Rassegna stampa - conflitto – Gaza, a cura di REDAZIONE ETICA A.c., 14 agosto 2025

 

EGITTO: IL #CAIRO CHIEDE CHIARIMENTI A ISRAELE SU DICHIARAZIONI DI NETANYAHU SULLA "GRANDE ISRAELE"

Il Cairo, 13 ago - (Agenzia_Nova) - L'Egitto ha chiesto chiarimenti al governo israeliano in merito alle dichiarazioni attribuite al primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo cui il leader israeliano avrebbe espresso fiducia nella visione di una "Grande Israele" comprendente parti di Giordania, Egitto, Siria e altri Paesi arabi. In una nota, il ministero degli Esteri egiziano ha condannato tali affermazioni, ritenendole un segnale di instabilità e un rifiuto dell'opzione di pace nella regione, con il rischio di alimentare l'escalation. Il Cairo ha ribadito la propria volontà di lavorare per una pace duratura in Medio Oriente, sottolineando che posizioni di questo tipo sono in contrasto con le aspirazioni delle parti regionali e internazionali che mirano a garantire sicurezza e stabilità a tutti i popoli dell'area.

 

LA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO CHIEDE CHE IL 'GENOCOST SIA RICONOSCIUTO

(DIRE) Roma, 14 ago. Il 2 agosto a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, si è tenuta una celebrazione per commemorare le vittime di quasi trent'anni di conflitto che interessano il paese e in particolare il nord-est. L'evento si è svolto alla presenza di istituzioni, cantanti e intellettuali, cittadini e famigliari delle vittime presso il Memoriale del genocidio, meglio noto come "Genocost Memorial". Infatti, in questa occasione, il presidente Felix Thisekedi ne ha approfittato per lanciare un appello alla comunità internazionale affinché riconosca il genocost, ossia il genocidio contro una popolazione motivato dalla necessità di appropriarsi delle sue risorse naturali e minerarie.

A coniare questo nuove termine - che non trova ancora riconoscimento al di fuori del Paese - è stata la Plateforme d'action des jeunes congolais (Cayp) che, col sostegno di numerose realtà della società civile, è riuscita intanto nell'impresa di far istituire, appena tre anni fa, la giornata nazionale del 2 agosto dedicata alle vittime del conflitto scoppiato a Goma nel 1998. Quel giorno, un gruppo ribelle attaccò il capoluogo del Nord Kivu, col sostegno di Ruanda e Uganda, innescando il conflitto ancora in corso. Report di organismi locali e dell'Onu stimano che 10 milioni di persone siano rimaste uccise, di cui solo 400mila inserite per il momento in un registro ufficiale. Il primo agosto, alla vigilia delle celebrazioni a Kinshasa, la Cayp insieme alla Ligue Internationale de Défense des Droits de la Femme Congolaise (Liddfc), ha diffuso un documento in cui sono esposte le ragioni per riconoscere il "genocost" a livello internazionale. Ma la Repubblica democratica del Congo non è il solo paese a chiedere che il riconoscimento di un genocidio subito. A esporre una "carrellata" di genocidi passati e presenti, presunti o accertati, sono Antonio Marchesi e Riccardo Noury nel saggio 'Genocidi', edito da Poeple. - Docente di diritto internazionale il primo e portavoce di Amnesty International il secondo, i due passano in rassegna la storia di tale concetto a partire dalla creazione della parola negli anni quaranta del secolo scorso, ad opera del giurista ebreo polacco Raphael Lemkin, per descrivere le persecuzioni che ebrei e vari gruppi etnici o sociali stavano subendo da parte delle Forze dell'Asse. Il neologismo è quindi parte del processo di pacificazione avviato all'indomani della Seconda guerra mondiale e di quello sforzo di attivare meccanismi che avrebbero garantito la convivenza tra Stati.

Il neologismo fu infatti adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e divenne la base della Convenzione sul genocidio del 1951, secondo cui l'atto genocidario si fonda sull'intenzione deliberata di distruggere uno dei gruppi protetti (nazionale, etnico, razziale o religioso). Lo sterminio di ebrei, rom, sinti, persone con disabilità o oppositori nei campi nazisti è un evento, dunque, chiave, ma non è un unicum. Lo precede il genocidio degli armeni nel 1915 ad opera dei nazionalisti turchi - che Ankara non ha mai riconosciuto -, degli Hazara

nell'Afghanistan di fine Ottocento, oppure dei popoli Herero e Nama nell'attuale Namibia a inizio Novecento, o anche lo "Holodomor", "il genocidio per fame" di cui venne accusata l'Unione sovietica del 1932 e il 1933 contro la popolazione dell'allora Repubblica sovietica di Ucraina. Ci sono poi quelli accertati, quelli in corso di giudizio e quelli mai accertati.

Nella prima categoria ricade il genocidio del Ruanda nel 1994 e quello di Srebrenica, nell'ex Jugoslavia, del 1995, quello perpetrato in Cambogia tra il 1975 e il 1979 contro i civili da parte dei khmer rossi o infine il genocidio degli Yazidi commesso dal gruppo Stato Islamico a partire dal 2014. In tutti e quattro i casi, i tribunali sono arrivati a condannare alcuni dei responsabili.

Tra gli eventi genocidari presunti ma mai accertati c'è lo sterminio dei curdi tramite armi chimiche in Iraq nel 1988, il massacro dei nativi Maya in Guatemala tra 1978 e il 1983, o anche la "sinizzazione" forzata dei tibetani da parte della Repubblica popolare cinese a partire dal 1950, che ha visto la distruzione dei templi tibetani e buddisti, il divieto di studiare la lingua e la cultura locale, l'incarcerazione degli oppositori e l'occupazione militare.

 

AMB. ISRAELE CRITICA OSS. ROMANO, NON DECIDIAMO CON LA BIBBIA

(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 13 AGO - Dure critiche da alcuni

esponenti del mondo ebraico sono espresse per l'articolo pubblicato dall'Osservatore Romano nei giorni scorsi a firma del biblista padre David Neuhaus che parlava dell'uso della Bibbia per giustificare i conflitti. L'ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Yaron Sideman, su "Middle East Forum" sottolinea che "la storia è piena di esempi di scritture religiose, di qualsiasi religione, usate al servizio del bene o manipolate per compiere il male. Forse l'esempio più eclatante di quest'ultimo è l'interpretazione perversa della religione da parte di gruppi islamici radicali - come Hamas, Iran ed Hezbollah – per giustificare i più orribili atti di violenza che commettono, in nome di Dio, contro qualsiasi gruppo di persone che non aderisca alla loro visione dell'Islam". Sideman ha citato come esempio le grida di "Allahu Akbar" (Dio è grande) dei terroristi di Hamas mentre uccidevano, violentavano, torturavano e rapivano il 7 ottobre 2023. "Quando Israele, tuttavia, prende decisioni in materia di sicurezza, i decisori non aprono una Bibbia e ne interpretano i testi, come potrebbe suggerire il signor Neuhaus.

Piuttosto, Israele adotta la migliore linea d'azione che ritiene necessaria per difendersi da minacce esistenziali molto concrete che gli vengono rivolte. Le polemiche religiose tra cristiani ed ebrei non sono né necessarie né pertinenti in questo caso", dice l'ambasciatore.

Nell'articolo del portale, nel quale è inserita questa riflessione dell'ambasciatore, si registrano critiche anche di altri esponenti e si definisce l'Osservatore Romano "noto per il suo antisemitismo" (ANSA).

 

LEADER ULTRAORTODOSSO CONTRO GOVERNO PER ARRESTO RENITENTI LEVA

Tel Aviv, 6 ago. (Adnkronos) - Il leader spirituale del partito ultra ortodosso Degel HaTorah ha accusato il governo israeliano di aver scatenato una guerra contro la comunità haredi, una branca dell'ebraismo ultraortodosso che si caratterizza per una interpretazione molto rigida delle scritture religiose, in seguito all'arresto di due renitenti alla leva haredi. Lo riporta il quotidiano Times of Israel.

