concordata, a supporto della Strategia nazionale di contrasto all'antisemitismo presentata dal generale Pasquale Angelosanto e in raccordo con Oscad, l'unità interforze di Polizia e Carabinieri, Unar, Cdec e Prefetture. Le segnalazioni vengono inoltrate all'ufficio Segnalazioni e Denunce (Usd), che registra ogni segnalazione in un database interno, acquisisce se necessario ulteriori informazioni e, in caso di atti gravi, condivide le segnalazioni con gli organi competenti. Se una segnalazione ha rilevanza penale viene sottoposta a un gruppo di giuristi dedicato, che decide le azioni da intraprendere. Per gli atti gravi contro individui o istituzioni, l'Usd procede con le denunce o querele necessarie, eventualmente incaricando avvocati specializzati. In questo senso, l'Ucei si è accollata direttamente l'assistenza legale e si è costituita come parte civile o partecipando come persone offesa direttamente in diverse cause a sostegno dei denuncianti in relazione alla natura del fatto. Il numero nazionale per la segnalazione di episodi è il +393494048201, oppure +3902316338. È inoltre possibile scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
PALERMO: SETTEOTTOBRE, 'SDEGNO PER PAROLE PROF.
MATTARELLA RICORDI A MAGISTRATI CHE ESISTE LEGGE MANCINO'
Roma, 27 ago. (Adnkronos) - "L'Associazione Setteottobre esprime sdegno per le dichiarazioni del professor Giovanni Nivarra, docente di diritto civile all'Università di Palermo, che nei giorni scorsi ha diffuso contenuti espliciti di odio verso gli ebrei. È un fatto gravissimo tanto più perché proviene da un esponente del mondo accademico. Il professor Nivarra offende non solo la comunità ebraica ma l'intera coscienza civile del Paese". Lo scrive l'associazione Setteottobre in una nota.
"Come Associazione Setteottobre rivolgiamo un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché riaffermi inequivocabilmente che l'antisemitismo è incompatibile con i valori costituzionali, perché ricordi alla magistratura e alle forze dell'ordine che la legge Mancino del 1993 punisce l'incitamento all'odio razziale, ed invii un segnale forte e incontrovertibile a difesa della memoria storica e della dignità repubblicana".
Per il presidente dell'associazione Stefano Parisi "l'impunità di cui godono le persone e le organizzazioni che sempre più di frequente si lasciano andare a dichiarazioni ed episodi di odio verso gli ebrei libera nel paese i peggiori istinti antisemiti. È urgente una chiara e inequivocabile condanna da parte delle alte istituzioni della Repubblica".
M.O: DOCENTE UNIPA, "TOGLIERE AMICIZIE FACEBOOK A EBREI"
(AGI) - Palermo, 26 ago. - Togliere i contatti su Facebook agli "ebrei": e' l'invito scioccante sui social fatto da Luca Nivarra, ordinario di Diritto civile e decano del Dipartimento di Giurisprudenza a Palermo, commenta in questo modo quanto avviene a Gaza. "Non voglio intromettermi in questioni che non mi riguardano direttamente ma - scrive Nivarra - avendo a disposizione pochissimi strumenti per opporci all'Olocausto palestinese, un segnale, per quanto modesto, potrebbe consistere nel ritirare l'amicizia su FB ai vostri "amici" ebrei, anche a quelli 'buoni', che si dichiarano disgustati da quello che sta facendo il governo di Israele e le IDF. Mentono e con la loro menzogna contribuiscono a coprire l'orrore: è una piccola, piccolissima cosa ma cominciamo a farli sentire soli, faccia a faccia con la mostruosità di cui sono complici".
Il post ha suscitato una bufera tra i colleghi negli atenei italiani. Quella che Nivarra definirebbe una "ebrea buona" è Stefania Mazzone, docente di Storia delle dottrine politiche all'Università' di Catania. "Molti dei giovani che protestano oggi - spiega all'AGI - ignorano cosa sia l'antisemitismo, ed esiste una generazione di docenti, in genere comunisti, che trasmettono veleno vero". "D'altronde - prosegue - questo è ciò che voleva Hamas: colpire gli ebrei progressisti come me, che in passato ho fatto da scudo umano in un villaggio palestinese contro il fuoco israeliano e che ho contatti con colleghi israeliani che protestano contro il governo israeliano ancora prima del 7 ottobre".
