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... L’anima umana, che crea il proprio involucro carnale, quando rappresenta un nuovo corpo si sforza infatti di ripetere con linee ciò che ha già creato un tempo; la predisposizione è così forte che talvolta, anche nei ritratti, dalla somiglianza esteriore con l’originale appare, se non il volto, almeno l’anima stessa del pittore. Ma ciò che Giovanni vedeva era ancora più impressionante: gli sembrava che non solo colei che era dipinta sulla tela ma Monna Lisa viva divenisse sempre più simile a Leonardo, come accade a chi vive a lungo insieme per anni. [pp. 392-393]
... Ciò che non poteva compiere nella vita lo realizzava nella meditazione, fondendo le due immagini in una sola, unendo realtà e riflesso, morte e vita e ciò gli dava un senso di grande liberazione.
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Era come se non esistessero né passato né futuro, il corso del tempo fosse sospeso e la donna fosse sempre stata seduta davanti a lui e vi dovesse restare per sempre, con il suo sorriso strano e calmo.
... Era come se non esistessero né passato né futuro, il corso del tempo fosse sospeso e la donna fosse sempre stata seduta davanti a lui e vi dovesse restare per sempre, con il suo sorriso strano e calmo. [p. 402]