"Lo Stato di Israele ha dichiarato guerra agli studenti delle yeshivot", scuole religiose ebraiche in cui si studiano principalmente il Talmud e la Torah. L'ebraismo haredi "si impegnerà in una lotta globale come mai prima d'ora", ha dichiarato un portavoce del rabbino Dov Landau, uno dei più importanti leader della corrente ultra-ortodossa "lituana".

Insieme al movimento hassidico AgudatYisrael, Degel HaTorah è una delle due fazioni del partito United Torah Judaism (YahadutHaTorah).

La dichiarazione di Lando è arrivata mentre si consultava con gli attivisti haredi nella sua casa di BneiBrak, nel centro di Israele, al fine di raggiungere "un consenso per una risposta" tra i vari sottogruppi haredi.

Parlando ad una conferenza rabbinica a BneiBrak la scorsa settimana, Lando ha avvertito che se le autorità israeliane cominceranno ad arrestare gli studenti delle scuole religiose per evasione della leva, la comunità Haredi "farà tremare il mondo, con tutta la nostra forza e il nostro cuore" e che il governo si troverà di fronte "a un ebraismo Haredi unito e globale, che lotta per la sua anima".

 

GLI ULTRA-ORTODOSSI ISRAELIANI GIURANO DI RESPINGERE DOPO L'ARRESTO DEGLI STUDENTI

(ANSA-AFP) - ROMA, 07 AGO - La comunità ebraica ultra-ortodossa di Israele si è impegnata a resistere alle mosse del governo per chiamare gli studenti del seminario al servizio militare giovedì, mentre i manifestanti sono scesi in strada per protestare contro l'arresto di due obiettori.

"Le autorità dovranno affrontare un ebraismo ultra-ortodosso globale unito che combatte per la sua anima", ha detto il leader spirituale degli ebrei ultra-ortodossi di origine europea, il rabbino Dov Landau, al principale giornale della comunità, Yated Neeman, sotto il titolo in prima pagina "Guerra".

L'esenzione di molti uomini ultra-ortodossi dal servizio militare svolto da altri ebrei è stata a lungo una questione controversa in Israele, ma lo è diventata ancora di più man mano che la guerra di Gaza si è trascinata, mettendo a dura prova i riservisti dell'esercito.

Il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu ha fatto affidamento sul sostegno di due partiti ultra-ortodossi per la sua maggioranza in parlamento.

Ma la sua incapacità di approvare una nuova legislazione per dare agli studenti di seminario a tempo pieno l'esenzione continua dal servizio militare ha messo alla prova questo sostegno.

Entrambi i partiti ultra-ortodossi hanno ritirato i loro ministri dal governo, mentre uno ha smesso di sostenerlo anche in parlamento.

La comunità ultra-ortodossa rappresenta il 14% della popolazione ebraica di Israele, circa 1,3 milioni di persone e circa 66.000 uomini in età militare hanno beneficiato ogni anno di esenzioni.

L'esercito israeliano ha annunciato all'inizio di luglio che decine di migliaia di ordini di coscrizione sarebbero stati inviati agli ebrei ultra-ortodossi.

All'inizio di questa settimana, le autorità hanno arrestato due fratelli, entrambi studenti di seminario a tempo pieno, dopo che non hanno ascoltato i documenti di convocazione.

Giovedì sera, a Gerusalemme, manifestanti ebrei ultra-ortodossi si sono riuniti per protestare contro gli arresti, con la polizia che ha poi usato cannoni ad acqua per disperdere la folla.

 

GAZA: 265 GIORNALISTI UCCISI, +32% MORTI PER FAME

(9Colonne) Roma, 11 ago - "Oggi Gaza ha perso non solo cinque professionisti dell'informazione, ma cinque occhi sul mondo, cinque voci che raccontavano la verità e che sono state messe a tacere con la violenza," così il presidente onorario della co-mai (comunità del mondo arabo in Italia) e presidente dell'umem (unione medica euromediterranea) nonché a nome dei rispettivi consigli direttivi. Le vittime sono: anas al-sharif, corrispondente; mohammedqreiqa, corrispondente; ibrahimzaher, cameraman; moamenalouwa, cameraman; mohammednoufal, autista. Tutti assassinati mentre documentavano la tragedia quotidiana della popolazione civile di gaza.

Dal 7 ottobre 2023, gaza è diventata la zona di guerra più mortale al mondo per i giornalisti. I nostri giornalisti e medici segnalano oltre 265 tra giornalisti, cameraman e operatori dei media uccisi, la maggior parte palestinesi. Mai, nella storia recente, la libertà di stampa ha subito un colpo così devastante. In molti casi, le vittime indossavano chiaramente giubbotti con la scritta "press" o si trovavano nelle proprie abitazioni insieme alle famiglie. Questa non è una tragica casualità: è un attacco deliberato alla documentazione indipendente, per oscurare la verità e controllare la narrazione. "Uccisi dentro le loro tende mentre erano a lavoro: orrore senza fine" prosegue Aodi, medico, giornalista internazionale ed esperto di salute globale, direttore dell'aisc - agenzia internazionale di informazione senza confini, e ancora come membro del registro esperti fnomceo, quattro volte consigliere dell'omceo di Roma e docente dell'università di Tor vergata. "Questi cinque colleghi sono morti mentre si trovavano al lavoro, sotto la loro tenda. È Un triste e drammatico record mondiale per le uccisioni, senza considerare i numerosi giornalisti feriti. Nello stesso tempo, più di 1.280 Professionisti della sanità sono stati uccisi, tra medici, infermieri e operatori sanitari. Per quanto riguarda l'impegno di co-mai, aisc news e umem, questo non nasce oggi e nemmeno ieri: nasce dal 2008, anno in cui è nata la comunità del mondo arabo in Italia, impegnata quotidianamente a favore della verità, della solidarietà, del dialogo e della pace. Un impegno portato avanti senza mai perdere l'equilibrio del linguaggio, nel rispetto reciproco e nella lotta costante contro antisemitismo, islamofobia e ogni forma di discriminazione religiosa. Ripetiamo: la questione non è religiosa, la questione è politica. Lo ribadiamo fin dal 2000 con l'impegno di amsi, associazione medici di origine stranieri in italia, a favore dei diritti umani, del diritto alla salute, dei corridoi sanitari e delle emergenze in tutti i conflitti che abbiamo seguito. Abbiamo seguito tutte le crisi internazionali e le emergenze umanitarie, senza distinzioni. Il nostro appello al mondo politico italiano ed europeo è chiaro: non dividetevi tra tifosi di una parte o dell'altra. Dobbiamo tifare tutti per la pace, per il dialogo, per la verità e per salvare i bambini e le donne civili: questo è ciò che conta davvero. La storia giudicherà chi ha avuto ".Parallelamente alla guerra contro l'informazione, gaza affronta una crisi umanitaria senza precedenti: 217 morti per fame accertati negli ultimi mesi, di cui 100 bambini; un aumento del 32% rispetto al periodo precedente; quasi 12.000 Bambini sotto i cinque anni in condizioni di malnutrizione acuta. Centinaia di migliaia di persone sono senza accesso regolare ad acqua potabile, cure mediche e cibo. Gli ospedali, già al collasso per la mancanza di carburante e medicinali, operano in condizioni estreme e sotto il costante pericolo di bombardamenti. Medici e infermieri lavorano sotto minaccia costante, molti cadendo vittime insieme ai pazienti. L'appello di Aodi alla comunità internazionale: "ci inchiniamo davanti al sacrificio dei colleghi di al jazeera e di tutti i giornalisti, operatori sanitari, donne, bambini e civili uccisi in questa guerra che nega diritti, voci e vite. Questi crimini non possono essere normalizzati né dimenticati: ogni silenzio complice e ogni ritardo della comunità internazionale è una condanna a morte per altri innocenti. Non si può parlare di difesa o di sicurezza quando a morire sono coloro che curano, informano, salvano vite e raccontano la realtà. Esprimiamo la nostra solidarietà più profonda alle famiglie e alle comunità colpite e rivolgiamo un appello urgente: aprite i valichi senza condizioni, garantite corridoi umanitari permanenti e sicuri, proteggete chi testimonia la verità e chi cura i feriti, fermate la carestia e il massacro. Non chiediamo carità, chiediamo il rispetto del diritto internazionale e della dignità umana. La storia giudicherà duramente chi oggi resta a guardare e chi, potendo intervenire, ha scelto di voltarsi dall'altra parte.". Le conclusioni di Aodi: "rivolgo un appello all'ordine dei giornalisti, in qualità di collega giornalista, e alla fnomceo, in qualità di medico, così come agli esponenti dei vari albi professionali. Chiedo di far sentire la propria tutela nei confronti di giornalisti, professionisti della sanità e rivolgo il mio appello a tutti gli altri ordini professionali sanitari, poiché tra le vittime e i soggetti a rischio ci sono infermieri, psicologi, fisioterapisti e molte altre figure professionali".