UGEI, ANCORA PIÙ GRAVE ANTISEMITISMO SE ARRIVA DA UN DOCENTE
(ANSA) - ROMA, 26 AGO - "Incoraggiare l'emarginazione di un gruppo in quanto tale è discriminazione. L'emarginazione degli ebrei in quanto ebrei è antisemitismo, non un'opinione geopolitica.
Ancora più grave è che tale messaggio arrivi da un docente: l'università deve essere uno spazio che educa al rispetto, che contrasta l'odio e che tutela tutti i suoi studenti.
Bene che il rettore dell'Università di Palermo abbia preso le distanze. Restiamo tuttavia profondamente preoccupati per il persistente clima di odio attorno agli studenti ebrei e israeliani in Italia". Lo scrive sui social Luca Spizzichino, presidente dell'Ugei, Unione giovani ebrei d'Italia.
IL MEMORIALE FRANCESE DELL'OLOCAUSTO È STATO DETURPATO CON LA SCRITTA "FREE GAZA"
(ANSA-AFP) - ROMA, 30 AGO - Un memoriale dell'Olocausto a Lione è stato deturpato con la scritta "Free Gaza", hanno detto sabato i funzionari della città all'AFP, alimentando le preoccupazioni per l'aumento degli atti antisemiti e dei crimini d'odio in Francia.
In una foto che i funzionari della città hanno condiviso con l'AFP, l'iscrizione sembrava essere stata graffiata nel marmo nero di una targa sul monumento con un oggetto appuntito.
"Il vandalismo del Memoriale dell'Olocausto a Lione è un atto intollerabile. Lo condanno ed esprimo la mia piena solidarietà alle associazioni della memoria, ai sopravvissuti e ai loro discendenti", ha scritto il sindaco della città, Gregory Doucet, in una dichiarazione inviata all'AFP.
"I colpevoli saranno ricercati e perseguiti. Lione è ferma contro l'odio, l'antisemitismo e il razzismo", ha aggiunto Doucet.
Il monumento nel centro di Lione è stato inaugurato nel gennaio 2025 in occasione dell'80° anniversario della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau.
"Il fatto che questa iscrizione sia stata fatta su un memoriale dell'Olocausto costituisce chiaramente un atto antisemita", ha detto un funzionario del municipio all'AFP, aggiungendo che il comune ha rapidamente rimosso l'iscrizione per restaurarla.
Il presidente dell'associazione Memoriale dell'Olocausto, Jean-Olivier Viout, ha presentato una denuncia, secondo il municipio.
La comunità ebraica francese, una delle più grandi al mondo, afferma che il numero di atti antisemiti è aumentato in seguito all'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023, seguito dal bombardamento israeliano della Striscia di Gaza e dal blocco degli aiuti.
Nei primi sei mesi del 2025, secondo il ministero dell'Interno, sono stati registrati 646 atti antisemiti in tutto il Paese, il 27% in meno rispetto alla prima metà del 2024, ma un aumento del 112% rispetto allo stesso periodo del 2023.
ANTISEMITISMO: VICE MINISTRO ESTERI ISRAELE, "FRANCIA NON È PIÛ SICURA PER GLI EBREI"
Gerusalemme, 31 ago - (Agenzia_Nova) - Il governo francese "non sta facendo nulla" per combattere l'antisemitismo, "la Francia non è più sicura per gli ebrei". Lo ha affermato la vice ministra degli Esteri israeliana Sharren Haskel alla radio dell'esercito dopo che il memoriale dell'Olocausto di Lione è stato deturpato con la scritta "Free Gaza". "Non c’è deterrenza. Non c'è applicazione delle leggi", ha aggiunto, accusando il il governo francese di "consenso attraverso il silenzio".
