Intelligenza Artificiale: Arma o Bene Comune?
di JEAN-DOMINIQUE GIULIANI – Fondazione Schuman, Parigi – Bruxelles
Traduzione dal francese a cura di Barbara de Munari
La decisione delle autorità statunitensi di vietare ai non americani l'utilizzo di due programmi software della società Anthropic ha scosso il mondo dell'intelligenza artificiale.
In primo luogo, perché è improbabile che venga attuata; in secondo luogo, perché riflette una profonda incomprensione della scienza e della sua divulgazione; e infine, perché è del tutto inadeguata ad affrontare le legittime preoccupazioni relative all'utilizzo, per fini criminali, delle immense nuove capacità di calcolo e aggregazione.
Gli Stati Uniti hanno criticato aspramente l'Europa, che sta tentando di regolamentare i notevoli progressi scientifici in questo campo basandosi su alcuni semplici princìpi, a cominciare da quello secondo cui ciò che è vietato nella vita reale non può essere tollerato online. Ora si trovano con le spalle al muro, costretti a vietare l'uso di software – indubbiamente con capacità senza precedenti – "per ragioni di sicurezza nazionale". Una bella lezione, davvero!
Gli stessi autori e proprietari del software avevano debitamente avvertito e si erano rifiutati di consentirne l'uso da parte dei militari. Sono stati puniti dalla stessa amministrazione, a dimostrazione della sua intenzione di tenere per sé questi progressi scientifici, di usarli come arma. Questo non accadrà, tuttavia. Nessuna coercizione, per quanto incisiva, fermerà l'avanzata inarrestabile dell'IA, se non forse per ragioni etiche e morali.
Non è forse giunto il momento di una consultazione internazionale ai massimi livelli, che coinvolga tutti quelli che sono o saranno interessati da questo problema?
Quanto all'Unione Europea, deve sforzarsi di imparare da questa esperienza. Un eccesso di regolamentazione potrebbe ostacolare l'emergere di campioni europei in questo campo, ma la regolamentazione non è sempre ciò che immaginiamo. Il principio che protegge gli individui dalla mercificazione o dallo sfruttamento della loro integrità è innegabile. Sempre più condiviso, anche in altre parti del mondo, deve essere preservato e protetto.
D'altro canto, i numerosi oneri amministrativi che impediscono alle startup di assumersi dei rischi e di trovare le risorse finanziarie per avviare le proprie attività devono essere affrontati sistematicamente negli Stati membri e a livello europeo.
Il ritardo dell'Europa nell'innovazione non è un ritardo scientifico o tecnologico; il problema deriva da una società che cerca di minimizzare i rischi a tutti i costi e che, pertanto, non è in grado di fornire le risorse finanziarie per lo sviluppo di nuove tecnologie che il mercato azionario americano mette a disposizione di chi osa, anche a rischio di perdere denaro. Elon Musk ne ha recentemente approfittato raccogliendo 75 miliardi di dollari alla Borsa di New York promettendo Marte e la Luna! Senza spingerci a tanto, gli europei devono, ora più che mai, accelerare il loro sostegno all'innovazione. Hanno ancora del lavoro da fare: lꞌintelligenza artificiale al prezzo del rischio; lꞌintelligenza per il bene comune puro e semplice!