 

RABBINO WEISZ AL PAPA, 'FERITI DA ASSOCIAZIONE GAZA E UCRAINA SENZA DISTINZIONE MORALE'

Inviata lettera a Leone XIV

Tel Aviv, 10 ago. (Adnkronos) - Il rabbino Eliezer Simcha Weisz, uno dei membri del Gran rabbinato di Israele ha scritto a Papa Leone XIV esprimendo preoccupazione per le recenti dichiarazioni del Pontefice su Gaza e Ucraina. "L'istinto a mostrare compassione per coloro che soffrono è ammirevole e profondamente umano. Tuttavia, citando Gaza e Ucraina insieme - senza tracciare una distinzione morale, e senza alcun riferimento agli ostaggi israeliani ancora detenuti da Hamas - molti nel mondo ebraico hanno sentito una equivalenza dolorosa che ci ha profondamente ferito", ha scritto Weisz mercoledì, come riferisce oggi il 'Times of Israel'. Il riferimento è alle parole pronunciate dal Papa in occasione del Giubileo dei giovani, la scorsa settimana.

"Non dobbiamo mai consentire che la compassione per una persona arrivi al costo della giustizia per un'altra. Tutte le persone che soffrono meritano preghiere, ma non tutte le sofferenze sono causate dalle stesse mani, e neanche tutti i conflitti devono essere descritti negli stessi termini", ha aggiunto Weisz, denunciando che "in un momento in cui una volta di nuovo si diffonde l'antisemitismo, nelle strade delle capitali occidentali, nelle università, e tragicamente anche in alcune chiese, la chiarezza morale è più essenziale che mai. L'assenza di empatia per le vittime israeliane, in modo particolare per quelle ancora sequestrate, invia un messaggio doloroso e rischia di danneggiare il percorso di riconciliazione fatto dalla Nostra Aetate", ha concluso Weisz, riferendosi alla dichiarazione di cui ricorre il 60esimo anniversario che respinge la nozione di una colpa collettiva degli ebrei per la crocifissione di Gesù e chiede il dialogo fra le fedi.

 

ISRAELE: RABBINO PENDEL, CHIEDIAMO AL GOVERNO DI ANNETTERE LA STRISCIA DI GAZA

Gerusalemme, 11 ago - (Agenzia_Nova) - Il rabbino Rabbi David Pendel, direttore della scuola yeshiva per studenti ultraortodossi AfikeiDa'at, nella cittadina israeliana di Sderot, nota per combinare lo studio della Torah con il servizio militare nell'ambito del movimento religioso-sionista, ha chiesto al governo israeliano l'annessione della Striscia di Gaza e il ripristino degli insediamenti ebraici. Lo ha annunciato lo stesso Pendel con una lettera pubblica indirizzata al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e pubblicata dal profilo X della radio delle Forze di difesa d'Israele (Idf). "La vittoria nella campagna di Gaza non si esaurisce con la distruzione delle capacità terroristiche e la restituzione degli ostaggi", ha commentato Pendel aggiungendo che "l'obiettivo sostanziale di lungo termine deve essere l'occupazione completa della Striscia, la promozione dell'immigrazione 'nemica' e il ripristino degli insediamenti ebraici". Il leader religioso ha poi invitato l'esecutivo israeliano a ripensare la propria "percezione politica" nei confronti di Gaza. "Chiediamo che il primo ministro e i ministri del gabinetto cambino la percezione politica nei confronti della Striscia e la considerino parte inseparabile dello Stato di Israele", ha osservato Pendel.

 

Infine, il capo religioso ha enfatizzato quanto importante sia per la futura sicurezza di Israele ottenere un controllo completo sull'enclave palestinese, eliminando il movimento islamista palestinese Hamas. "Gaza è una parte inscindibile della terra d'Israele. Rinunciarvi sarebbe un disastro morale, di sicurezza e nazionale" ha spiegato Pendel precisando che "solo un attacco frontale ad Hamas può costituire per Israele il vero deterrente per annullare la presenza di un'entità' ostile vicina ai propri confini".

 

 

GLI EBREI AMERICANI DONANO 25MILA DOLLARI ALLA CHIESA DI GAZA

La donazione dell'Ajc tramite il cardianle di New York, Dolan (ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 06 AGO - L'American Jewish Committee, l'organizzazione globale di difesa dei diritti del popolo ebraico, con tradizionali buoni rapporti in Vaticano, ha annunciato nei giorni scorsi una donazione di 25mila dollari al fondo umanitario per la riabilitazione della Chiesa della Sacra Famiglia e della comunità di Gaza.

La donazione sarà devoluta all'Arcidiocesi di New York per facilitare la distribuzione dei fondi dedicati.

"Siamo profondamente addolorati per le morti, i feriti e i danni strutturali alla Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza e siamo solidali con i nostri fratelli e sorelle cattolici", ha dichiarato il Ceo dell'AJC, Ted Deutch. "Preghiamo per la piena guarigione dei feriti e per la sicurezza di tutte le persone colpite dalla devastazione della guerra", ha aggiunto.

La chiesa cattolica di Gaza ha subito danni strutturali e tre morti oltre a numerosi feriti il 17 luglio 2025. Secondo un'inchiesta dell'Idf "la chiesa è stata colpita accidentalmente a causa di una deviazione involontaria di munizioni".

 

"Sulla scia di questa tragedia, vogliamo essere al fianco dei partner cattolici che sono stati al fianco del popolo ebraico nei momenti di bisogno. Insieme, come cristiani ed ebrei, possiamo affermare la comune umanità di tutti", ha affermato il rabbino Noam Marans, direttore degli Affari Interreligiosi dell'Ajc.

L'Ajc, si legge anche sul sito dell'organizzazione ebraica, "è grata al nostro caro amico arcivescovo di New York, il Cardinale Timothy Dolan, all'Arcidiocesi di New York e alla Catholic Near East Welfare Association per il loro aiuto nel consentire all'AJC di fare ciò che è giusto e coerente con i valori ebraici. L'arcidiocesi di New York faceva parte di una coalizione interreligiosa che ha fornito fondi per aiutare a ricostruire una casa danneggiata il 7 ottobre 2023 nel Kibbutz Kfar Aza".

 

"Apprezziamo l'espressione di conforto e sostegno dell'Ajc – ha detto da parte sua lo stesso card. Dolan - e siamo grati per l'opportunità di fare del bene insieme, come ebrei e cattolici, in questo modo, per portare un po' di luce nell'oscurità della guerra".

 

ISRAELE: COMANDANTE CENTCOM KURILLA IN VISITA AL MURO DEL PIANTO A GERUSALEMME

Gerusalemme, 01 ago - (Agenzia_Nova) - Il generale Erik Kurilla, a capo del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), ha fatto visita, questa mattina, al muro del pianto a Gerusalemme, in Israele, accolto dal rabbino Shmuel Rabinowitz e dal direttore generale della Western Wall

Heritage Foundation, Mordechai Eliav. Lo riferisce il sito web israeliano "Jewish Daily News", secondo cui Rabinowitz e Eliav hanno ringraziato Kurilla per la sua "ferma e determinata posizione a favore dello Stato di Israele", illustrando al generale "l'importanza che questo luogo riveste come centro di preghiera e speranza, in particolare nei giorni difficili che lo Stato ebraico sta vivendo oggi".