FRANCIA: CONVOCATO AMBASCIATORE USA KUSHNER DOPO CRITICHE SU LOTTA AD ANTISEMITISMO
Parigi, 25 ago - (Agenzia_Nova) - Il ministero degli Esteri francese ha convocato per la giornata odierna l'ambasciatore statunitense Charles Kushner, in risposta a una lettera
inviata dal diplomatico al presidente Emmanuel Macron, in cui esprimeva "profonda preoccupazione per l'ondata di antisemitismo in Francia" e denunciava una "mancanza di azioni sufficienti" da parte del governo francese. Le dichiarazioni dell'ambasciatore - considerate da Parigi "accuse inaccettabili" - sono state "fermamente respinte" dal Quai d'Orsay (sede del ministero degli Esteri francese), che ha ricordato che tali affermazioni "contraddicono il diritto internazionale, in particolare il dovere di non intromettersi negli affari interni degli Stati", e "non sono all'altezza della qualità del legame transatlantico tra Francia e Stati Uniti". La convocazione dell'ambasciatore, misura rara tra alleati, avviene pochi giorni dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva duramente attaccato Macron per aver promosso il riconoscimento dello Stato di Palestina, accusandolo di "alimentare l'antisemitismo". La presidenza francese aveva definito le parole del premier israeliano "abiette, erronee e non resteranno senza risposta".Nella sua lettera, Kushner riprende esplicitamente le tesi di Netanyahu: "Le dichiarazioni che denigrano Israele e i gesti di riconoscimento di uno Stato palestinese incoraggiano gli estremisti, fomentano la violenza e mettono in pericolo l'ebraismo in Francia", scrive. "Non è più possibile procrastinare: l'antisionismo è antisemitismo, punto e basta". Secondo Kushner, "non passa giorno in Francia senza che gli ebrei vengano attaccati per strada, che sinagoghe e scuole vengano danneggiate e che attività commerciali ebraiche siano vandalizzate", aggiungendo che "quasi la metà dei giovani francesi afferma di non aver mai sentito parlare dell'Olocausto". Il diplomatico, padre di Jared Kushner - genero di Donald Trump - ha elogiato le politiche del presidente repubblicano in materia di lotta all'antisemitismo, e ha invitato Macron ad "agire con determinazione". La diplomazia francese ha risposto sottolineando che "l'aumento degli atti antisemiti in Francia dal 7 ottobre 2023 è una realtà che deploriamo" e che "le autorità francesi stanno dimostrando una mobilitazione totale contro questi atti intollerabili". La lettera giunge in un contesto delicato: a fine luglio Macron aveva annunciato che la Francia voterà a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina all'Assemblea generale delle Nazioni Unite di settembre, un'iniziativa sostenuta da oltre una dozzina di Paesi occidentali, tra cui Canada e Australia.
L'AUSTRALIA ESPELLE L'AMBASCIATORE IRANIANO PER GLI ATTACCHI ANTISEMITI
(ANSA-AFP) - ROMA, 26 AGO - Il governo australiano ha dichiarato martedì che sta espellendo l'ambasciatore iraniano, accusando il paese di essere dietro gli attacchi antisemiti a Melbourne e Sydney.
È la prima volta che l'Australia espelle un ambasciatore dalla seconda guerra mondiale.
I servizi di intelligence hanno raggiunto la "conclusione profondamente inquietante" che l'Iran ha diretto almeno due attacchi antisemiti, ha detto il primo ministro Anthony Albanese.
Teheran era dietro un attacco incendiario a un caffè kosher, il Lewis Continental Cafe, nel sobborgo Bondi di Sydney nell'ottobre 2024, ha detto il primo ministro in una conferenza stampa.
Ha anche diretto un attacco incendiario alla sinagoga Adass Israel di Melbourne nel dicembre 2024, ha detto il primo ministro, citando i risultati dell'intelligence.
Non sono state segnalate lesioni fisiche nei due attacchi.
"Questi sono stati atti di aggressione straordinari e pericolosi orchestrati da una nazione straniera sul suolo australiano", ha detto Albanese.