Durante la visita, i due hanno pregato insieme "per il successo degli eserciti israeliano e statunitense, per la sicurezza dei soldati e delle forze di sicurezza e per il ritorno degli ostaggi detenuti dal movimento islamista palestinese Hamas nella Striscia di Gaza".

 

Rassegna stampa – antisemitismo, a cura di Redazione ETICA A.c., 14 agosto 2025

 

GAZA: NETANYAHU, "ISRAELE IN PRIMA LINEA CONTRO LA BARBARIE, PROPAGANDA DI HAMAS ACCOLTA NEI CAMPUS USA"

Gerusalemme, 13 ago - (Agenzia_Nova) - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rivendicato il ruolo di Israele nella lotta contro "la barbarie" e "la ferocia", denunciando al contempo quella che definisce "la propaganda di Hamas" accolta da parte di movimenti pro-palestinesi in diversi campus universitari statunitensi. Intervenendo a un evento del network statunitense "Newsmax" a Gerusalemme, Netanyahu ha affermato che "alcuni sono caduti vittime delle menzogne di Hamas e le hanno seguite, abboccando completamente", sottolineando come, nonostante le "azioni terroristiche" del movimento palestinese, "molti studenti negli Stati Uniti si schierano con Hamas". Il premier ha ringraziato il presidente Usa Donald Trump per il sostegno e ha ribadito che "la maggior parte degli americani riconosce che Israele difende gli stessi valori dell'America" e che "stiamo combattendo i barbari alle porte". Netanyahu ha poi fatto riferimento all'attacco dello scorso mese nella città siriana di Suwayda, roccaforte della comunità drusa, denunciando "atrocità" contro civili, inclusi omicidi, stupri e torture, attribuiti a "fanatici" non meglio precisati. Descrivendo le immagini di un video diffuso online, ha parlato di "atti di inaudita crudeltà" compiuti contro un ferito, affermando che tali episodi mostrano "la barbarie contro cui Israele combatte a nome della civiltà occidentale". Il primo ministro ha concluso chiedendo di "mobilitare tutte le forze che vogliono difendere la nostra civiltà comune contro la distorsione della verità che minaccia il nostro futuro".

 

SPAGNA: LEADER PODEMOS BELARRA, UN ONORE ESSERE ACCUSATA DI ANTISEMITISMO

Madrid, 14 ago - (Agenzia_Nova) - La segretaria generale di Unidas Podemos, Ione Belarra, ha definito "un onore" essere additata dagli Stati Uniti per istigazione antisemita. "È un onore essere additati dagli Stati Uniti, il principale Paese responsabile insieme a Israele del genocidio contro il popolo palestinese e della promozione violenta di regimi antidemocratici in tutto il mondo", ha scritto l'ex ministra dei Diritti sociali spagnola in un messaggio su X. Il dipartimento di Stato Usa, nel rapporto annuale sui diritti umani pubblicato martedì scorso, ha denunciato che il 3 giugno 2024 Belarra aveva organizzato alla Camera bassa un evento intitolato "Difesa della Palestina e criminalizzazione in Europa", durante il quale – secondo Washington - gli oratori invitati "hanno glorificato l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele" e affermato che Israele "non ha diritto di esistere".

All'iniziativa, ospitata al Congresso dei deputati, avevano preso parte due attivisti filopalestinesi.

 

REGNO UNITO: RAPPORTO USA SU DIRITTI UMANI, SITUAZIONE PEGGIORATA NEL 2024

Washington, 13 ago - (Agenzia_Nova) - La situazione dei diritti umani nel Regno Unito è "peggiorata" nel 2024. Lo si legge nel "Country reports on human rights practices" pubblicato martedì 12 agosto dal Dipartimento di Stato Usa, secondo cui nel Paese si registrano "significative questioni in materia di diritti umani", tra cui "rapporti credibili su restrizioni significative alla libertà di espressione" e "crimini, violenze o minacce di violenza motivati da antisemitismo" in seguito all'attacco del movimento islamista palestinese Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023. Il documento, che analizza i "diritti individuali, civili, politici e dei lavoratori sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e da altri accordi internazionali", rileva che pur garantendo in linea generale la libertà di parola, nel Regno Unito esistono "aree specifiche di preoccupazione" legate a "restrizioni al discorso politico considerato 'offensivo' o 'di odio'".

 

USA: TRUMP VUOLE CONTROLLO SU MUSEI SMITHSONIAN, 'PER RISTABILIRE VERITÀ STORICA'

Washington, 13 ago. (Adnkronos) - Donald Trump apre un altro fronte della sua guerra culturale per imporre la sua visione della storia e della società americana, e questa volta prende di mira lo Smithsonian, il complesso museale che comprende 21 musei, 14 centri di ricerca e il National Zoo. In una lettera inviata dalla Casa Bianca ai vertici dell'istituzione di fama mondiale, che è un'entità indipendente ma riceve consistenti finanziamenti federali, si afferma che verrà avviata un’approfondita revisione delle mostre, collezioni e iniziative in corso e in vista del 250esimo anniversario della nascita dello Smithsonian, una revisione orientata all'ordine esecutivo firmato da Trump per "ristabilire verità e sanità nella storia americana".

"Questa iniziativa è tesa ad assicurare l'allineamento con la direttiva di celebrare l'eccezionalità americano, rimuovere narrative divisive e di parte e ristabilire la fiducia nelle nostre condivise istituzioni culturali", si legge nella lettera inviata ieri a Lonnie Bunch, storico, che è il primo afroamericano nominato alla guida dello Smithsonian.

Come è stato fatto con le università accusate di antisemitismo, nella lettera vengono imposti ultimatum, 30 giorni, per fornire le informazioni riguardo alle mostre e iniziative, ed in tutto 120 per "applicare le correzioni necessarie, sostituire linguaggio divisivo o ideologico con descrizioni storicamente accurate e costruttive da didascalie, pareti didattiche, schede digitali e altro materiale destinato al pubblico". A sottolineare come la mossa rientri nella guerra culturale dichiarata a quella che la destra americana definisce l'ideologia woke, e in particolare la critical race theory che studia il razzismo sistemico nella società americana, tra i primi otto musei che saranno sottoposti alla revisioni vi sono, oltre museo nazionale di storia americano, quello della storia e cultura afroamericana e quello degli indiami americani. In una seconda fase, precisa la lettera, verrà avviata la revisione, che prevede anche "visite di controllo" per assicurare che i musei rappresentino "l'unità, il progresso e i valori duraturi che definiscono la storia americana, anche per gli altri musei e istituti del sistema.

Dopo che la Casa Bianca ha pubblicato il testo della lettera, un portavoce dello Smithsonian ha affermato "il profondo impegno per l'eccellenza accademica, la ricerca rigorosa e la presentazione accurata e basata sui fatti della storia". "Analizzeremo la lettera con questo impegno in mente e continueremo a collaborare in modo costruttivo con la Casa Bianca, il Congresso e il nostro Board", ha concluso.

La mossa della Casa Bianca arriva dopo che nei mesi scorsi si sono già registrate tensioni tra la Casa Bianca e l'istituzione, in particolare per il tentativo di Trump di licenziare la direttrice della National Portrait Gallery, Kim Sajet accusata di essere "fortemente di parte e grande sostenitrice dei Dei", gli odiati programmi per tutelare diversità e inclusione. Il Board replicò ricordando che solo il segretario dello Smithsonian può assumere e licenziare, ma alla fine Sajet ha lasciato l'incarico volontariamente. E il Board a giugno aveva già ordinato a Bunch di avviare una revisione, anche per quanto riguarda i vertici dei musei, per garantire "contenuti non di parte" e riferire di "eventuali cambiamenti di personale necessari".

 

FDI: GDF INDAGHI SU COPIE CORANO SPEDITE GRATUITAMENTE A DOMICILIO

(9Colonne) Roma, 13 ago - "Apprendiamo dalla stampa notizie preoccupanti che riguardano l'islamizzazione in Europa e, in particolare, in Italia. Migliaia di copie del Corano tradotte in italiano spedite ad altrettante migliaia di persone che ne fanno richiesta. Il caso riguarda Hamza Roberto Piccardo, uno dei fondatori dell'Ucoii, che ha rilanciato questa iniziativa dalla pagina social del Centro Culturale Islamico di Genova, quello che fa riferimento anche a Mohamed Hannoun, uomo ritenuto vicino ad Hamas. Le copie verrebbero inviate gratuitamente, in cambio di una donazione. Sappiamo quanto sia costoso produrre libri e spedirli: come fa, quindi, un libro che ha numeri da best seller a reggersi solo su piccoli contributi volontari? Chiediamo alla Guardia di Finanza di fare degli accertamenti in attesa di depositare un'interrogazione parlamentare a settembre". Lo dichiarano i senatori di Fratelli d'Italia Lucio Malan, Ester Mieli, Carmela Bucalo, Marco Scurria, Raffaele Speranzon, Giulio Terzi, membri della Commissione straordinaria intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all'odio e alla violenza.


AMICI ISRAELE 'USO IMPROPRIO CELEBRAZIONI LIBERAZIONE FIRENZE'

(ANSA) - FIRENZE, 12 AGO - "Profonda preoccupazione per l'uso improprio delle celebrazioni cittadine dedicate alla Liberazione di Firenze, trasformate, come accade continuamente, nel megafono della causa palestinese" è stata espressa dall'associazione fiorentina Amici di Israele attraverso il suo presidente Kishore Bombaci.

"L'11 agosto è una giornata di memoria condivisa e di unità civile per la città di Firenze - dichiara Bombaci - ma è stata trasformata nell'ennesima occasione per fare propaganda spiccia su quando accade a Gaza. Oltre al fatto che la Liberazione di Firenze fu la sconfitta del nazifascismo e di tutte le ideologie di odio, ed è fuori luogo che sia stata oscurata e ridotta a palcoscenico dove mettere in scena l'odio contro il popolo israeliano". L'associazione sottolinea "il grande controsenso storico, in antitesi con i valori trasmessi dalla celebrazione, dati i legami diretti fra il nazismo e leader arabi della Palestina Mandataria che avevano come comun denominatore proprio l'antisemitismo". "Puntare sulla verità storica - prosegue Bombaci - non è solo sinonimo di onestà intellettuale. È un dovere delle istituzioni, a partire dal sindaco, il quale dovrebbe conoscere la storia e quindi impedire che eventi simbolo dell'antifascismo diventino strumento di una propaganda che legittima, seppure indirettamente, organizzazioni terroristiche". Amici di Israele chiede "quindi alle autorità cittadine uno sforzo maggiore per preservare la verità assicurando che ogni vittima della violenza e del terrorismo riceva pari rispetto e dignità, comprese le vittime israeliane del 7 ottobre e gli ostaggi ancora prigionieri a Gaza".

 

USA: RAPPORTO DIRITTI UMANI, ITALIA SENZA VARIAZIONI, GOVERNO "CREDIBILE" IN CONTRASTO A VIOLAZIONI

Washington, 12 ago - (Agenzia_Nova) - La situazione dei diritti umani in Italia non ha subìto variazioni "significative" nel corso del 2024, e il governo ha adottato "misure credibili" per identificare e sanzionare i funzionari che hanno commesso eventuali abusi. Lo si legge nel "Country Reports on Human Rights Practices" pubblicato oggi dal Dipartimento di Stato Usa. Il documento, che sottolinea l'impegno dell'esecutivo nell'applicazione delle normative che tutelano le libertà fondamentali, passa in rassegna la casistica - ridotta - di possibili violazioni, soprattutto nel campo del diritto del lavoro. Più approfondito il capitolo riguardante la Protezione ai rifugiati: il governo, si legge nel testo, "ha collaborato con l'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e altre organizzazioni umanitarie nel fornire protezione e assistenza ai rifugiati, ai rifugiati che ritornano o ai richiedenti asilo, nonché ad altre persone in situazioni di allarme". Al tempo stesso, il rapporto cita tra le altre cose, le denunce fatte da organizzazioni non governative e osservatori indipendenti circa "difficoltà'" nella concessione dell'asilo, tra cui "incoerenze nell'applicazione degli standard nei centri di accoglienza". Il documento cita inoltre il Rapporto annuale sull'antisemitismo in Italia, compilato dalla Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea, nel quale si descrive "il forte aumento (quasi il doppio) degli atti antisemiti, rispetto al 2023", anno in cui - a seguito dell'attacco di Hamas del 7 ottobre, si era già registrato un incremento sostanziale delle denunce. "Sono stati segnalati commenti e azioni antisemite, tra cui violenza fisica contro gli ebrei, vandalismo contro affari e sinagoghe di proprietà ebraica e pubblicazione di materiale antisemita su Internet. La premier Giorgia Meloni ha affermato in più occasioni che l'antisemitismo è inaccettabile e non sarà tollerato".

 

STOP GENOCIDIO', LA CAMPAGNA DI 3 ASSOCIAZIONI EBRAICHE IN ITALIA

LABORATORIO ANTIRAZZISTA A 'DIRE': OCCIDENTE FERMI LA CATASTROFE

(DIRE) Roma, 12 ago. - "La campagna di distruzione di Israele a Gaza è arrivata a nuovi picchi di orrore: due milioni di persone che vivono a due ore di auto da Tel Aviv sono minacciate dalla morte per fame, e l'Occidente continua a offrire armi e copertura diplomatica. Spesso usando la retorica che accusare Israele dei crimini che sta commettendo sarebbe antisemitismo. Per questo come gruppi ebraici abbiamo voluto dire forte e chiaro che è urgente opporre la massima pressione possibile per fermare Israele". Lo dichiara all'agenzia Dire il Laboratorio ebraico antirazzista (L3a), tra le tre realtà di cittadini ebrei ed ebree in Italia - Tikkun e Indifferenti Mai - che hanno deciso di fare squadra e lanciare oggi la campagna 'Voci ebraiche dicono stop al genocidio - Israele distrugge e affama Gaza. Il sostegno europeo deve cessare'.

La relativa locandina con le scritte gialle e bianche su campo rosso ha anche occupato un'intera pagina dell'edizione odierna del quotidiano Il Manifesto.

L'iniziativa cade mentre a Gaza, come ogni giorno dal 7 ottobre 2023, si fa la conta di morti e feriti: 89 le vittime nelle ultime 24 ore, 67 dall'alba, come riferisce il ministero della Sanità della Striscia. Trentuno sono rimasti uccisi nel tentativo di andare a ritirare gli aiuti presso i centri di distribuzione israelo-statunitensi. Oltre 500 persone sono ferite. Questo mentre continuano ad arrivare condanne per il "piano di occupazione" della Striscia annunciato dal premier Benjamin Netanyahu, che nei fatti sarebbe un piano di annessione: l'ultima arriva dall'Arabia Saudita, che ha denunciato pulizia etnica e il crimine di affamamento che il governo di Tel Aviv starebbe portando a termine a Gaza A questo si aggiunge nelle ultime ore un "appello urgente" a Israele ad aprire all'ingresso degli aiuti umanitari da Regno Unito, Canada, Australia, Giappone e 23 Paesi dell'Unione europea, tra cui l'Italia. Mancano però le firme di Germania e Ungheria.

La Hind Rajab Foundation e il Palestinian Centre for Human Rights hanno invece annunciato che presenteranno un esposto alla Corte penale internazionale, all'indomani del raid condotto da Israele su una tenda di giornalisti a Gaza, in cui sono morti sei operatori dell'informazione.

Con la Dire, il Laboratorio ebraico antirazzista prosegue: "Noi tre associazioni abbiamo identità diverse, ma siamo unite nel denunciare e chiedere di fermare il genocidio a Gaza, oltre che nel sollecitare la fine del sostegno - da parte delle istituzioni e anche delle aziende italiane ed europee - a questa situazione catastrofica".