"Erano tentativi di minare la coesione sociale e seminare discordia nella nostra comunità. È totalmente inaccettabile".
Il primo ministro ha detto che l'Iran è probabilmente dietro altri attacchi antisemiti effettuati in Australia.
L'Australia ha dichiarato l'ambasciatore iraniano Ahmad Sadeghi "persona non grata" e ha ordinato a lui e ad altri tre funzionari di lasciare il paese entro sette giorni.
L'Australia ha ritirato il suo ambasciatore in Iran e ha sospeso le operazioni dell'ambasciata a Teheran.
I diplomatici australiani erano tutti "al sicuro in un paese terzo", ha detto il primo ministro.
L'Australia legifererà anche per elencare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell'Iran come organizzazione terroristica, ha detto.
Il ministro degli Esteri Penny Wong ha detto che è stata la prima volta nel dopoguerra che l'Australia ha espulso un ambasciatore.
"Abbiamo preso questa decisione perché le azioni dell'Iran sono completamente inaccettabili", ha detto.
L'Australia manterrà le linee diplomatiche con l'Iran per promuovere gli interessi degli australiani, ha detto Wong.
L'Australia ha un'ambasciata a Teheran dal 1968.
AUSTRALIA: ESPULSIONE AMBASCIATORE IRANIANO, CANBERRA NEGA PRESSIONI ISRAELIANE
Canberra, 27 ago - (Agenzia_Nova) - Il governo australiano negato che la decisione di Canberra di espellere l'ambasciatore iraniano Ahmad Sadeghi, accusando Teheran di
aver diretto almeno due attacchi incendiari antisemiti a Sydney e Melbourne, sia frutto di pressioni da parte del governo israeliano, come rivendicato proprio dallo Stato ebraico. Si tratta di una "assurdità assoluta", ha detto il ministro dell'Interno Tony Burke all'emittente televisiva "Abc Radio". Funzionari israeliani hanno sostenuto che "l'intervento deciso" del premier Benjamin Netanyahu e le sue critiche alla scelta australiana di riconoscere lo Stato palestinese abbia spinto Canberra ad agire con decisione contro l'Iran. Nei giorni scorsi Netanyahu aveva attaccato personalmente il primo ministro australiano Anthony Albanese per la decisione di riconoscere lo Stato palestinese, definendolo "un politico debole che ha tradito Israele e abbandonato gli ebrei australiani". L'Australia ha deciso di espellere l'ambasciatore iraniano a Canberra, Ahmad Sadeghi, dopo che l'agenzia di intelligence australiana (Asio) ha collegato l'Iran a due attacchi antisemiti sul territorio nazionale. Lo ha annunciato ieri il primo ministro australiano Anthony Albanese. Gli attacchi, avvenuti l'anno scorso, hanno preso di mira un ristorante di proprietà ebraica a Sydney e la sinagoga Adass Israel a Melbourne.
Albanese ha definito gli eventi "atti straordinari e pericolosi di aggressione orchestrati da una nazione straniera sul suolo australiano". L'ambasciatore e tre membri del personale diplomatico dell'ambasciata iraniana hanno sette giorni per lasciare il Paese. Si tratta della prima espulsione di un ambasciatore straniero dall'Australia dalla Seconda guerra mondiale. Albanese ha annunciato inoltre che il Corpo della Guardie della rivoluzione islamica iraniana sarà inserito nella lista nazionale delle organizzazioni terroristiche. "Ho detto molte volte che il popolo australiano desidera due cose: che la violenza in Medio Oriente cessi e che il conflitto in Medio Oriente non venga portato qui. L'Iran ha tentato di fare proprio questo, ha accusato Albanese. "Gli iraniani hanno cercato di nuocere e terrorizzare gli australiani di religione ebraica e di seminare odio e divisione nella nostra comunità", ha detto il primo ministro australiano. Per la sicurezza del personale consolare, l'Australia ha sospeso le operazioni della sua ambasciata in Iran e ha invitato i cittadini australiani presenti nel Paese a partire.