La campagna, che sarà diffusa online, tramite i media e i social network, ha già ricevuto il sostegno di Assopace Palestina. Ancora alla Dire la sua presidente Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo, commenta: "Questa presa di posizione di ebrei italiani ed europei è di straordinaria importanza. I tre movimenti L3a, Tikkun e Mai indifferenti, pur avendo analisi diverse sullo Stato di Israele, hanno trovato l'unità e una voce unica per dire 'fermate il genocidio, basta fame e distruzione per Gaza'. Dobbiamo continuare insieme per la fine dell'occupazione militare, dell'apartheid affinché dal fiume al mare tutti e tutte siano liberi e uguali", conclude.

 

EBREI AGGREDITI A VENEZIA, ROJC 'NO A SILENZIO SU ANTISEMITISMO'

'Netanyahu niente a che fare con chi aizza cane contro turisti'.

(ANSA) - TRIESTE, 11 AGO - "Non possono passare sotto silenzio questi episodi di schietto razzismo antisemita.

Venezia, primo ghetto d'Europa e uno dei luoghi della cultura ebraica d'Italia, non può diventare un posto in cui persone vengono aggredite perché portano i segni della loro religione.

Spero si colga la gravità di quanto accaduto, che nei fatti di Palestina non trova nessuna ragione o scusa. C'è un seme che aspetta solo di trovare terreno fertile e di essere innaffiato per attecchire e germogliare ancora". La senatrice Tatjana Rojc (Pd) condanna l'aggressione contro due turisti americani di religione ebraica, avvenuta ieri notte a Venezia, nella zona di Rialto.

Per Rojc, "la condanna del perverso piano per Gaza del governo Netanyahu, la mobilitazione di una parte della società civile israeliana con in testa le famiglie degli ostaggi, gli sforzi per fermare la strage nella Striscia, tutto ciò non ha niente a che fare con chi aizza un cane contro una coppia di turisti. Attenzione - conclude la senatrice - perché si comincia con gli ebrei".

 

GB: 600MILA PERSONE ADERISCONO IN POCHI GIORNI A LISTE PER IL NEWPARTY DI CORBYN E SULTANA

I due parlamentari indipendenti, ex membri del Partito Laburista, progettano un partito alternativo Londra, 7 ago. (Adnkronos).

Un nuovo partito all'orizzonte nel Parlamento inglese? A fine luglio Jeremy Corbyn e Zarah Sultana, parlamentari indipendenti ed ex membri del Partito Laburista britannico, hanno annunciato il progetto di creare un nuovo partito di sinistra, alternativo ai laburisti, e invitato i possibili elettori a iscriversi al sito yourparty.uk. In pochi giorni sono arrivate 600mila adesioni. Ne dà notizia l'agenzia internazionale Pressenza, che ricorda come non sia la prima volta che Corbyn suscita una simile risposta. Tra il '15 e il '20, quando era leader del Partito Laburista, c'è stato un enorme aumento del numero di iscritti, soprattutto giovani, in un'atmosfera di rinnovamento e fervore che non si vedeva da tempo, tanto che alle elezioni del '17 i laburisti ottennero quasi 13 milioni di voti.

Corbyn ha dovuto però affrontare "un'aspra battaglia interna scatenata dall'ala destra del partito, che non gli ha mai perdonato le sue posizioni 'troppo' a sinistra", sostengono i commentatori inglesi. A cui si è aggiunta una campagna di "degradazione, manipolazione e calunnie da parte di molti media": l'accusa di antisemitismo ha poi assunto un ruolo centrale, tanto che nel 2020 Corbyn è stato sospeso dal partito e nel '24 perfino espulso. Fatto che non gli ha impedito di ottenere una vittoria schiacciante nel suo storico collegio di Islington North, che nel '24 lo ha eletto come indipendente.

Obiettivo di Corbyn e Sultana è "costruire una vera alternativa alla povertà, alla disuguaglianza e alla guerra", un nuovo tipo di partito politico, legato alle comunità, ai sindacati e ai movimenti sociali.

L'appuntamento è stato fissato in settembre, quando si terrà una conferenza inaugurale per definire nome e proposte del neo partito.

Punti chiave saranno la ridistribuzione della ricchezza e maggiori tasse per i ricchi, servizio sanitario nazionale libero dalla privatizzazione, nazionalizzazione di energia, acqua, ferrovie e poste, opposizione ai giganti dei combustibili fossili, fine della complicità con il genocidio a Gaza e giustizia per il popolo palestinese. Una prospettiva contrapposta a quella indicata dalle scelte del governo Starmer.

Una politica aperta alla speranza, che non deve suscitare paure. Corbyn denuncia il fallimento laburista, dopo le speranze suscitate         dalla vittoria elettorale dell'anno scorso, ma sottolinea anche "la risposta di sindacati e attivisti antirazzisti, pacifisti e ambientalisti e soprattutto "il bisogno di "una visione politica guidata dalla speranza e non dalla paura".

A questo proposito ricorda che migranti e minoranze non sono i responsabili degli attuali problemi sociali, come il governo Starmer e il partito razzista ReformUk vogliono far credere. Questi problemi sono invece "causati da un sistema economico e politico che protegge gli interessi di miliardari e grandi aziende a scapito della maggioranza della popolazione".

Come difensore della pace e del disarmo, Corbyn è stato presente a Hiroshima e Nagasaki per l'ottantesimo anniversario della loro distruzione a causa dell'atomica sganciata dagli Stati Uniti. "Siamo tutti esseri umani in un solo pianeta e dobbiamo costruire un futuro di pace per tutti" ha scritto quindi sulla sua pagina Facebook. Sottolineando quali dovrebbero essere, a suo avviso, i temi fondamentali: pace, disarmo, diritti umani e ambiente.

Rassegna stampa – Shoah a cura di redazione ETICA A. c., 14 agosto 2025

RAI: LE RAGAZZE, DONNE DI GENERAZIONI DIVERSE SI RACCONTANO

(ANSA) - ROMA, 06 AGO - Donne di generazioni diverse raccontano la loro vita: hanno avuto vent'anni negli anni '40, '50, '60, '70, '80 o '90. Sono diventate famose o sono donne sconosciute, le loro storie si intrecciano e ci raccontano una storia più ampia, quella di tutti noi, dagli anni '40 a oggi.

Domani alle 21.20 su Rai Premium (canale 25 del digitale terrestre) nuovo appuntamento con "Le Ragazze", il programma di Rai Cultura condotto da Francesca Fialdini.

Ad aprire la prima puntata sarà la decana Marisa Mariotti, nata il 14 marzo 1934 a Cintolese, una piccola frazione di Monsummano Terme in provincia di Pistoia, a pochi passi dal padule di Fucecchio, la più estesa palude interna italiana, teatro nel 1944 di un eccidio nazista in cui furono trucidati 174 civili. La famiglia vive in campagna in condizioni molto precarie. Fin da piccola Marisa è impegnata con tutta la famiglia nella raccolta del sarello, un'erba che cresce spontanea nella palude e che, una volta essiccata, viene intrecciata per fare i rivestimenti delle damigiane. Quando negli anni '50 la plastica sostituisce il vetro e la vendita delle damigiane cala sensibilmente, la madre di Marisa decide di cambiare lavoro e si lancia nel settore turistico: ogni anno gestisce a Viareggio una pensione diversa durante la stagione estiva. Per la giovane Marisa seguire la madre in Versilia è una palestra per il lavoro che anche lei farà tutta la vita: l'albergatrice. Nel frattempo, sposa Aldo, un ragazzo che conosce dall'infanzia, e si trasferisce a Montecatini Terme. Sono gli anni del boom economico e Marisa capisce che il settore turistico è in forte crescita, così nel 1967 apre un albergo a conduzione familiare. Sono gli anni d'oro di Montecatini, meta delle vacanze di milioni di italiani oltre che di celebrità dello spettacolo e del jet set internazionale. Marisa si butta a capofitto nella nuova attività occupandosi di tutto, mentre il marito segue la contabilità.

 

 

 Sarà poi la volta di due Ragazze degli anni '60. Ida Montanari nasce a Roma il 23 febbraio 1945, padre intellettuale ed esperto d'arte, madre sarta. Dopo la licenza media lascia la scuola e inizia a lavorare. Frequenta un corso per truccatori, ottiene il suo primo contratto di lavoro in Rai nel 1966. Il suo primo lavoro è per lo sceneggiato "Il Conte di Montecristo". Due anni più tardi le si presenta l'occasione della vita: truccare il grande trasformista Alighiero Noschese di cui diventa truccatrice personale: un sodalizio che durerà per oltre dieci anni. Nel 1994 lascia la Rai con un tributo in diretta da parte di Fabrizio Frizzi durante una puntata di "Scommettiamo Che?". Fonda un'agenzia e un'accademia per truccatori, che ha formato e lanciato decine di giovani nel mondo dello spettacolo.

La sua storia si intreccia con quella di Felice Antonini, nata a Riano, in provincia di Roma, il 29 gennaio 1944, mentre in casa i suoi genitori stanno nascondendo il rabbino Marco Vivanti e la sua famiglia, salvati dalla deportazione nazista. Felice cresce con questo loro esempio di altruismo e sacrificio. Per aiutare economicamente la famiglia inizia a lavorare fin dall'età di dieci anni. A quattordici viene assunta come operaia in un'industria tessile e come altre sue colleghe subisce dispetti e angherie da parte di un caporeparto maschilista. Nel 1971 quando la fabbrica chiude, Felice resta senza lavoro, ma grazie a un imprenditore ebreo, che conosceva la storia dei suoi genitori, riesce a trovare un impiego da commessa in un negozio di tessuti orientali nel centro di Roma. Nella capitale Felice vive una seconda giovinezza: comincia a studiare il francese e viaggia alla scoperta del mondo. Non si sposerà mai ma coltiverà un grande amore, quello per la vita.

 

Rassegna stampa – antisemitismo, a cura di Redazione ETICA A.c.

 

SVASTICHE E MINACCE A FAMIGLIA EBREA, STABILITA VIGILANZA

L'avvocato, 'sono sconvolte, ora si sono chiuse in casa'.

(ANSA) - MILANO, 06 AGO - La questura ha disposto un servizio di vigilanza, come accade nei casi di minacce o, ad esempio, per il codice rosso, nei confronti delle due donne, madre e figlia, che ieri mattina hanno trovato sulla porta del loro appartamento di Milano, a un piano intermedio di uno stabile nella zona di Forze Armate, vicino al quartiere ebraico, due grandi svastiche e la scritta 'ebree bastarde' con invito a morire.

L'avvocato che le assiste, Stefano Benvenuto, ha spiegato che la figlia è uscita di casa al mattino e quando è tornata ha trovato imbrattata la porta dell'appartamento dove vive da una ventina di anni con la madre. Da qui la denuncia e le indagini della Digos.

"Al di là del fatto di per sé gravissimo - ha spiegato l'avvocato Benvenuto - preoccupa che siano arrivati in una abitazione privata, all'interno di un condominio", al piano esatto, alla porta esatta. Così come preciso è il riferimento a due donne ('ebree'). Una minaccia quindi rivolta direttamente a loro.

"Sono sconvolte, si sono chiuse in casa. Ma la comunità si è tutta allertata - ha aggiunto il legale - Sembra di essere tornati indietro di ottant'anni. Mancano solo i carri armati fuori".

 

Due italiani arrestati al Cairo: erano partiti da Torino per partecipare alla marcia per Gaza

L'obiettivo della protesta è la richiesta dell'apertura del valico di Rafah che separa l'Egitto dalla Striscia di Gaza. "Sono una mamma che non può distogliere lo sguardo da un genocidio in corso. Le brutalità del governo sionista Israeliano vengono trasmesse live ed è nostro compito come esseri umani e come genitori prendere una posizione ed obbligare i nostri governi a non chiudere gli occhi. Il genocidio palestinese è compiuto con le armi, per esempio quelle che la Leonardo continua a inviare ad Israele e contro il cui invio si batte Palestina Libera e con il blocco degli aiuti umanitari, ma anche in modo più subdolo", è la dichiarazione di un'attivista presente davanti al consolato. "Break the siege" è lo striscione che è stato srotolato dagli attivisti.

Erano in tutto una decina gli attivisti che si sono presentati davanti al consolato.

La polizia italiana si è presentata in via Timavo per sciogliere il blitz e ha caricato sulle volanti gli attivisti, che hanno tentato la resistenza passiva. Tra loro c'era anche Vittoria Arduini, che nelle scorse settimane era già stata fermata alla frontiera in Egitto.

 

50 ARRESTI A NEW #YORK DURANTE MANIFESTAZIONE PER GAZA

Washington, 5 ago. (Adnkronos) - Circa 50 persone sono state arrestate a New York dopo aver partecipato a una protesta fuori dal Trump International Hotel, vicino a Columbus Circle, per chiedere all'amministrazione Trump di fare pressione su Israele affinché cessi l'assalto a Gaza e consenta l'ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia. La polizia ha arrestato circa 30 persone per aver bloccato la strada fuori dall'hotel. La manifestazione, intitolata "Gli ebrei dicono: basta", è stata organizzata da T'ruah, Jews for Economic and Racial Justice, IfNotNow e Israelis for Peace.

"Dobbiamo continuare a fare pressione e far arrivare più cibo e aiuti a Gaza subito, prima che altri palestinesi muoiano di fame", ha dichiarato T'ruah. Secondo gli organizzatori, alla protesta hanno partecipato più di 900 persone. "Affermiamo con una sola voce che ci opponiamo a queste atrocità, non nonostante il nostro ebraismo, ma per molti di noi proprio per questo", ha affermato Deborah Kaplan, direttrice ad interim di IfNotNow.

Il revisore dei conti di New York, Brad Lander, il più alto funzionario eletto ebreo della città, ha dichiarato: "Ieri abbiamo commemorato TishaB'Av, piangendo la distruzione inflitta al popolo ebraico. Oggi siamo qui per denunciare la distruzione perpetrata dallo Stato ebraico". Motaz Azaiza, un fotografo di Gaza, ha dichiarato: "La gente di Gaza vuole solo vivere in pace, non ha paura di camminare per strada per procurarsi il cibo, non vuole subire la violenza dell'occupazione. Voglio solo protezione per la mia gente. Questa follia deve finire".

 

ARGENTINA: GRUPPO EBRAICO DENUNCIA SCRITTA "FREE PALESTINE" SU PASTO KOSHER SU VOLO IBERIA AIRLINES

Buenos Aires, 05 ago - (Agenzia_Nova) - Un passeggero ebreo in volo da Buenos Aires a Madrid ha trovato la scritta "Free Palestine" sul proprio pasto kosher. La denuncia arriva dalla Delegazione delle associazioni israelitiche argentine (Daia), che in un post su X riferisce come l'episodio sia avvenuto a bordo di un volo Iberia Airlines sulla tratta Buenos Aires-Madrid. Secondo l'organizzazione, anche altri passeggeri ebrei avrebbero trovato la sigla "Fp" (acronimo di Free Palestine) sui loro pasti kosher. La Daia fa sapere di aver chiesto spiegazioni alla compagnia aerea e l'adozione di misure appropriate in merito all'accaduto.

 

 

Rassegna stampa – Shoah, a cura di Redazione ETICA A.c.

 

IL SANTO DEL GIORNO: 9 AGOSTO - EDITH STEIN

Roma, 9 ago. - (Adnkronos) - Edith è un'ebrea, nata a Breslavia nel 1891. Da giovane si professa atea. È allieva e poi assistente di Husserl all'università di Gottinga. È autrice di opere di ampio respiro, traduttrice di san Tommaso e docente nell'Istituto di Pedagogia di Munster.

Colpita dall'autobiografia di Teresa d'Avila, chiede il battesimo nel 1922, quindi si dedica all'insegnamento nel liceo delle domenicane di Spira. Il regime nazista la sospende dall'insegnamento perché ebrea. Con l'acuirsi delle persecuzioni razziali, i superiori la trasferiscono nel convento di Echt in Olanda.

Nell'agosto del 1942 la Gestapo preleva lei e la sorella Rosa, terziaria carmelitana, e le porta ad Auschwitz. È la prima ebrea elevata agli onori degli altari, oltre le donne del Vangelo, da papa Giovanni Paolo II l'11 ottobre 1998.

 

ISRAELE: ARRESTATO EBREO PER SCRITTA "C'È UN OLOCAUSTO A GAZA"

TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) - La polizia israeliana ha arrestato un ventenne ebreo che aveva scritto con lo spray "C'è un Olocausto a Gaza" sul Muro occidentale a Gerusalemme. Lo riportano i media locali. Il giovane ha confessato durante l'interrogatorio di aver commesso i reati contestati anche sul muro della Grande Sinagoga di Gerusalemme. Nel prosieguo delle indagini è emerso che, la settimana scorsa, era stato arrestato nell'area di Tel Aviv per aver imbrattato con graffiti la foto di un soldato caduto durante la guerra. È stato rilasciato con misure restrittive. L'episodio è stato condannato da diversi esponenti politici. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich che ha scritto su X che "hanno dimenticato cosa significa essere ebrei". Il presidente di Blu e Bianco, Benny Gantz, ha scritto che si è trattato di "un crimine contro l'intero popolo di Israele". Infine, il ministro della Difesa Katz ha dichiarato: "La profanazione del Muro Occidentale, uno dei luoghi più sacri per il popolo ebraico, è un atto vile e un superamento di una linea rossa inaccettabile. Offendere i luoghi santi significa colpire tutto il popolo ebraico. Sono certo che le autorità preposte all'applicazione della legge individueranno il responsabile e lo puniranno con la massima severità".

 

 

 

 

 

Rassegna Stampa - conflitto Gaza a cura di Redazione ETICA A.c.

 

ISRAELE: AP RIVELA PIANI PER TRASFERIRE PALESTINESI IN SUD SUDAN

(AGI) - Roma, 13 ago. - Israele sta discutendo con il Sud Sudan la possibilità di trasferire i palestinesi della Striscia di Gaza nel Paese dell'Africa orientale devastato dalla guerra. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statunitense Ap. Sei persone informate sulla questione hanno confermato i colloqui all'agenzia: non è chiaro a che punto siano ma, se attuati, i piani equivarrebbero a trasferire persone da una terra devastata dalla guerra e a rischio di carestia a un'altra, sollevando preoccupazioni in materia di diritti umani. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di voler realizzare il progetto del presidente americano Donald Trump di trasferire gran parte della popolazione di Gaza attraverso quella che Netanyahu definisce "migrazione volontaria". Israele ha avanzato proposte di reinsediamento simili con altre nazioni africane.

L'AP aveva già riferito di colloqui simili avviati da Israele e dagli Stati Uniti con il Sudan e la Somalia, paesi anch'essi alle prese con guerre e carestie, e con la regione separatista della Somalia nota come Somaliland. Lo stato di avanzamento di tali discussioni non è noto. La settimana scorsa, il Comando dell'Esercito nazionale libico, la milizia che controlla la Libia orientale, ha smentito voci circa l'esistenza di un presunto "accordo segreto" volto ad accogliere centinaia di migliaia di palestinesi in Libia, dopo che il ministro dell'Agricoltura israeliano Avi Dichter aveva indicato il Paese come "destinazione ideale" per il reinsediamento di circa 1,5 milioni di palestinesi provenienti dalla Striscia. «Penso che la cosa giusta da fare, anche secondo le leggi di guerra che conosco, sia permettere alla popolazione di andarsene e poi

attaccare con tutte le forze il nemico che rimane lì», ha detto Netanyahu in un'intervista a i24, un'emittente televisiva israeliana. Nell'intervista Netanyahu non ha fatto riferimento al Sud Sudan. I palestinesi, le organizzazioni per i diritti umani e gran parte della comunità internazionale hanno respinto le proposte, considerandoli un progetto di espulsione forzata in violazione del diritto internazionale. Per il Sud Sudan, un accordo di questo tipo potrebbe aiutare a stringere legami più stretti con Israele, oggi potenza militare quasi incontrastata in Medio Oriente. Si tratta anche di una potenziale via d'accesso a Trump, che ha accennato all'idea di reinsediare la popolazione di Gaza a febbraio, ma sembra aver fatto marcia indietro negli ultimi mesi. Alle richieste di AP, il ministero degli Esteri israeliano ha rifiutato di commentare e il ministro

degli Esteri del Sud Sudan non ha risposto alle domande sui colloqui. Un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che non commenta le conversazioni diplomatiche private.

 

PRIMO MINISTRO NUOVA ZELANDA, NETANYAHU HA PERSO LA BUSSOLA'

Il Paese sta valutando se riconoscere uno Stato Palestinese.

(ANSA) - ROMA, 13 AGO - Per il primo ministro della Nuova Zelanda, Christopher Luxon, il leader israeliano Benjamin Netanyahu ha "perso la bussola". Lo riporta Al Jazeera. La Nuova Zelanda sta valutando se riconoscere o meno uno Stato palestinese.

«Penso che quello che sta succedendo a Gaza sia assolutamente spaventoso. Penso che Netanyahu abbia esagerato. Penso che abbia perso la bussola», ha detto il primo ministro ai giornalisti. Il premier neozelandese ha definito gli attacchi israeliani a Gaza durante la notte «totalmente, totalmente inaccettabili» e ha affermato che lo sfollamento forzato di persone e l'annessione di Gaza costituirebbero una violazione del diritto internazionale. «Abbiamo denunciato queste cose ripetutamente... e lui semplicemente non ci ascolta», ha aggiunto il leader.

Luxon ha dichiarato all'inizio di questa settimana che la Nuova Zelanda sta valutando se riconoscere o meno uno Stato palestinese. Lunedì, l'Australia, suo stretto alleato, si è unita a Canada, Regno Unito e Francia nell'annunciare che lo avrebbe fatto in una conferenza delle Nazioni Unite a settembre.

 

A TEL AVIV 200 EX PILOTI PROTESTANO CONTRO OCCUPAZIONE GAZA CITY

Ex capo stato maggiore Halutz, 'fermate questa guerra inutile'.

(ANSA) - ROMA, 12 AGO - Circa 200 piloti in pensione e di riserva dell'aeronautica militare israeliana si sono radunati stasera davanti al quartier generale militare di Kirya a Tel Aviv per protestare contro la decisione del governo di Benjamin Netanyahu di occupare Gaza City e per chiedere un immediato accordo per la liberazione degli ostaggi ancora in mano a Hamas.

Lo riporta Times of Israel.

Tra i presenti l'ex capo di stato maggiore delle Idf, Dan Halutz, ha scandito: «Basta! Fermate questa guerra inutile e folle».

 

MESSAGGIO MADONNA A PAPA LEONE XIV: "VAI A GAZA E PORTA LUCE"

Per contribuire ad alleviare le sofferenze dei bambini.

Roma, 12 ago. (askanews) - Madonna ha scritto un messaggio a papa Leone XIV in un post sui social media, esortandolo a visitare Gaza per contribuire ad alleviare le sofferenze dei bambini nell'enclave palestinese.

«Santissimo Padre, per favore, vai a Gaza e porta la tua luce ai bambini prima che sia troppo tardi. Come madre, non posso sopportare di assistere alla loro sofferenza. I bambini del mondo appartengono a tutti», ha scritto la pop star.

«Sei l'unico di noi a cui non può essere negato l'ingresso. Abbiamo bisogno che le porte umanitarie siano completamente aperte per salvare questi bambini innocenti. Non c'è più tempo», ha aggiunto, «Per favore, dimmi che andrai. Con amore, Madonna». Madonna, che ha aggiunto ufficiosamente "Esther"  al suo nome nel 2005, celebra alcune festività ebraiche pur non essendo ebrea. La cantante, 65 anni, non si esibisce il venerdì sera e il sabato a causa dello Shabbat e ha dichiarato Israele "il centro energetico del mondo". Madonna è proprietaria di una casa a Tel Aviv e ha tenuto tre concerti nello stato ebraico.